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Lettere e filosofia
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030723mariAPlet
Giacomarra
su pay tv: "Non rappresenta il futuro, almeno in Italia
Già da un po di tempo, diverse città italiane sono
tappezzate dalla pubblicità di Sky, la nuova televisione a pagamento
lanciata da Rupert Murdoch, che già da questestate inizierà
a trasmettere. Abbiamo chiesto a Mario Giacomarra, docente di Sociologia
della comunicazione all'Università di Palermo se la nuova realtà
simporrà nel vivace settore delle comunicazioni
Qual
è il futuro delle telecomunicazioni? Rupert Murdoch ha scommesso
tutto sulla pay tv. Abbiamo chiesto a Mario Giacomarra, docente
di Sociologia della comunicazione alla facoltà di Lettere e filosofia
quante probabilità reali esistono che il magnate australiano delle
comunicazioni vinca la sua scommessa.
Alla fine di aprile nasce, infatti, proprio per iniziativa dellimprenditore
una nuova tv a pagamento. Si tratta di Sky ed è il frutto della
fusione tra Tele+ e Stream.
La nuova rete satellitare comincerà a trasmettere questestate
e punta a raggiungere lobiettivo di 2,8 milioni di abbonamenti a
fine 2004 e a 3,5 milioni di utenti paganti nel 2006.
Previsioni fin troppo ottimiste o da prendere in seria considerazione?
Non è possibile fare previsioni, soprattutto in un settore
imprevedibile come quello delle telecomunicazioni dice Mario Giacomarra
tuttavia le tv generaliste hanno fatto il loro tempo, questo è
un fatto innegabile, ma un altro fatto che si impone a forza è
il satellite, che appartiene alla realtà del futuro. Pertanto,
secondo il nostro esperto, non è da escludere che lavvento
delle pay tv rappresenti il futuro delle telecomunicazioni, con
dei distinguo però tra una realtà più estesa come
quella mondiale e una più ristretta come quella del bel paese.
La tv satellitare dice Giacomarra può essere
iscritta nella vasta gamma dei prodotti culturali globali e come tale
sarà fruita da una larga utenza, a livello internazionale. Ma visti
i trascorsi italiani, la pay tv non pare essere una scommessa vincente.
Le prove sono: la pressoché totale assenza di marchi italiani in
esclusiva nel settore delle tv a pagamento, molto più spesso si
tratta, infatti, di gruppi misti o di fusioni e la tradizionale propensione
italiana a considerare la televisione un prodotto da fruire gratuitamente,
al massimo pagando un modesto canone. Per questa ragione la famiglia italiana
media difficilmente prenderà in considerazione una simile spesa.
La pay tv, dunque, sebbene si caratterizzi come un prodotto globale
non è un prodotto per tutti.
Quello a cui si rivolge è un target preciso, di gusti raffinati,
che può scegliere allinterno di una gamma pressoché
sconfinata di offerte mediatiche, di gran lunga diverso dalle masse indistinte
cui invece si rivolge la tv generalista.
Eppure su Sky Italia, Murdoch ha investito molto. Tanto da farci guardare
a lui come il pioniere della pay tv, un po come ventanni
fa si guardava a Berlusconi come il pioniere delle tv private. Con
una differenza importante precisa Giacomarra . Murdoch rappresenta
sicuramente un modello forte, ma Berlusconi sfruttò con notevole
profitto una grande risorsa come la pubblicità, offrendo agli italiani
unofferta televisiva diversificata, ma soprattutto gratuita. Sky
invece si pagherà.
Se la nuova tv satellitare non rappresenta il futuro delle telecomunicazioni
in Italia, sicuramente garantirà il futuro lavorativo di molti
italiani. Infatti, Murdoch offre lavoro a 750 operatori fra Cagliari e
Milano. La figura professionale ricercata è laddetto alla
gestione dei rapporti con la clientela, ma servono anche esperti in altri
settori nel campo delle comunicazioni. Ad essere ricercati sono soprattutto
giovani, diplomati con unetà massima di 25 anni e laureati
con unetà massima di 29 anni. A loro si propongono contratti
di formazione e lavoro che poi saranno trasformati in contratti a tempo
indeterminato.
Maria Catena Salerno
rev-rova/cave
(6 agosto 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del
1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
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