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Scienze matematiche, fisiche e naturali

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A Scienze l'unico dottorato italiano
per lo studio di acque, gas e rischi vulcanici

Nato negli anni '80, il dottorato di ricerca in Geochimica della facoltà di Scienze matematiche, fische e naturali svolge attività di formazione per esperti in vulcanologia, analisi dei composti chimici e studio dei fattori ambientali. Il processo formativo termina con la presentazione di un elaborato finale a carattere sperimentale, realizzato con una innovativa "metodologia multimediale - spiega Pasquale Mario Nuccio, coordinatore del dottorato - che si avvale di competenze informatiche e di conoscenze della lingua inglese"

Formare esperti di geochimica con particolare riferimento allo studio delle acque, dei gas e dei rischi vulcanici. Questa la particolarità del dottorato di ricerca in Geochimica orientato alla protezione civile e alla valutazione degli aspetti ambientali e dei beni culturali con particolare attenzione al restauro di monumenti lapidari.
Il dottorato, dagli anni Ottanta l’unico in Italia ad occuparsi di questo specifico settore di ricerca, è nato con il primo ciclo ed ha subìto una battuta d’arresto con il decimo e l’undicesimo quando il Ministero istituì altri dottorati più innovativi penalizzando quelli già esistenti. Il dottorato riprende vita con il dodicesimo ciclo riattivato direttamente dal Ministero grazie a un cofinanziamento proveniente dal Fondo sociale europeo. Ciò ha consentito di godere di un certo numero di borse di studio aggiuntive che si estendono a tutte le attività.
Il dottorato in Geochimica, oggi giunto al sedicesimo ciclo, fa parte dei settori di ricerca afferenti al dipartimento di Chimica e fisica della Terra ed applicazioni alle georisorse e ai rischi naturali. Rispetto agli insegnamenti di geofisica, vulcanologia, petrologia e mineralogia, che si occupano dello studio del sottosuolo, delle rocce e dei minerali attraverso applicazioni della fisica, la geochimica si occupa dell’analisi degli elementi e dei composti che costituiscono il globo terrestre e dei processi chimici cui essi partecipano. Questo settore presenta maggiori prospettive di ricerca e applicazioni. “Il dottorato in Geochimica - spiega Pasquale Mario Nuccio, docente ordinario in Geochimica applicata alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali nonchè coordinatore del dottorato di ricerca - fa parte di settori innovativi fortemente legati al mercato del lavoro e richiede alte qualificazioni professionali con processi di verifica continui lungo il percorso formativo”.
Le attività consistono in lezioni, svolte prevalentemente al dipartimento, attività sul campo e studio in laboratorio, periodi di stage presso laboratori esterni, preferibilmente stranieri, in collaborazione con enti pubblici e privati. Come ogni dottorato, anche questo svolge compiti specifici di orientamento attraverso attività seminariali condotte da docenti internazionali che illustrano ai dottorandi almeno una volta all’anno il livello di avanzamento della loro ricerca. Il processo formativo culmina con la stesura di un elaborato di carattere sperimentale, innovativo e comunque originale. “La presentazione della tesi - aggiunge Nuccio - assume, rispetto al passato, una forma nuova, che consiste nella applicazione di una metodologia multimediale che si avvale di competenze informatiche e di conoscenze della lingua inglese”. L'elaborato, poi, viene sottoposto alla verifica di ricercatori fortemente qualificati, con la presenza di non meno di due stranieri, che possano seguire lavori di grande spessore scientifico monitorandone i risultati ai fini della pubblicazione su riviste specializzate. “L’obiettivo - continua Nuccio - è quello di abituare il dottorando a fare ricerca di alta qualità utilizzando una lingua sintetica ed efficace come l’inglese e di presentare un lavoro che possa essere sottoposto a valutazione da parte di esperti qualificati”.
Tutte le attività del dottorato, rientrando tra quelle previste dai cofinanziamenti ministeriali, vengono sottoposte a verifiche trimestrali con controlli da parte delle Commissioni ministeriale ed europea, Ufficio Europa e Corte dei conti europea che, attraverso criteri valutativi pubblicati su registri ufficiali, stabiliscono la collocazione in graduatorie di merito. “Certi criteri nella distribuzione dei punteggi andrebbero rivisti - conclude Nuccio - in quanto la valutazione dei percorsi dovrebbe essere stabilita a priori tenendo conto delle caratteristiche di ciascuno di essi”.
Antonio La Rosa

rev damo/andi/sage

(4 settembre 2003)

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