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AP- Medicina

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Presentato un nuovo farmaco all'istituto di Oncologia
L'industria farmaceutica aggiorna i medici contro il cancro
L'incontro è avvenuto lo scorso giugno al Policlinico. Ospite del dipartimento di Oncologia, Alfredo Barbato, direttore medico dell'Elan Pharma, che ha presentato il Myocet, sostanza sperimentale anticancerogena. I motivi dell'iniziativa e le valutazioni sulle caratteristiche del nuovo farmaco nelle parole di Nicola Gebbia, direttore del dipartimento

Quando ricerca e pratica ospedaliera, svolte all'interno di una struttura medica universitaria, si incontrano con la ricerca e l'informazione proprie dell'industria farmaceutica.
L'occasione è data dalla presentazione di un nuovo farmaco, avvenuta lo scorso 13 giugno alla biblioteca dell'istituto di Oncologia del Policlinico.
Il professor Nicola Gebbia, direttore del dipartimento di Oncologia dell'Università di Palermo, ci spiega: "I farmaci oncologici vengono utilizzati nelle terapie anti-tumorali, prima ancora che si conoscano i dati sperimentali sulla loro efficacia. La legge italiana, considerando la condizione precaria e drammatica dei malati di cancro, prescrive l'impiego immediato di ogni nuovo farmaco". In questo modo, è la pratica ospedaliera a fornire i primi riscontri sull'efficacia della cura.
"Tuttavia - continua il professor Gebbia -, per i medici impegnati nel trattamento clinico dei tumori, esiste un reale difetto d'informazione, che può essere colmato attraverso incontri di aggiornamento scientifico". Con queste motivazioni, il dipartimento di Oncologia ha invitato la Elan Pharma Italia, azienda del settore farmaceutico, a presentare le caratteristiche e i dati sperimentali sul Myocet, un nuovo farmaco per la cura del tumore alla mammella. La presentazione, tenuta da Alfredo Barbato, direttore medico della Elan e dalla sua collaboratrice Laura Novello, ha visto la partecipazione del personale medico del Policlinico. Sono stati descritti la costituzione del farmaco, i principi della sua azione terapeutica, nonché i dati relativi agli studi, che hanno confrontato il Myocet con altri prodotti già presenti sul mercato.
Il principio attivo che sta alla base di questo farmaco è la doxorubicina, una sostanza nota in ambito oncologico e da diversi anni utilizzata nella cura del tumore alla mammella. Unico ostacolo alla sua applicazione prolungata è sempre stato l'alto rischio di tossicità cardiaca. Il Myocet riduce sensibilmente questo effetto collaterale, attraveso un ingegnoso espediente. La doxorubicina viene incorporata nei liposomi, corpuscoli cellulari sferici, con pareti costituite da grassi, i quali trasportano il principio attivo fino ai tessuti malati, evitandone la dispersione su quelli sani.
In questo modo, non solo si risolve il problema della cardio-tossicità della doxorubicina, ma si consente al farmaco di rimanere per più tempo in circolo. Se pensiamo che il Myocet viene utilizzato come adiuvante della chemioterapia, cioè come sostanza di supporto all'azione chemioterapica, e in altre strategie anti-tumorali, comprendiamo come le sue proprietà favoriscano un prolungamento dei tempi di cura, ritardando l'insorgere d'intolleranze, nell'organismo del paziente. Gli stessi studi sul farmaco, presentati dal dottor Barbato, confermano questo dato.
La sperimentazione tuttavia continua ed è stato avviato un programma di ricerca multicentrico che, in Italia, coinvolgerà anche l'Università di Palermo.
Per il momento, l'approccio dei medici alle proprietà del farmaco è sembrato positivo. I dottori, intervenuti all'incontro, hanno posto diverse questioni sugli aspetti tecnici, legati all'impiego del Myocet, e sulle scelte sperimentali, fatte per testarne l'efficacia.
Al termine della presentazione, il professor Gebbia ha detto: "Questo farmaco ripropone, in una versione migliorata, un prodotto italiano di vent'anni fa. Certo, non esaurisce radicalmente i problemi relativi alla cura del tumore alla mammella, ma può rappresentare un aiuto in più per le pazienti, sia sul versante delle aspettative di vita, che su quello di una gestione più dignitosa della malattia".
Fabio Giacalone
rev-rova/sian

(nella foto, l'ingresso del dipartimento di Oncologia del Policlinico)

(20 giugno 2003)

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