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Ingegneria aerospaziale
Velivoli, astronavi e competenza

Il corso di laurea della durata di tre anni in Ingegneria aerospaziale, appartenente alla classe 10 di Ingegneria industriale, darà allo studente una formazione a tutto tondo. La laurea permetterà, infatti, di affrontare problematiche concernenti la progettazione, la gestione e la manutenzione dei velivoli e dei sistemi aeronautici

Con una buona competenza nel campo aeronautico, facendo particolare riferimento all’aerodinamica degli aeromobili, alla loro architettura, agli aspetti riguardanti l’impiantistica e la strumentazione, ma anche quelli costruttivi e tecnologici, il laureato in Ingegneria aerospaziale potrà trovare occupazione in vari settori.
Le industrie aeronautiche e spaziali sono fra questi, ma gli enti pubblici e privati per la sperimentazione nel campo aerospaziale non sono da meno. Così come le aziende di trasporto aereo e gli enti che gestiscono il traffico aereo. L’aeronautica militare e le industrie per la produzione di macchine e apparecchiature, con importanti settori di applicazione dell’aerodinamica e interesse verso le strutture leggere, costituiscono altri sbocchi occupazionali per chi decide di intraprendere questo corso di studi.
Basta poco per accedervi. Attività di orientamento e tutorato preliminari aiutano lo studente che ha deciso di iscriversi al corso di laurea in Ingegneria aerospaziale. Una prima verifica preliminare, da fare durante l’ultimo anno di frequenza delle scuole superiori, servirà allo studente per capire che tipo di conoscenze iniziali possiede o che in ogni modo occorrono ad intraprendere il percorso di studi scelto.
Conoscenze comunque acquisibili e perfezionabili grazie ai corsi di sostegno, 30/40 il totale delle ore, previsti fra le attività di orientamento. Ultimo fra queste il test di Facoltà, limitatamente alle conoscenze matematiche dello studente, il cui superamento non è comunque vincolante ai fini dell'immatricolazione.
Lo studente potrà scegliere fra due diversi orientamenti curriculari, quello Costruttivo-meccanico e quello di Infrastrutture e trasporti, diversi solo per alcuni insegnamenti, secondo le proprie preferenze; potrà, inoltre, avvalersi delle strutture di laboratorio, come un’officina provini, il laser-Doppler e una galleria del vento, che permettono immediate dimostrazioni degli studi fatti. Varie sono le attività di sperimentazione in settori come quello della meccanica del volo e della dinamica delle strutture. E importanti anche le attività museali. Lo scorso anno, ad esempio, è stato allestita una struttura museo, visitata da almeno 3.000 persone, che tutt’ora ospita uno dei tre modelli di G59, aereo progettato dall’ingegnere Giuseppe Gabrielli negli anni ’40, ancora esistenti.
Sicuramente di non poca importanza sono i vari stage che permettono agli iscritti di mettere alla prova le competenze acquisite durante il corso di studio. Infatti numerose sono le collaborazioni con altri atenei, sia europei come il Queen Mary College di Londra, con cui sono previsti scambi di studenti prossimi alla laurea, che la University of Colorado. E per citarne ancora l’università di Delft in Olanda, il Trinity College in Eire e la Baat University di Inghilterra. Ma gli studenti si trasformeranno in effettivi ingegneri aerospaziali una volta entrati nell’ambito lavorativo di aziende come la Fiat Avio o la Alenia, industrie nazionali di aeroplani con una rilevante divisione aerospaziale, che permettono di svolgere stage al loro interno.
Inoltre il corso di laurea gode di un’importante convenzione con il Cira, il Centro italiano per le ricerche aerospaziali.
Una volta terminati gli studi, lo studente potrà accedere ai successivi corsi di Laurea specialistica, attivata da quest’anno, delle Classe delle lauree specialistiche 25/S – Ingegneria aerospaziale ed astronautica. O altrimenti optare per il lavoro. “Alcuni laureati in Ingegneria aerospaziale - ci dice il presidente del corso di laurea, nonché direttore del Diat, il dipartimento di Ingegneria aeronautica e dei trasporti, Giuseppe Davì - hanno già trovato occupazione presso l’Esa, l’agenzia spaziale europea".
Carla Incorvaia
rev-rova/sian


(30 giugno 2003)

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