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030710fab
Blackout
in Italia? "Solo disinformazione interessata"
L'eccessivo utilizzo dei condizionatori d'aria è stato indicato
come la causa della momentanea sospensione nell'erogazione di energia elettrica
in certe zone del Paese. In realtà, ci sono carenze nel sistema energetico
nazionale, incapace di reggere la domanda di punta. Lo sostengono Cnr e
Interenergy. Il Wwf allerta sulle centrali a combustibili fossili, altamente
inquinanti, e invoca il risparmio energetico
Sul
rischio dei blackout è stata fornita un'informazione completa o
gli italiani sono stati oggetto di una disinformazione interessata?
Questa è la domanda che gli utenti coscenziosi si pongono, dopo
l'allarmismo dei giorni scorsi causato dalle paventate interruzioni nella
fornitura energetica decise dal gestore pubblico.
I primi mesi della stagione estiva hanno portato agli onori della cronaca,
con l'aumento delle temperature, il problema dei consumi eccessivi di
energia dovuti all'utilizzo degli impianti di refrigerazione. La linea
ufficiale, tenuta dalle istituzioni e dalla maggior parte dei media per
giustificare il dispendio energetico abnorme, è stata orientata
alla colpevolizzazione dei condizionatori d'aria. Gli italiani, insofferenti
per il gran caldo, ne hanno acquistati di più e li hanno tenuti
accesi per un tempo maggiore. Ergo, il Paese è andata su con i
consumi e si sono verificati alcuni blackout, specialmente nelle zone
più calde, come le isole e le regioni del sud. La soluzione è
stata il blocco dell'erogazione di elettricità per certe fascie
orarie. In proposito ,
per avere notizie sempre aggiornate sulla disalimentazione energetica,
il sito dell'Enel (www.enel.it)
offre una finestra sui dati scorporati per regione, e una nota quotidiana
su eventuali interruzioni dell'erogazione.
Ma le cose stanno così come vengono presentate? Qualcuno sostiene
di no.
Secondo
il Consiglio nazionale delle ricerce di Palermo e Interenergy, società
che si occupa di forme e impianti energetici a livello di progettazione
e consulenza, si tratta di una campagna di informazione incompleta, che
cela i reali problemi energetici del nostro Paese. Mario Pagliaro del
Cnr Palermo, e Alex Sorokin, esperto energetico di Interenergy, svelano
una delle concause meno note dei blackout registrati in questi giorni.
A mancare - spiegano - sono le centrali capaci di generare l'energia
di 'punta', e non quelle di 'base'. E mancano perché sono poco
convenienti economicamente, per cui, in un mercato elettrico in fase di
liberalizzazione come quello italiano, gli operatori non se ne dotano".
Luso crescente dei condizionatori daria ha fatto crescere
la punta di domanda
elettrica, che si verifica nelle ore calde delle giornate estive (e nelle
ore più fredde in inverno). Le centrali usate per coprire la "punta"
sono diverse dalle normali (quelle di base) che producono energia in tutte
le ore, tutti giorni e per tutto lanno. E le centrali nucleari,
così come quelle a ciclo combinato, di cui si parla tanto in questi
giorni, sono centrali di base poco idonee a coprire i picchi nei consumi.
Mentre le centrali di punta, ad esempio le idroelettriche di bacino, entrano
in funzione rapidamente e per poche ore quando il picco della domanda
aumenta, in modo da soddisfare un bisogno straordinario.
Ma proprio perché le centrali di punta restano ferme la maggior
parte del tempo e lavorano solo poche ore lanno - spiegano ancora
Sorokin e Pagliaro - linvestimento richiesto per la loro realizzazione
rende molto costosa la poca energia generata". Pertanto, sul mercato
libero, se non sostenute da un'adeguata regolamentazione, le centrali
di punta non possono competere con quelle di base, e nessun operatore
le vuole più realizzare e mantenere in servizio.
Anche le altre opzioni che potrebbero aiutare a risolvere il problema,
come lenergia solare (ideale per coprire il fabbisogno del condizionamento
estivo), sono poco pubblicizzate. Per saperne di più su Interenergy
e sulla sua collaborazione con il Cnr di Palermo, si può visitare
il sito della società all'indirizzo www.interenergy.it.
Una visione più drastica e diversamente orientata è quella
del Wwf. Secondo
l'associazione, il dibattito sul fabbisogno energetico che si sta conducendo
in questi giorni è strumentale, perchè in realtà
non si vuole davvero risolvere il problema, ma solo usarlo per costruire
nuove centrali che, utilizzando combustibili fossili, non faranno altro
che peggiorare l'inquinamento e quindi aumentare l'effetto serra e le
ondate di caldo. Abbiamo raccolto la versione del Wwf dalle pagine del
sito newglobal www.mir.it.
''L'Italia - osservano dall'associazione - deve avviare un esteso e massiccio
programma di risparmio energetico che coinvolga aziende e cittadini. Questa
è l'unica risposta seria e non strumentale alle minacce ripetute
di blackout dovute all'incremento dei consumi, specie per l'uso dei condizionatori".
Per il Wwf il programma dovrebbe contemplare incentivi alla ristrutturazione
delle case esistenti e l'obbligo di uniformarsi a criteri di salvaguardia
energetica e bioedilizia per le nuove costruzioni, nonchè un'estesa
campagna di informazione per i cittadini.
Secondo un rapporto dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente
del 1999, l'Italia potrebbe risparmiare ben il 46 per cento della domanda
di elettricità prevista per i prossimi 15- 20 anni. Basterebbe
spostare gli investimenti per gli usi finali di apparecchiature e impianti
verso le tecnologie più efficienti.
Una simile azione, aggiunta a una riduzione dei consumi anche solo dell'1
per cento, contribuirebbe a rispettare pure gli impegni del protocollo
di Kyoto sull'inquinamento energetico. Obiettivo raggiungibile con il
semplice rispetto delle regole Ue già esistenti, che si possono
mettere in pratica con l'eliminazione, ad esempio, dello stand-by dagli
elettrodomestici (che da solo causa un aumento del consumo familiare di
energia di circa il 13 per cento annuo).
Per ulteriori informazioni sul risparmio energetico legato a un miglioramento
delle condizioni di vita della popolazione mondiale e di sviluppo sostenibile,
si può consultare il sito dei Movements in the world, www.miw.it.
Fabio Giacalone
rev madi / sage
(10 luglio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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