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Rassegna stampa

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Rassegna stampa di mercoledì 30 luglio 2003
Punto di svolta per la vicenda delle rogatorie Mediaset.Il Guardasigilli Castelli dà il via libera. In un nastro registrato Saddam piange i figli martiri. Il premier israeliano Sharon, a Washington, non cambia idea sul muro. il presidente Ciampi sulla legge Gasparri: "Finché il parlamento parla il presidente tace". Per le notizie locali, l''Anas assicura che l'autostrada Catania-Siracusa non subirà ritardi e la Regione vara un piano per superare l'emergenza donatori sangue in Sicilia

Rogatorie Mediaset in primo piano sulla Repubblica che apre titolando: "Il dietrofront di Castelli". L'occhiello: "Non passa la sfiducia chiesta dall'Ulivo. Fini difende il Guardasigilli e anche l'Udc vota con il polo". Nel catenaccio: "Battaglia al Senato, poi il ministro dà il via libera alle rogatorie"". A sinistra, nel taglio medio-alto, un commento di Massimo Giannnini, sulla vicenda: "La finita ricucitura". Sempre nel taglio alto, nel riquadro, un commento sulla proposta di Prodi per le prossime elezioni europee ("Proposta Prodi le ragioni del sì") e una notizia sull'operazione del leader del Carroccio ("Bossi operato, annulla i comizi", spiega l'occhiello: "Il leader della Lega soffriva di un'ernia strozzata, già oggi sarà dimesso dall'ospedale"). Di spalla, un dossier ("Banche e inflazione come salvare i risparmi")
Nel taglio centrale, notizie dall'estero. Titolo forte: "Saddam piange i figli in tv". Spiega il giornale nel'occhiello: "Un nastro registrato mandato in onda dall'emittente Al Arabiya. Il rais: sono morti come martiri" e aggiunge il catenaccio: "I servizi Usa: rischio attentati entro settembre anche in Italia". Nel riquadro, "Sharon a Washington delude Bush "Andremo avanti con la costruzione del nostro Muro". A destra, taglio medio-basso, un'inchiesta di Federico Rampini ("La vestale della destra Usa che insidia Hillary in libreria".
Spazio a un reportagee nel taglio basso a sinistra: "La grande diga dei bianchi" di Francesca Caferri".
Anche il Corriere della Sera dedica l'apertura alla vicenda delle rogatorie sull'inchiesta Mediaset: "Fini salva Castelli e le indagini". Nell'occhiello, "Sbloccate le rogatorie su Mediaset, votata la fiducia al Guardasigilli. L'opposizione : una farsa". Nel catenaccio: "Il ministro in aula si difende tra le proteste. Sostegno da Berlusconi". Accanto, nel riquadro, un'inchiesta sull condizioni delle carceri italiane ("Viaggio nella condizione delle carceri Poggioreal, 17 detenuti in ogni cella"). A sinistra, nel taglio alto, "Ciampi e la legge tv Dubbi sula firma", nell'occhiello: " ' Ma quando il Parlamento lavora il presidente tace' ". Sotto, sullo stesso argomento, sempre a sinistra, taglio medio-alto, un fondo di Piero Ostellino titola. "La riforma, il Quirinale, i nodi". Di spalla, un corsivo del premier nobel per Fisica Carlo Rubbia ("L'idrogeno unica chiave del futuro"). Spazio agli esteri nel taglio centrale, "Saddam piange i figli "martiri dell'Iraq" titola il giornale e aggiunge, nel catenaccio, "E negli Usa torna la paura dei terroristi di Al Qaeda: ' Anche in Italia rischi di dirottamenti' ". Sotto, nel riquadro, un reportage da Tikrit di Lorenzo Cremonesi, "Casa per casa, la caccia nella citta del rais". Accanto tre box con rimandi all'interno, con notizie dall'estero, tra cui l'incontro tra Sharon e Bush "Muro nei territori Sharon non cede" e il vertice tra Putin e il premier Silvio Berlusconi "Berlusconi: Mosca nella nuova Europa".
Nel taglio basso, a sinistra, "Fiamme tra ville e pinete, fuga dei turisti dalla costa azzurra" e, a destra, " 'Caos e sporcizia umiliano Firenze e le sue chiese' ". Sempre a sinistra, due box, con rimandi all'interno, tra cui: " 'A 14 anni il mio jazz con Marsalis'", la storia di un quattordicenne siciliano chiamato come sassofonista nella band del grande jazzista.
Rogatorie In primo piano anche sul Giornale di Sicilia: "Sbloccate le rogatorie", nel catenaccio: "Via libera del governo alle indagini Mediaset"
A sinistra, spazio a un commento del giornalista Bruno "Una vittoria del gioco di squadra". Sotto, ancora per la cronaca nazionale, un commento di Salvatore Scarpino: "An si affida a La Russa l'istrizione".
Taglio centrale dedicato invece agli esteri:"Messaggio di Saddam: i miei figli sono martiri". Di spalla, spazio alla cronaca regionale e locale: Mafia e politica. "I vertici prendono le distanze da Crisafulli", per la Sanità, "Sicilia allarme donatori sangue E la regione vara un piano".
Nel taglio basso spazio a una notizia locale: "Niente barche a Mondello : è polemica". Spiega il catenaccio: "Ricorso di diportisti contro il divieto della Capitaneria che però annuncia tolleranza".
La Sicilia apre con la cronaca nazionale. Anche qui in primo piano la vicenda delle rogatorie Mediaset. Titola il giornale: "Castelli resta. Il governo pure". Di spalla, spazio alla cronaca siciliana: "L'Anas: ' La Ct-Sr non subirà più ritardi' Comiso, sì al campus".
Al centro, "Febbre da jackpot", aggiunge l'occhiello: Il 6 vale 51,3 milioni di euro: boom di giocate". Accanto, sulla questione morale della politica siciliana un'intervista al giornalista Frnceso Merlo, " 'La storia e gli anticorpi' " e spazio anche a un'intervista a Giuseppe Castiglione, vicepresidente della Regione e assessore all'Agricoltura ("Castiglione 'Carte in regola' "). Sotto, per il caso Crisafulli, "Lotta alla mafia da riaffermare". A sinistra nel taglio medio-basso, spazio a notizie sia nazionali che dagli esteri, tra cui: "Informazione Ciampi garante", Consumi crollti "Ortofrutta nella bufera". sotto, per la Casa Bianca, "Sharon a Bush, 'il muro resta' " e nel box "Saddam piange i figli 'martiri' ". Nel taglio basso, spazio, a destra, al caso di nonna Maria: "Indagato a Caltanissetta uno dei figli di 'nonna Maria' ".

