|
|
|
|
argomento
|
|
|
030710fab
Fumo
e tumore ai polmoni
Il mix mortale più diffuso al mondo
E' quanto emerge dalle più recenti statistiche mediche. Incidenza
elevata per entrambi i sessi. Per le donne statunitensi supera addirittura
il tumore alla mammella. Solo al secondo posto colon e prostata. Grosse
differenze fra mondo sviluppato e terzo mondo. Fra le fasce d'età,
bambini i più a rischio. Ne parliamo con Sergio Palmeri, docente
di Oncologia medica della facoltà di Medicina
Il
tumore ai polmoni è oggi il più diffuso nella popolazione
mondiale, fra le principali cause di mortalità, e la sua diffusione
è direttamente legata, otto volte su dieci, al fatto di essere
fumatori.
Fumo, alcool e vita sregolata sono, ormai da anni, riconosciuti quali
cause note dell'insorgere dei tumori nell'organismo umano.
In questo senso, i dati sull'incidenza delle patologie
oncologiche possiedono un'utilità non solo riepilogativa sulle
condizioni di salute della popolazione, ma anche descrittiva delle abitudini
sbagliate e dei vizi della gente.
Il professor Sergio Palmeri, docente di Oncologia medica presso l'istituto
di Clinica medica del Policlinico universitario di Palermo, spiega come
questi fattori influenzino le classi statistiche dei soggetti colpiti
da tumore, confrontandoli con le altre cause delle patologie oncologiche.
Dovendo iniziare una descrizione delle tendenze statistiche salienti,
sull'incidenza dei tumori sulla popolazione mondiale, il professore Palmeri
spiega che occorre porre una distinzione fra paesi sviluppati e paesi
del così detto terzomondo. "Nei paesi meno sviluppati - dice
- i problemi legati alla povertà, quali malnutrizione e carenza
di condizioni igieniche, determinano una forte incidenza delle malattie
infettive, tale che i tassi di mortalità dipendono prevalentemente
da queste patologie". Insomma, si muore più facilmente e più
frequentemente di morbillo, che di tumore. Ciò è dovuto
al fatto che in queste zone sono meno diffusi i vizi tipici del benessere.
Nel
mondo occidentale, invece, la presenza di patologie tumorali è
assai rilevante e i dati testimoniano una continua crescita. Non si tratta,
però, di un incremento generalizzato. Aumenta l'incidenza di determinate
tipologie di tumori. Qui il fattore fumo, anche quello passivo, ha un
peso determinante. "Per quanto riguarda gli uomini - illustra Palmeri
- il tumore più diffuso è quello al polmone".
Secondo i dati raccolti negli ultimi anni, entro la fine del 1998, sarebbe
stato diagnosticato un tumore polmonare a 171.000 cittadini degli Stati
Uniti e 160.000 ne sarebbero morti. Il tumore polmonare rappresenta il
killer numero uno fra i tumori negli Stati Uniti, sia negli uomini che
nelle donne, a qualunque gruppo etnico appartengano.
In Italia, si registrano percentuali che si collocano ai livelli medio-alti
fra i Paesi europei, con ampie differenze tra le regioni del nord (ad
altissima incidenza) e quelle del sud (a incidenza medio-bassa). Globalmente,
il numero di nuovi casi di cancro del polmone in Italia continua ad aumentare,
rappresentando la prima causa di morte per neoplasia.
Secondo i dati riportati in uno studio dal titolo "Il cancro in Italia"
(Zanetti e alii), nel periodo 1993-1998 i casi di tumore polmonare negli
uomini sono stati 31.400. Il picco d'incidenza si registra tra i 35 e
i 74 anni. Oltre un terzo dei nuovi casi è diagnosticato in soggetti
d'età superiore ai 70 anni. Essendo la letalità per cancro
del polmone molto alta, intorno al 90 per cento, i tassi di mortalità
rispecchiano fedelmente quelli d'incidenza.
"Soltanto al secondo posto, per i maschi, e con valori molto più
bassi - continua Palmeri -, si collocano il tumore al colon e quello alla
prostata".
Passando alla donna, i valori mutano verso una prevalenza del tumore alla
mammella. Secondo il rapporto prima citato, sempre nel periodo '93-'98,
in Italia circa 37 mila donne sono state colpite da questa patologia,
prevalentemente nella fascia d'età che va dai 35 ai 64 anni.
Anche nella donna, il tumore al colon presenta un'alta incidenza. Ma il
vero dato nuovo e preoccupante è rappresentato dal costante e continuo
incremento del tumore al polmone.
"L'emancipazione
femminile - spiega Palmeri - ha portato all'aumento dell'abitudine al
fumo di sigaretta, da parte delle donne. A partire dagli anni '50 e '60,
ma per gli Stati Uniti anche un decennio prima, il numero delle fumatrici
è cresciuto a dismisura. Così, già dal ventennio
successivo, sempre più donne hanno cominciato ad ammalarsi di carcinoma
al polmone". Negli Usa, oggi, le donne vengono colpite più
frequentemente dal tumore al polmone che da quello alla mammella.
Una classe a parte, per quanto riguarda le cause delle patologie, è
quella dei bambini. Per i soggetti in tenera età, i pericoli maggiori
derivano dalle leucemie acute, dai linfomi e tumori cerebrali e dai sarcomi,
che colpiscono muscoli e ossa. "Il vantaggio dei bambini - dice Palmeri
- risiede nella possibilità, se presi per tempo, di guarire più
facilmente dei soggetti adulti. Mentre un tempo la mortalità era
pari al 100 per cento, oggi il 70 per cento di bambini che si ammalano
riesce a guarire".
Volendo dare un quadro generale del rischio di patologie tumorali per
fascie d'età, i soggetti maggiormente esposti sono proprio i bambini,
principalmente quelli da 0 a 5 anni. In questa fase, infatti, l'organismo
esce dalla fase embrionale e inizia uno sviluppo che contestualmente lo
rende più debole. L'incidenza scema raggiunti i 18 anni, quando
termina la fase della crescita, e diventa quasi pari a zero intorno al
trentesimo anno d'età.
"I problemi - spiega Palmeri - si ripresentano nuovamente nei soggetti
anziani, quando il processo di invecchiamento rende l'organismo più
vulnerabile". A quest'età si manifestano gli effetti degli
eccessi di gioventù.
In conclusione, una notazione interessante riguarda la distibuzione delle
tipologie tumorali per aree geografiche. Qui si scopre quanto, a volte,
sia la cultura, e non gli eccessi, a costituire fonte di abitudini dannose
per la salute. In Giappone, ad esempio, si riscontra un'elevata incidenza
del carcinoma gastrico, la cui incidenza da noi è notevolmente
ridotta, grazie anche all'uso delle terapie anti-ulcera. I giapponesi,
infatti, usano servire alimenti e bevande alquanto caldi. "Questo,
a lungo andare, - conclude Palmeri - non può che provocare seri
danni".
Fabio Giacalone
rev-rova
rev andi
(9 luglio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|