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I grandi temi - Inchieste

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Blackout in Italia? "Solo disinformazione interessata"
L'eccessivo utilizzo dei condizionatori d'aria è stato indicato come la causa della momentanea sospensione nell'erogazione di energia elettrica in certe zone del Paese. In realtà, ci sono carenze nel sistema energetico nazionale, incapace di reggere la domanda di punta. Lo sostengono Cnr e Interenergy. Il Wwf allerta sulle centrali a combustibili fossili, altamente inquinanti, e invoca il risparmio energetico

Sul rischio dei blackout è stata fornita un'informazione completa o gli italiani sono stati oggetto di una disinformazione interessata?
Questa è la domanda che gli utenti coscenziosi si pongono, dopo l'allarmismo dei giorni scorsi causato dalle paventate interruzioni nella fornitura energetica decise dal gestore pubblico.
I primi mesi della stagione estiva hanno portato agli onori della cronaca, con l'aumento delle temperature, il problema dei consumi eccessivi di energia dovuti all'utilizzo degli impianti di refrigerazione. La linea ufficiale, tenuta dalle istituzioni e dalla maggior parte dei media per giustificare il dispendio energetico abnorme, è stata orientata alla colpevolizzazione dei condizionatori d'aria. Gli italiani, insofferenti per il gran caldo, ne hanno acquistati di più e li hanno tenuti accesi per un tempo maggiore. Ergo, il Paese è andata su con i consumi e si sono verificati alcuni blackout, specialmente nelle zone più calde, come le isole e le regioni del sud. La soluzione è stata il blocco dell'erogazione di elettricità per certe fascie orarie. In proposito, per avere notizie sempre aggiornate sulla disalimentazione energetica, il sito dell'Enel (www.enel.it) offre una finestra sui dati scorporati per regione, e una nota quotidiana su eventuali interruzioni dell'erogazione.
Ma le cose stanno così come vengono presentate? Qualcuno sostiene di no.
Secondo il Consiglio nazionale delle ricerce di Palermo e Interenergy, società che si occupa di forme e impianti energetici a livello di progettazione e consulenza, si tratta di una campagna di informazione incompleta, che cela i reali problemi energetici del nostro Paese. Mario Pagliaro del Cnr Palermo, e Alex Sorokin, esperto energetico di Interenergy, svelano una delle concause meno note dei blackout registrati in questi giorni. “A mancare - spiegano - sono le centrali capaci di generare l'energia di 'punta', e non quelle di 'base'. E mancano perché sono poco convenienti economicamente, per cui, in un mercato elettrico in fase di liberalizzazione come quello italiano, gli operatori non se ne dotano".
L’uso crescente dei condizionatori d’aria ha fatto crescere la punta di domanda elettrica, che si verifica nelle ore calde delle giornate estive (e nelle ore più fredde in inverno). Le centrali usate per coprire la "punta" sono diverse dalle normali (quelle di base) che producono energia in tutte le ore, tutti giorni e per tutto l’anno. E le centrali nucleari, così come quelle a ciclo combinato, di cui si parla tanto in questi giorni, sono centrali di base poco idonee a coprire i picchi nei consumi. Mentre le centrali di punta, ad esempio le idroelettriche di bacino, entrano in funzione rapidamente e per poche ore quando il picco della domanda aumenta, in modo da soddisfare un bisogno straordinario.
“Ma proprio perché le centrali di punta restano ferme la maggior parte del tempo e lavorano solo poche ore l’anno - spiegano ancora Sorokin e Pagliaro - l’investimento richiesto per la loro realizzazione rende molto costosa la poca energia generata". Pertanto, sul mercato libero, se non sostenute da un'adeguata regolamentazione, le centrali di punta non possono competere con quelle di base, e nessun operatore le vuole più realizzare e mantenere in servizio.
Anche le altre opzioni che potrebbero aiutare a risolvere il problema, come l’energia solare (ideale per coprire il fabbisogno del condizionamento estivo), sono poco pubblicizzate. Per saperne di più su Interenergy e sulla sua collaborazione con il Cnr di Palermo, si può visitare il sito della società all'indirizzo www.interenergy.it.
Una visione più drastica e diversamente orientata è quella del Wwf.Secondo l'associazione, il dibattito sul fabbisogno energetico che si sta conducendo in questi giorni è strumentale, perchè in realtà non si vuole davvero risolvere il problema, ma solo usarlo per costruire nuove centrali che, utilizzando combustibili fossili, non faranno altro che peggiorare l'inquinamento e quindi aumentare l'effetto serra e le ondate di caldo. Abbiamo raccolto la versione del Wwf dalle pagine del sito newglobal www.mir.it. ''L'Italia - osservano dall'associazione - deve avviare un esteso e massiccio programma di risparmio energetico che coinvolga aziende e cittadini. Questa è l'unica risposta seria e non strumentale alle minacce ripetute di blackout dovute all'incremento dei consumi, specie per l'uso dei condizionatori". Per il Wwf il programma dovrebbe contemplare incentivi alla ristrutturazione delle case esistenti e l'obbligo di uniformarsi a criteri di salvaguardia energetica e bioedilizia per le nuove costruzioni, nonchè un'estesa campagna di informazione per i cittadini.
Secondo un rapporto dell'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente del 1999, l'Italia potrebbe risparmiare ben il 46 per cento della domanda di elettricità prevista per i prossimi 15- 20 anni. Basterebbe spostare gli investimenti per gli usi finali di apparecchiature e impianti verso le tecnologie più efficienti.
Una simile azione, aggiunta a una riduzione dei consumi anche solo dell'1 per cento, contribuirebbe a rispettare pure gli impegni del protocollo di Kyoto sull'inquinamento energetico. Obiettivo raggiungibile con il semplice rispetto delle regole Ue già esistenti, che si possono mettere in pratica con l'eliminazione, ad esempio, dello stand-by dagli elettrodomestici (che da solo causa un aumento del consumo familiare di energia di circa il 13 per cento annuo).
Per ulteriori informazioni sul risparmio energetico legato a un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione mondiale e di sviluppo sostenibile, si può consultare il sito dei Movements in the world, www.miw.it.
Fabio Giacalone
rev madi / sage

(10 luglio 2003)

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