Le ultime dall'Ansa:


Financial Times, la vicenda rogatorie mostra la vitalita' democratica italiana
Il caso Castelli-rogatorie Mediaset approda sul Financial Times, che in un editoriale pubblicato oggi sottolinea che l' esito della vicenda dimostra la vitalità democratica dell’Italia.
Secondo il celebre quotidiano economico la capacità di Silvio Berlusconi di mantenere "il suo quasi monopolio sul sistema italiano radiotelevisivo, di intimidire il sistema giudiziario e di usare la maggioranza parlamentare per garantirsi un'immunità legale" richiama alla mente un leader "il cui potere di gran lunga eccede quello dei suoi colleghi europei". Ci sono però – si legge ancora - "centri di potere ed istituzioni capaci di resistere alle tattiche del leader di Forza Italia. La vicenda Castelli - conclude - è anche un promemoria della fragilità della coalizione di Berlusconi”.

Dpef, si ritorna alla concertazione
Via libera al Dpef da parte della Cdl che nella risoluzione depositata alla Camera, chiede al Governo "un nuovo patto" con le parti sociali "sulla scorta di quello firmato nel 1993".
La risoluzione, impegna il Governo ad un maggior rigore nella
presentazione della finanziaria che deve essere articolata "in
parti corrispondenti alle finalità proprie.

Calcio, al via il Consiglio della lega dei club di A e B

È sul punto di cominciare la riunione tra i componenti del consiglio di lega dei club di serie A e B nella capitale. I consiglieri si sono infatti dati appuntamento per discutere le questioni che hanno acceso l'estate calcistica, a partire dal caso Catania. Al consiglio seguirà, intorno alle 12, l'assemblea di lega aperta a tutti i presidenti delle società di serie A e B. Nel pomeriggio a via Allegri avrà luogo il consiglio della Federcalcio.

Ddl Gasparri, rinviato l'esame
Colasio: “ha prevalso il buon senso”

"Alla fine la ragione e il buon senso hanno prevalso". Così Andrea Colasio, capogruppo della Margherita in commissione Cultura a Montecitorio, commenta il rinvio dell'esame del ddl Gasparri nelle commissioni Cultura e Trasporti della Camera. "Prendendo atto positivamente - osserva Colasio - della decisione dei presidenti Adornato e Romani di non procedere oltre nei lavori delle commissioni, che avrebbero imposto ritmi assurdi e soprattutto l'impossibilità di procedere ad una seria e approfondita valutazione, rimane non meno categorica la nostra contrarietà verso una legge che stride con le regole del pluralismo competitivo".

Elisa Pizzillo
rev cave
(30 luglio 2003)

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