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Cultura e spettacoli
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030718bute
Alla scoperta dei tesori di Sicilia: il castello
di Caccamo
L'edificio è quello che si è conservato meglio in Sicilia.
E' di origine medievale e all'interno si può quasi respirare l'aria
di quasi mille anni fa fatta di quotidianità, guerre e intrighi:
i nemici venivano condotti in una cappella dove sprofondavano in una cantina
sfracellandosi tra le lame
La
Rai ha recentemente realizzato un documentario sui cinque più importanti
castelli siciliani: quello di Maniace di Siracusa, Castelbuono, Carini,
Mussomeli e Caccamo. Quest'ultimo è quello che si è conservato
meglio negli anni.
Il castello è il secondo d'Europa per ampiezza e sorge su uno sperone
roccioso. Il suo sviluppo è a livelli con un andamento a spirale:
all'esterno troviamo la parte più recente, costruita all'incirca
nel XV secolo mentre il nucleo interno risale all'XI secolo.
La differenza tra i due livelli salta subito all'occhio: la parte esterna
è di gran lunga più facilmente accessibile rispetto a quella
interna, probabilmente perché la funzione difensiva venne meno
negli anni. Così per accedere al castello vi è un'ampia
e bellissima scalinata a spirale che di certo non è adatta alla
protezione dell'edificio. Il nucleo interno è invece costituito
da mura altissime e ripide con delle feritoie da dove veniva lanciato
l'olio bollente e da torrioni (uno di questi, ormai crollato in parte,
era lato addirittura 75 metri). Addentrandosi ancora si può quasi
respirare l'aria medievale e immaginare lo scorrere quotidiano della vita:
il "negozio" di frutta, la farmacia, il fabbro. Le stanze interne
sono state restaurate recentemente, ma in modo orribile: pavimentazione
e alcune stanze sono in stile moderno, un vero e proprio pugno allo stomaco.
Fortunatamente la copertura del tetto a cassettoni, che ricorda molto
quella dello Steri, è stata conservata.
Una curiosità: all'interno del castello si trova una piccola cappella
con una botola (prima coperta da un tappeto) che sbucava in uno scantinato.
I nemici dei potenti signori di Caccamo venivano invitati a pregare e
quando ad un tratto mancava loro la terra da sotto i piedi e si sfracellavano
su un sistema di lame che rendeva il corpo irriconoscibile.
Salvatore Butera
salvobutera@libero.it
rev sian
(18
luglio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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