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Israele, arrestati tre bambini palestinesi
Si trovavano nei pressi di una colonia ebraica, quella di Yitzhar, quando una pattuglia israeliana li ha portati via. Secondo quanto riferiscono testimoni palestinesi i ragazzini, ora sotto inchiesta "per atti ostili", avrebbero tra i 10 e gli 11 anni

Giocavano davanti l'ingresso di un insediamento ebraico.
E una pattuglia israeliana li ha arrestati e portati via dopo averli ammanettati e bendati. Ora sono sotto inchiesta per "atti ostili nei confronti delle forze armate israeliane". Vittime, secondo quanto riferiscono testimoni palestinesi, tre bambini, tra i 10 e gli 11 anni, che si trovavano nei pressi dell'insediamento di Yitzhar, una colonia conosciuta per il suo orientamento politico di destra, che spesso ha avuto problemi con i palestinesi che vivono nel villaggio di Aurif. L'arresto è stato confermato da fonti dell'esercito israeliano.
Non è la prima volta che dei minorenni vengono arrestati dalle forze di sicurezza israeliane. Dal settembre 2000, quando nei territori dell'Autonomia è esplosa la seconda Intifada, centinaia di minori sono stati messi in carcere per il loro ruolo attivo nella rivolta contro l'occupazione israeliana. L'incarcerazione dei bambini palestinesi è legalizzata, dopo essere stata abrogata nel '93 con l'accordo di Oslo, è stata nuovamente reintrodotta dal '99. La legge militare afferma che i giovani oltre i 12 anni possono essere perseguiti, arrestati e condannati da un tribunale militare.
In un'intervista all'europarlamentare Luisa Morgantini, pubblicata su 'Noi Donne', alla domanda "Che senso ha da parte del governo israeliano mettere in carcere dei bambini?", l'onorevole risponde: "... Arrestare, torturare, trattare in maniera inumana e degradante i bambini di un popolo è un mezzo per 'piegare' il popolo stesso, togliergli il diritto alla visione di un futuro. Colpire i giovani per l'autorità israeliana è colpire chi si ribella all'occupazione militare - perché continua - è dai giovani che viene molto di più l'insofferenza all'ingiustizia quotidiana".
Elisa Pizzillo


rev sing/sian

(10 luglio 2003)

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