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Cultura e Spettacolo

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Tra Internet acquerelli e capi d'alta moda
A scuola di fumetto da Giuseppe Palumbo
"Ramarro, Jumbo, Tosca la mosca" sono solo alcuni dei suoi personaggi. Si tratta di Giuseppe Palumbo, fumettista italiano a Palermo per l'inaugurazione di una mostra che ritrae le tavole del suo ultimo lavoro: Diabolik

La temperatura è da caldo tropicale, ma una volta entrati tutto si sospende. All'interno dell'atelier Dell'Oglio, in via della Libertà 46, tra cocktail e tartine varie, Giuseppe Palumbo disegnatore e sceneggiatore di fumetti come Ramarro e Jumbo, ci racconta cosa è necessario per chi vuole diventare un bravo fumettista.
"Bisogna essere curiosi a 360 gradi e leggere molto, moltissimo. Occorre farsi venire la libridine, se è il caso" afferma Palumbo ridendo, quando gli rivolgo la prima domanda. "Ad esempio - continua l'autore - per adesso sto lavorando all'adattamento a fumetto di un libro di Massimo Carlotto e ho un ottimo rapporto con Daniele Brolli, grande scrittore".
Tu una volta hai dichiarato:" Credo che la sensibilità al colore vada educata sporcandosi le dita, ma forse è solo perché io sono cresciuto così e magari la prossima generazione di disegnatori imparerà il colore sul computer..."
"Faccio parte di un'altra generazione, è vero - risponde subito Palumbo - diversa da quella di oggi, per cui è indispensabile la Play Station. Comunque con il computer possono nacsre cose diverse, valide come quelle dipinte a mano". "Sono un'artista in bilico - prosegue l'artista - fra acquerello ed informatica". Per adesso, infatti, sto cercando delle soluzioni per poter associare a delle basi ad acquerello l'uso di Photoshop, che da una maggiore forza al lavoro.
Ma allora ad un aspirante fumettista consiglieresti i pennelli o il computer?
Sono necessari entrambi. Adesso gli editori chiedono file e non più tavole. Inoltre al computer ho un maggiore controllo del mio lavoro e la possibilità di correggerlo senza rifare per intero il lavoro. Ma attenzione, è importante per un disegnatore tornare indietro sulle proprie tavole e avere consapelezza degli errori fatti, cosa che con il computer non è sempre possibile, sfiorando quasi la perfezione.
Quale mercato consiglieresti ad un giovane fumettista fra quello italiano, francese e statunitense?
Nel nostro paese pur essendoci un ampio panorama commerciale, esistono anche realtà sperimentali. Nella mia produzione alterno sempre questi due aspetti del mercato. Anche in Francia esiste questa divisione del fumetto in popolare e sperimentale, ma usano spesso pubblicare albi a colori, lacsiando grande libertà all'autore e alle sue capacità. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, quello del fumetto è un mercato di nicchia, che conosce le strip dei quotidiani e i comicbook. Se in Italia leggi L'Uomo Ragno almeno non ti prendono per stupido.
Quindi?
E' fondamentale capire il mercato.
Prima di lasciarti, dimmi il nome di un fumetto che preferisci e quello di un sito che vale la pena di visitare...
Fumetti ce ne sono tanti, ma il mio maestro è stato Magnus. Sono tanti i titoli da citare, ma è bellissimo "Lo Sconosciuto"...Mentre per un sito...Inguine.net
Di cosa si tratta?
Bisogna andare a vedere...
Carla Incorvaia

le foto della mostra


rev sian

(24 giugno 2003)

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