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Lettere e filosofia

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Laurea in Lingue straniere e italiano come seconda lingua Antonino Di Sparti: “E’ il corso del futuro”
Una laurea professionalizzante che realizza la precisa commistione fra lingue straniere e informatica. L’obiettivo del corso è formare figure in grado di operare nei campi dell’intermediazione culturale e dell’insegnamento dell’ ’italiano come lingua seconda

“Si tratta del corso di laurea del futuro”. E’ con questa avveniristica previsione che Antonino Di Sparti, docente di Didattica delle lingue moderne presso la facoltà di Lettere e filosofia ha definito il corso in Lingue straniere e italiano L2 per le relazioni internazionali e interculturali, da lui presieduto.
Il corso, attivato da due anni presso la facoltà di Lettere, rientra fra le lauree della classe 3, relativa alle scienze della mediazione linguistica. Ma cosa lo caratterizza rispetto ai tradizionali corsi di laurea che hanno come oggetto le lingue e le culture straniere?
“Le finalità che esso si propone sono completamente differenti rispetto a quelle della laurea quadriennale - spiega Di Sparti - Prima ad essere privilegiata era una cultura di base molto vasta, oggi invece si mira principalmente a fare acquisire le competenze operative, necessarie per un ingresso anticipato nel mercato del lavoro”.
L'offerta formativa viene dunque incontro alla domanda di professionalità specifiche. “Questo corso di laurea è equivalente ad un prodotto pensato per un target a cui venderlo - prosegue il suo presidente - è orientato al lavoro e quindi è altamente specializzante. Proprio per questo la preparazione teorica può risultare più lacunosa in alcuni punti rispetto al passato perché si studia di meno, ma si tratta del prezzo da pagare per passare da lauree di tipo generalista a lauree professionalizzanti, come quelle richieste dal mercato di oggi”.
Il corso di laurea dal prossimo anno partirà con una formulazione diversa, che prevede una nuova denominazione: “Traduzione, Italiano L2 e Interculturalità”. Questa riformulazione pone l’accento anzitutto sull’elemento della traduzione, assente nel precedente assetto ed enfatizza la questione dei rapporti interculturali mediante l’introduzione di un’ulteriore lingua mediterranea o balcanica come l’arabo o l’albanese. Il corso di laurea fornisce, inoltre, una solida preparazione in campo economico e giuridico, storico e politico, socio-antropologico e letterario.
“L’elemento più importante è sicuramente rappresentato dall’esperienza dei numerosi laboratori di didattica della lingua italiana per gli stranieri - sottolinea Di Sparti - ma altrettanto importante ci è sembrato introdurre dei laboratori di scrittura italiana, non avrebbe senso fare esperienza delle lingue straniere senza conoscere la lingua italiana”.
Lingue straniere e italiano L2”, che non prevede il numero programmato, ha avuto lo scorso anno 225 iscritti. “Non si tratta di un numero esiguo – dice il presidente del corso di laurea - soprattutto visto il massiccio impiego di strutture informatiche. Non è escluso che dal prossimo anno l’accesso venga regolato mediante un esame di selezione”. L’approccio alle lingue straniere è completamente differente rispetto al passato. L’apprendimento non avviene, infatti, attraverso l’acquisizione generica delle regole grammaticali, ma tramite la comunicazione diretta e l’uso precoce di linguaggi settoriali. Questo corso di laurea propone dei “profili feroci”, così li definisce Di Sparti, cioè molto dettagliati.
I laureati in lingue straniere ed L2 potranno lavorare nel campo dei rapporti internazionali, della ricerca documentale, dell’assistenza linguistica alle imprese, negli ambiti istituzionali e nelle scuole per l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda.
E’ la soluzione migliore per chi ama contemporaneamente le lingue straniere e l’informatica, in quanto il corso ne rappresenta la “perfetta commistione”. E non senza una punta di orgogliosa soddisfazione Antonino Di Sparti precisa: “Si tratta dell’unico corso in Italia, così concepito”.

Maria Catena Salerno

rev sian

(25 giugno 2003)

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