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Sicilia

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Salvatore Cuffaro vuole la fiducia dell'Ars:
"Chiederò all'aula il voto che spetterebbe ai cittadini"

Il governatore indagato nell'inchiesta sui rapporti mafia-politica, cerca la legittimazione di Palazzo dei Normanni. La seduta d'aula è fissata per venerdì. Ieri sera, visita ai deputati regionali e attestati di stima da maggioranza e opposizione. Lo Porto: "Ho trovato Cuffaro molto motivato". Smentite le presunte attribuzioni di nuove dichiarazioni di pentiti

Salvatore Cuffaro ha deciso di chiedere la fiducia sulla prosecuzione del mandato di governatore della Sicilia. Lo farà venerdì prossimo, in una seduta d'aula dell'Assemblea regionale, convocata per le 10.
È questo il primo passo, che il politico di Raffadali ha voluto intraprendere per ottenere la legittimazione del proprio ruolo istituzionale, dopo il coinvolgimento nell'inchiesta sui rapporti fra mafia e politica nell'isola.
Terminato l'interrogatorio a Palazzo di giustizia, davanti al procuratore della Repubblica, Piero Grasso, Cuffaro, in serata, si è recato a Palazzo dei Normanni, dove lo attendevano i colleghi dell'Ars.
Il presidente della Regione ha ricevuto attestati di stima e solidarietà da parte di tutti i parlamentari e raccolto i baci e gli abbracci dei deputati della maggioranza e dell'opposizione. "Sono felice di queste testimonianze di affetto, da parte di maggioranza e opposizione - ha detto Cuffaro - e felice di avere chiarito tutto ai magistrati. Per me, e soprattutto per la mia famiglia, sono stati momenti molto difficili".
Poi l'esponente dell'Udc ha chiarito, ai giornalisti, il senso della richiesta della fiducia: "Venerdì in aula chiederò un voto, anche se non é previsto dall'ordinamento: non posso chiederlo a tutti i siciliani, quindi, lo chiederò ai deputati dell'Assemblea". Cuffaro si è quindi recato nella stanza del presidente dell'Ars, Guido Lo Porto.
Lo stesso Lo Porto, al termine del colloquio, ha dichiarato: "Ho trovato Cuffaro molto motivato e fiducioso nell'esito positivo dell'inchiesta. Il clima all'Ars é molto sereno". E sulla seduta d'aula di venerdì prossimo, ha detto: "Abbiamo stabilito col governatore di fissare la seduta d'aula all'Ars per venerdì in modo da concedere due giorni ai parlamentari per prepararsi a questo delicato dibattito".
Si è, dunque, conclusa serenamente la lunga giornata del governatore della Sicilia. Cuffaro però, sempre nella serata di ieri, ha dovuto smentire nuovi particolari compromettenti, circa la sua vicenda giudiziaria.
Intorno alle venti, infatti, l'Ansa dava un lancio d'agenzia, in cui si parlava di alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia, fra i quali Salvatore Lanzalaco e Nino Giuffré, contestate dai magistrati al presidente della Regione.
Appresa la notizia, Cuffaro ha evitato di commentare queste ultime attribuzioni, affermando che il verbale del suo interrogatorio era stato secretato e che quindi non desiderava fare alcuna dichiarazione su quanto detto davanti ai magistrati. "Ma visto che non mi è stata contestata alcuna dichiarazione dei pentiti - ha aggiunto Cuffaro -, ritengo di poter liberamente smentire che non mi è stato fatto alcun addebito legato a dichiarazioni di collaboratori di giustizia".
Il governatore ha concluso con un attestato di stima nei confronti dei magistrati del Palazzo di giustizia di Palermo: "Se c' è qualcuno che sta ingannando i siciliani non è di questo palazzo".
Fabio Giacalone
rev rube/cave

(2 luglio 2003)

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