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Palermo città e provincia
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030723fab
Procura di Palermo sotto inchiesta
Il Csm verifica la posizione di alcuni magistrati
La richiesta d'intervento è stata mossa dai cinque membri
laici della Casa delle libertà al Csm. Oggetto dell'inchiesta: verificare
le dichiarazioni di Grasso a La Stampa, sui veleni esplosi in procura.
Tutto sembra nascere dalle recenti nomine alla Dda. Nell'occhio del ciclone
i sostituti Lo Forte, Scarpinato e Ingroia
La procura della Repubblica di Palermo
finisce sotto il mirino del Csm. Unindagine verrà avviata
nei prossimi giorni per verificare la compatibilità ambientale
di alcuni magistrati della procura palermitana. A richiedere l'intervento
il gruppo della Casa delle libertà al Csm.
La bufera è scoppiata qualche giorno fa, a seguito di un articolo
apparso su La Stampa di Torino, nel quale il procuratore Piero
Grasso parlava di un clima di veleni che aleggiava nelle stanze del Palazzo
di Giustizia.
Al centro dellintervista - sfogo di Grasso, le polemiche e i contrasti
sorti fra i colleghi, a seguito delle recenti nomine alla Direzione distrettuale
antimafia. Nomine che hanno visto laccantonamento di magistrati
come Guido Lo Forte, Roberto Scarpinato e Antonio Ingroia, figure da sempre
in primo piano nella lotta alla criminalità organizzata, in favore
di altri colleghi.
Lo scontro dialettico, che ne è derivato, ha puntato il dito sulla
volontà di penalizzare, con queste nomine, magistrati ritenuti
politicamente squilibrati a sinistra ed eccessivamente militanti, per
dare spazio a persone più moderate.
I toni della polemica, però, non devono essere piaciuti al procuratore
Grasso, che ha deciso di rendere pubbliche le condizioni di difficile
convivenza, interne alla Procura, facendo anche i nomi di quelli, che
per lui, devono essere considerati gli istigatori dei velenosi contrasti.
Le parole di Grasso hanno avuto un immediato effetto di sollecitare alcuni membri del Csm. I cinque membri laici della Cdl hanno chiesto un intervento che verifichi la compatibilità funzionale e ambientale dei sostituti procuratori chiamati in causa da Grasso. In particolare, lattenzione è stata puntata proprio sui nomi di Lo Forte, Scarpinato e Ingoia. Il gruppo che ha richiesto lindagine ha così motivato il proprio intervento: Non è ipotizzabile far galleggiare situazioni di conflittualità palese e strisciante, fuori da ogni riferimento normativo. Per linchiesta è stata avviata una procedura di apertura urgente.
Fabio Giacalone
rev. rube/cave
(23 luglio 2003)
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al n. 10 del 1/6/2001
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