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Agraria

 

030720mariAPagr
Sarno:"Ogm? Una necessità per l’agricoltura mondiale"
Gli organismi geneticamente modificati sono realmente nocivi per la salute dell’uomo? L'ex preside della facoltà di Agraria ed esperto di Agronomia garantisce circa l’assenza di prove tossicologiche a carico dei prodotti incriminati e se ne dichiara sostenitore. Afferma, inoltre, che rappresentano una soluzione alla carenza di cibo e acqua a livello mondiale

"In tutto il 2001 ben 52,6 milioni di ettari nel mondo sono stati coltivati a ogm con un incremento di 6,4 milioni di ettari rispetto all’anno precedente. Si calcolano incrementi del 10 per cento ogni anno, almeno in paesi come gli Stati Uniti, il Canada, l’Argentina e la Cina". A dichiararlo è Riccardo Sarno, docente di Agronomia generale presso la facoltà di Agraria. “A sparare a zero contro gli ogm - prosegue Sarno - sono soprattutto i non addetti ai lavori”. Perchè impiegare sostanze che incidono sull'agricoltura mondiale è una scelta economica e politica insieme, che affonda le radici in problematiche realmente importanti.
“Certo – spiega Riccardo Sarno – perché bisogna fare i conti con due grosse realtà presenti a livello mondiale: quantità insufficienti di acqua e alimenti e livelli di produzione sostanzialmente inadeguate”. L’uso di coltivazioni geneticamente modificate o anche solo di diserbanti ed erbicidi rappresentano una soluzione con un costo inferiore rispetto alle alternative esistenti. “La popolazione mondiale cresce in proporzione maggiore rispetto alla produzione alimentare, inoltre le risorse idriche risultano insufficienti sia per la popolazione che per l’agricoltura. – prosegue il docente – Una soluzione potrebbe essere quella di mettere a coltura nuove terre, ma questo comporterebbe l’esigenza di disboscare vaste aree con gravi conseguenze da un punto di vista ambientale. E’ più semplice utilizzare fattori che rendano le piante più resistenti alla siccità”.
Gli ecologisti, gli ambientalisti, associazioni importanti come Greenpeace mettono in guardia contro gli ogm, insistendo sulla loro pericolosità non solo in relazione ai rischi ambientali ma soprattutto a quelli che corre la salute dell’uomo. “Non esistono allo stato attuale elementi conoscitivi circa l’eventuale tossicità degli ogm – assicura Sarno – è quello che è venuto fuori da una recente consultazione che ha visto protagoniste Wto e Fao circa la sicurezza nutritiva di questi prodotti”. Inoltre la Fao, ha documentato Riccardo Sarno, ha dichiarato che gli ogm marcheranno i prossimi tempi mediante nuovi ambiti di applicazione quali quello farmaceutico, veterinario, cosmetico ed estetico. Eppure delle alternative all’agricoltura geneticamente modificata esistono, la migliore tra le quali appare ai più proprio l’impiego dell’agricoltura biologica, ovvero quella praticata coi metodi tradizionali. Perché non incentivarla? “Il ritorno a tecniche di tipo naturale è assolutamente auspicabile – afferma l'esperto – perché sono le uniche a garantire la salute del suolo e ad impedirne il degrado con effetti benefici sull’intero ecosistema. Ma l’agricoltura biologica non è praticabile su vasta scala e non è in grado, pertanto, di competere sul piano produttivo con le coltivazioni a ogm, che sono coltivazioni di tipo intensivo. Inoltre, se dovesse venire meno il sostegno comunitario l’agricoltura biologica non potrebbe rimanere sul mercato”. Dunque, che fare? Il professore Sarno non ha dubbi. “E’ inutile farsi prendere da fobie inesistenti – dice – quello che occorre fare è garantire preventivamente le realizzazioni sia per l’uomo, sia per gli animali, che per l’ambiente. Ma attenzione, questo vale pure per i prodotti cosiddetti naturali”.
Maria Catena Salerno

(5 aprile 2004)

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