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Juve regina del calciomercato di giugno
Inter, Milan e Roma alla finestra

Con gli acquisti di Miccoli, Legrottaglie e Appiah, i bianconeri manifestano abilità nel concludere le trattive e nel rispettare i programmi. Sugli altri fronti, spiccano le invettive di un Sensi, innervosito dal fallimento dei colpi della Roma. Milan e Inter temporeggiano, fra problemi di bilancio e difetti di programmazione

In questo primo squarcio d'estate, la regina del mercato calcistico italiano, strano a dirsi, è la Juventus. I campioni d'Italia si sono già assicurati, in ordine cronologico, Miccoli, acquistato prima della fine del campionato, Legrottaglie, grande colpo di giugno, e il ghanese Appiah, l'ultimo nome arrivato alla corte di Lippi. La società torinese ha così conquistato la ribalta delle prime pagine dei giornali, in un periodo nel quale, negli anni scorsi, le vedette erano state le milanesi, Inter e Milan.
Frutto di un radicale cambio di rotta, che ha portato i dirigenti bianconeri a spendere molto e subito? Assolutamente no. La potente e competente triade Moggi, Bettega, Giraudo si è semplicemente mossa bene e per tempo, manifestando idee chiare e programmate su come rinforzare l'organico della propria compagine. Una rosa già molto forte, capace di vincere lo scudetto per il secondo anno consecutivo e lottare fino alla fine nelle altre competizioni, adesso si ritrova rinverdita dagli ultimi arrivi. Giocatori di qualità, inseriti in un meccanismo collaudato, sembrano essere le credenziali adatte a continuare il ciclo vincente. C'è chi non sopporta, fin d'ora, questo dato di fatto e sbotta, parlando di chissà quali complotti orditi dalla Vecchia Signora. È il caso del presidente della Roma, Franco Sensi.
Sensi è un presidente vulcanico, passionale e anche molto simpatico, ma forse esagera nel ritenere che il fallimento dei suoi obiettivi sportivi e di mercato sia sempre dovuto ad oscuri piani, da mafia del calcio. Se il difensore brasiliano campione del mondo, Lucio, rifiuta le profferte giallorosse per giocare all'ombra dei sette colli, probabilmente è perchè non si può pensare di acquistare un giocatore del genere, risparmiando sul suo stipendio. Così, se Nicola Legrottaglie, che hai seguito per tanto tempo, poi sfugge dalle tue mani e si accasa alla Juve, probabilmente è perchè i tuoi uomini mercato non sono stati allettanti e convincenti, al pari dei loro concorrenti. Alla fine, ciò che rimane sono le proteste e le invettive un po' bambinesche della Roma e dei suoi dirigenti, e un ambiente che aspetta i grandi acquisti, ma teme di doversi accontentare delle solite soluzioni di ripiego.
Chi è abituato ai grandi colpi di mercato e ne vorrebbe almeno tre ogni estate, sono i tifosi di Milan ed Inter. Ma quest'anno i supporter rossonerazzurri dovranno pazientare più del solito. Le due società, infatti, per il momento stanno alla finestra e guardano da lontano le trattive più importanti. È forse finito il tempo delle vacche grasse?
Il Milan, per la verità, un grande acquisto lo ha già fatto, a fine campionato, predendo proprio dalla Roma il terzino Marcos Cafù. Adesso, in via Turati, si lavora principalmente per portare in rossonero Jaap Stam, roccioso difensore olandese della Lazio, e rinnovare l'organico di centrocampo.
All'Inter, invece, mille voci ma poca sostanza. Si sa, da almeno quattro stagioni, che le necessità primarie della squadra nerazzurra riguardano i giocatori per le fasce laterali e ogni anno, sui giornali, spuntano i nomi dei vari Giggs, Bechkam, Figo e chi più ne ha...
Poi, però, vengono acquistati difensori centrali, centrocampisti centrali e una vagonata di attaccanti. Anche quest'anno, gli unici giocatori finora arrivati sono stati il francese, ex Parma, Sabri Lamouchi e il nazionale greco Karagounis: ottimi centrocampisti, ma senza alcuna predilezione per le corsie laterali del campo. Moratti continua a ripetere che il suo pallino è il gallese del Manchester, Ryan Giggs. Ma, subito dopo, ammette l'impossibilità di acquistarlo. Raffredda le voci sulla trattativa per Luciano, forte ala brasiliana del Chievo, e dice di voler caricare a mille i giocatori che ha già in organico: segno che potrebbe non acquistare più nessuno. Riuscite ad intravedere un indizio di programmazione?
Fabio Giacalone

(1 luglio 2003)

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