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Scienze matematiche, fisiche e naturali

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Un dottorato per studiare gli animali in ambiente marino
Nel settore della Biologia animale si è sviluppato lo studio dei problemi legati allo stato di salute degli animali in ambiente marino. Tra i dottorati di ricerca, quello in Biologia animale si è avvalso di borse aggiuntive grazie ai finanziamenti del Fondo sociale europeo. Il progetto del corso prevede rapporti di collaborazione con enti e imprese anche straniere



Capire il funzionamento delle cellule di animali che vivono in ambiente marino utilizzando parametri ambientali per valutarne lo stato di salute. Questo il punto caratterizzante del dottorato di ricerca in Biologia animale sorto con l’obiettivo di sviluppare sia a livello conoscitivo che applicativo conoscenze e metodiche di valutazione dello stress ambientale e della salute di vertebrati e invertebrati che vivono in impianti di acquacoltura marina.
Il corso, attivato dal decimo al 17esimo ciclo, si è avvalso sin dalle origini di finanziamenti del Fondo sociale europeo e, l’anno scorso, è stato sottoposto a valutazione da parte di una commissione di esperti che lo ha ritenuto meritevole dell’assegnazione di borse aggiuntive ministeriali.
Tra i vari cicli, il sedicesimo ha avuto una connotazione internazionale grazie ai cofinanziamenti del Miur e ad una convenzione con l’Università di Montpellier, in Francia, relativamente al terzo dei suoi curricula, inerente l’immunità e la patologia in acquacoltura marina. Gli altri due curricula attengono uno allo studio della Biologia evolutiva e della Biodiversità animale e l’altro agli aspetti applicativi della Biologia animale nel campo dell’Ecologia marina.
L’organizzazione didattica del dottorato comprende lezioni di docenti del collegio, attività seminariali svolte da studiosi anche stranieri, partecipazione a corsi di formazione e infine esercitazioni in laboratorio per quanto attiene le analisi strumentali e le applicazione di metodi biochimici e molecolari. Inoltre vengono svolti stage presso enti ed imprese quali l'Istituto per l'ambiente marino costiero, sezione di Mazara del Vallo, che fa parte della rete scientifica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e anche in impianti che non fanno parte dell'Ateneo palermitano: nel territorio siciliano e inoltre in alcune aree della Francia, come Montpellier, dove si sono sviluppate imprese che si occupano della biologia animale applicata e della patologia virale marina. “Il rapporto di collaborazione con istituti esteri - spiega Nicolò Parrinello, docente ordinario di Zoologia alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali e coordinatore del dottorato di ricerca - consente una più completa formazione per quei dottorandi che si apprestano a confrontarsi con partners di altri paesi, elevando il livello di competitività e aumentando le prospettive occupazionali”.
Il corso, della durata di tre anni, si articola in un primo anno propedeutico, comune a tutti, e in altri due anni nei quali si sviluppano tematiche più specifiche a seconda del curriculum prescelto. Al primo anno è prevista inoltre la determinazione di uno specifico argomento di ricerca da sviluppare nel triennio e i cui risultati saranno presentati come elaborato di tesi di dottorato alla commissione di esame finale. Un altro aspetto è l’attività di orientamento finalizzata ad intensificare i rapporti di collaborazione con imprese ed enti interessati alle attività scientifiche e formative.
“Il percorso - aggiunge Parrinello - è orientato alla formazione di professionisti in grado di utilizzare innovativi strumenti biotecnologici e biomolecolari per determinare attraverso parametri ambientali e procedure chimico-cliniche informazioni sullo stato biosanitario degli animali”. Il dottorato si avvale della collaborazione di ricercatori e docenti italiani e stranieri fra cui spicca il nome del professor Edwin Cooper dell’Ucla di Los Angeles che è stato insignito a Palermo della laurea “honoris causa” per le sue ricerche nel campo dell’immunologia comparata. La rete di collaborazione si estende anche all’Europa e ai paesi del bacino del Mediterraneo e presto includerà la realizzazione del progetto in Scozia, presso l’Università di Sant Andrew. “Al momento - conclude Parrinello - la difficoltà maggiore riguarda l’inadeguata attenzione dell’Ateneo in termini di finanziamenti per il sostegno alla ricerca. Le tesi dottorali, a carattere sperimentale, sono infatti molto costose e fino ad ora il contributo economico che i tesisti hanno ricevuto è stato limitato alle spese per i viaggi e per i corsi di formazione”.
Antonio La Rosa

 

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(2 settembre 2003)

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