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Medicina
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Ostetricia, addio alla vecchia
levatrice
Una laurea per formare operatori sanitari
Attiva dallo scorso anno presso l'istituto di Ginecologia e ostetricia
del Policlinico, la laurea di primo livello serve a creare professionisti
che operano nell'area sanitaria a fianco dei medici. Le caratteristiche:
preparazione teorica nelle discipline medico-scientifiche e tirocinio inserito
nell'attività della clinica ostetrica. Ce ne parla il presidente
del corso, Sandro Damiani
"Attraverso
la formazione di tipo universitario, oggi siamo in grado di equilibrare
il dislivello, un tempo esistente, fra il sapere dell'ostetrico e il suo
saper fare, evitando che la pratica prevalga sulla teoria".
Con queste parole, Sandro Damiani,
presidente del corso di laurea in Ostetricia, istituito presso la facoltà
di Medicina e chirurgia dell'Università di Palermo, spiega la novità
del percorso formativo universitario rispetto al vecchio diploma, che
abilitava all'esercizio della professione di levatrice.
La nuova laurea si avvale di una preparazione che copre tutte le discipline
mediche, collegate alla gestione e alla cura della madre e del nascituro.
"Alla fine del percorso di studi - continua il professor Damiani
- i ragazzi raggiungono sia la specializzazione necessaria al loro lavoro,
che una conoscenza altamente qualificata in ambito medico generale".
L'ostetrico non è propriamente un medico, ma un professionista
dell'area sanitaria. "La differenza - spiega il professore - sta
nel tipo d'approccio che le due figure hanno sul parto. L'ostetrico ha
la competenza per condurre e portare a termine i parti cosìdetti
eutocici, cioè quelli fisiologici. Il medico o il chirurgo, specialista
in ostetricia e ginecologia, subentra quando il parto manifesta delle
condizioni patologiche".
Ecco spiegato perché, prima, l'accesso alla professione di ostetrico
avveniva attraverso il conseguimento di un semplice diploma. Oggi, invece,
l'Università si fa carico della formazione di queste figure intermedie,
istituendo presso gli atenei e attivando, nelle facoltà di Medicina,
le classi di laurea per le professioni infermieristiche.
"La laurea in Ostetricia - precisa Damiani - è partita all'inizio
di quest'anno accademico. Fino allo scorso anno, infatti, era attivo il
diploma universitario che conferiva il medesimo titolo". Il corso
è a numero programmato, con 15 posti l'anno. "Attualmente
- riferisce Damiani - oltre ai ragazzi entrati con l'esame d'ammissione
di settembre, risultano iscritti altri 17 studenti del vecchio diploma
universitario, che stanno passando al nuovo ordinamento".
Il corso di laurea in Ostetricia è attivo presso l'istituto di
Ginecologia e ostetricia del Policlinico. All'interno dell'Istituto, vi
sono tre aule per l'attività didattica teorica, una per ogni anno
di corso. Le sale e i laboratori della clinica ostetrica vengono utilizzati
per le lezioni di tipo pratico.
A guidare la formazione dei ragazzi, un corpo docente costituito da professori
di Medicina, operatori sanitari del Policlinico e ostetriche strutturate
all'interno dell'istituto. Altri docenti sono quelli a contratto, per
gli insegnamenti extra facoltà: fisica, informatica, inglese o
altre lingue straniere.
La parte pratica è una fetta importante del percorso formativo
degli ostetrici, con 61 crediti pari a circa 1830 ore di lezione, in parte
anche notturne. "La possibilità di avvalersi delle strutture
e del personale della clinica ostetrica - sottolinea - rende il tirocinio
altamente qualificato e dall'alto valore professionalizzante". Le
attività consistono nella frequenza, da parte degli studenti, della
degenza, degli ambulatori specialistici, delle sale operatorie e della
sala parto. E' prevista inoltre l'attività nel reparto di neonatologia
presente in Istituto, e in un'area d'eccellenza per la diagnosi e le prime
cure da prestare al neonato. In questi contesti, i ragazzi affiancano
il personale medico e sanitario della clinica, partecipando attivamente
agli interventi, anche quelli d'emergenza. "Tutto questo - rassicura
Damiani - avviene sotto la guida di un tutor".
Alla fine del percorso, quali competenze formano il bagaglio professionale
dell'ostetrico? "L'operatore sanitario specializzato in ostetricia
- dice Damiani - deve essere in grado di assistere la donna nei tre periodi
della gravidanza, del parto e del puerperio. Deve saper portare a termine
la gravidanza con propria responsabilità, riconoscendo se si tratta
di un parto fisiologico o patologico. Infine, deve saper assistere il
neonato nei primi istanti di vita".
Gli altri ambiti di competenza dell'ostetrico riguardano la partecipazione
a programmi di educazione, prevenzione e assistenza psicologica, rivolti
alle donne in gravidanza e, in generale, alle famiglie e alla comunità;
nonché la formazione del personale di supporto e l'attività
di ricerca.
Fabio Giacalone
rev alca/cave
(3 luglio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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