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Poche ore prima morti 8 civili in una moschea. La tv araba: attacco Usa
Attentato a Baghdad, uccisi quattro marines
Tensione alta in Iraq. Stamattina un veicolo militare statunitense è stato fatto saltare in aria nel centro della capitale irachena. Qualche ora prima violenta esplosione nella moschea di Falluja: caduti otto iracheni. Al Jazeera: "Attacco dal cielo da parte di un velivolo americano". Sul web circolano preoccupanti minacce di attentati: un'autobomba starebbe raggiungendo la zona sotto il controllo del contingente italiano

Ancora un'attentato anti-Usa in Iraq. Secondo le prime informazioni, almeno quattro militari statunitensi sarebbero rimasti uccisi e altri due feriti nell'esplosione di un'autobomba vicino a un veicolo militare americano nel centro di Baghdad. Altri testimoni hanno parlato di una granata anticarro. Secondo l'emittente televisiva del Qatar, al Jazeera, l'attentato anti-Usa è avvenuto poche ore dopo una violenta esplosione avvenuta nella moschea di Fallujah (intorno alla mezzanotte ora locale, le 2 in Italia) che ha causato la morte di otto civili iracheni e che sarebbe stata provocata - stando alla versione fornita dalla tv araba - da un attacco dal cielo da parte di un velivolo militare americano. Un portavoce militare statunitense sostiene di ignorarne l'origine, ipotizzando uno scoppio dovuto ad esplosivo nascosto nei pressi del luogo.
Solo qualche ora prima, nei pressi dell'aeroporto della capitale irachena, un marine era rimasto lievemente ferito dopo che il convoglio con cui viaggiava era stato attaccato da una granata.
La tensione, quindi, resta molto alta. Ad alimentarla anche una minaccia, che circola su Internet. Secondo un sito straniero, infatti, un autobus-bomba starebbe raggiungendo la zona che sarà sotto il controllo dei militari italiani per compiere un attentato. Il comandante dell'unità di carabinieri presente a Nassirya ha confermato all'agenzia Ansa l'esistenza di un allarme per possibili attentati in questa località del sud dell'Iraq legati a un misterioso "autobus". Il colonnello Georg Di Pauli ha detto che la segnalazione è giunta dai servizi segreti americani e va presa sul serio. L'intelligence della coalizione internazionale e del contingente italiano sta vagliando quella che potrebbe rivelarsi una tragica eventualità.
Sono state molte negli ultimi tempi le manifestazioni di ribellione e dissenso nei confronti dell'invasione anglo-americana da parte del popolo iracheno. Le forze americane sono ormai quotidianamente bersaglio di attacchi nell'Iraq centrale a maggioranza sunnita, che costituisce una vera e propria roccaforte dell'ex presidente Saddam Hussein. Almeno 22 militari americani e altri sei britannici sono stati uccisi da fuoco nemico dalla fine della guerra, cioè dal primo maggio, quando il presidente americano George W. Bush ha dichiarato la fine dei combattimenti. Sono oltre 156 mila i soldati attualmente in Iraq che hanno lanciato diverse operazioni per porre fine agli attentati.

Maria Catena Salerno

(1 luglio 2003)

rev sage


 

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