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Ricerca - Grandi temi

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Indagine sul sommerso,
in Sicilia il lavoro c'è ma non si vede

Da una ricerca condotta dal dipartimento di Contabilità nazionale ed analisi dei processi sociali, emerge che nelle due province di Palermo e Caltanissetta circa un lavoratore su quattro è irregolare. Sono in prevalenza giovani, maschi e con un titolo di studio inferiore al diploma

Il lavoro in Sicilia c'è, bisogna solo farlo emergere. Può essere sintetizzato in questo modo il risultato della ricerca condotta dalle professoresse Miranda Cuffaro e Paola Andolina del dipartimento di Contabilità nazionale ed analisi dei processi sociali presso l'Università di Palermo. “Obiettivo della ricerca - spiega Miranda Cuffaro - è quello di fornire una stima, a livello delle due province di Palermo e Caltanissetta, della dimensione e della struttura del lavoro irregolare totale e parziale e del tasso di irregolarità. In secondo luogo ci siamo prefissati di esplorare l’eventuale correlazione esistente tra struttura dell’economia locale e le caratteristiche del lavoro irregolare”. Dall’analisi sono inoltre emerse delle variabili che influenzano l’offerta di lavoro irregolare.
I dati sono stati resi noti durante la conferenza stampa di presentazione dei progetti "Oro nero" ed "Emergendo", finalizzati all'emersione del lavoro non regolare rispettivamente nelle province di Palermo e Caltanissetta. Le due iniziative sono finanziate dal Por Sicilia 2000-2006 nell'ambito della misura 3.11 (asse tre) "Sostegno al lavoro regolare e all'emersione delle attività non regolari". Promotore delle iniziative è l'Artha, in collaborazione con il dipartimento di Contabilità nazionale ed analisi dei processi sociali, Confartigianato e la Commissione regionale per l'emersione del lavoro nero.
"Per effettuare la nostra ricerca, abbiamo intervistato circa 1200 lavoratori divisi per le due province - precisa Cuffaro - abbiamo anche parlato con dei testimoni privilegiati, sindacalisti ed esperti di diritto del lavoro, anche se non si tratta di un'indagine campionaria: i dati si riferiscono solo ai soggetti intervistati. Dovrebbe comunque individuare quali variabili influiscono sulla scelta del lavoro nero".
La prima stima del tasso di irregolarità sul complessivo dei lavoratori intervistati vede Palermo in testa con il 29% e Caltanissetta con un 21%. L'errore dovrebbe aggirarsi intorno al 2%, se si trattasse di un campione casuale semplice. I lavoratori irregolari, invece, sono il 48% per Palermo e il 25% per Caltanissetta. Molti lavoratori hanno anche un secondo lavoro che, spesso, pur non essendo del tutto irregolare, non è protetto legalmente. Le percentuali che riguardano il secondo lavoro sono più basse: Palermo raggiunge il 10% e Caltanissatta il 13,5%.
Quest' analisi ha anche permesso la creazione di un identikit del lavoratore irregolare: è giovane, prevalentemente maschio (60% contro il 40% di donne) ha in prevalenza la licenza media (51%) e il diploma (31%); lavora in particolare nei settori del commercio e e dell'artigianato (58.5%); l’industria invece ha una percentuale di 16.9% di lavoratori irregolari, soprattutto nel campo delle costruzioni. Il periodo di irregolarità è breve, in quanto serve da praticantato in vista di una assunzione regolare.
“Abbiamo condotto un'indagine pilota nella provincia di Trapani, approfittando della disponibilità di un laureando, residente in quella provincia - precisa Cuffaro. Abbiamo così testato il questionario, successivamente modificato sulla base delle indicazioni pervenute appunto dall’indagine pilota. La vera e propria indagine è stata poi condotta nelle province di Palermo e Caltanisetta”.
L’indagine è centrata sulle unità di rilevazione individuo e impresa, seguendo il percorso della ricerca condotta da Mario Centorrino nelle province di Messina e Ragusa, con l’intento di confrontare i risultati.
“Al fine di approfondire alcuni aspetti del lavoro irregolare e di indagare sulle possibili distorsioni della dimensione del fenomeno - conclude la docente - stiamo ulteriormente approfondendo l’analisi attraverso un'indagine areale presso le famiglie, intanto nella città di Palermo e successivamente se sarà possibile anche nelle due province”.

Alessia Cannizzaro - Salvatore Butera


rev.nifi/sian


(26 giugno 2003)

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