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Agraria
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030725ermi
Stop agli insetticidi, in arrivo nuove tecniche
Liotta: "Difendiamo le piante senza danneggiarle"
Il professore della facoltà di Agraria, Giovanni Liotta presenta
il dottorato di ricerca in "Gestione fitosanitaria ecocompatibile in
ambienti agroforestali e urbani". Tra gli obiettivi, la tutela delle
piante e dei beni culturali contro l'attacco degli insetti, attraverso l'utilizzo
di tecniche a basso impatto ambientale
Gestire
la difesa delle piante utilizzando metodiche a basso impatto ambientale
e mettendo al bando i dannosi e spesso inutili insetticidi. Questo si
propone il dottorato di ricerca in "Gestione fitosanitaria ecocompatibile
in ambienti agroforestali e urbani" istituito dal dipartimento Senfimizo,
Sezione di entomologia, acarologia e zoologia.
Il professore Giovanni Liotta, coordinatore del dottorato, spiega: Tutte
le conoscenze in nostro possesso sugli insetti agrari e forestali vengono
utilizzate per mettere in atto programmi in difesa delle piante e dei
beni culturali. Se fino a 50 anni fa si parlava di lotta, termine che
presuppone un nemico e qualcuno che lo combatte oggi è meglio parlare
di difesa. Ciò che conta, secondo il professore, è
capire il motivo per cui un insetto sceglie una pianta piuttosto che unaltra,
studiando le condizioni che ne hanno reso possibile linsediamento.
La soluzione, per Liotta, è quindi quella di importare sulla pianta
scelta dallinsetto le caratteristiche di quella che invece è
stata scartata. "Esistono delle sostanze segnali - spiega il professore
- che possono essere attrattive o repellenti. La nostra ricerca si occupa
proprio dello studio di queste sostanze emesse da piante e insetti: i
feromoni, che vengono percepiti da individui della stessa specie, e gli
allomoni, percepiti invece da individui di specie diversa. E' quindi possibile
sintetizzare la sostanza volatile di una pianta che respinge gli insetti
e metterla in una che invece li attira, costringendoli a ripiegare su
un'altra pianta che non ci interessa". In questo modo, come afferma
il professore, non si agisce sullinsetto, ma sui metodi che ne rendono
possibile linsediamento, evitando di utilizzare linsetticida,
che non ha capacità di selezione e danneggia le piante.
"Attraverso lopera di selezione degli istituti di agronomia
- continua Liotta - si possono selezionare i ceppi delle colture resistenti
agli attacchi. Ma esistono anche altre semplici tecniche agronomiche,
come lutilizzo del concime adatto e la potatura. Ad esempio, il
concime azotato rende la pianta più tenera e raffinata, provocando
un'accelerazione della produzione di cellule e la nascita di germogli
più teneri e più fruttuosi che attirano maggiormente gli
insetti. Basta quindi utilizzare altri tipi di concimi. Altra tecnica
di difesa molto semplice è quella della potatura, che rende la
pianta più vigorosa. Cè, per esempio, un tipo di insetto
che si insedia nei rami dellulivo un po deperiti, ma non secchi,
riproducendosi e attaccando i germogli, mentre sulle piante, rese forti
dal taglio dei rami, non riesce a svilupparsi.
Per quanto riguarda il settore urbano, il professore spiega che il dottorato
si occupa degli insetti agenti di degrado dei beni culturali, in particolare
quelli lignei. Anche in questo caso lattenzione è puntata
sulle cause che ne determinano linsediamento. Spesso sono
proprio le tecniche di restauro a causare i danni maggiori - dice Liotta
-. Una soluzione molto semplice è quella della piallatura. Molte
volte, infatti, le tavole dei sottotetti sono rustiche, mentre la piallatura
determina le condizioni affinché linsetto non possa deporvi
le uova. Nei cori delle chiese, invece, spesso cè una pedana
chiusa che determina le condizioni favorevoli allinsediamento degli
insetti. In questo caso è sufficiente creare unaerazione
forzata, attraverso un canale per la circolazione di aria. Leventuale
uovo dinsetto, così, si dissecca.
Erminia Guastella
rev-rova/cave
(25 luglio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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