Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline-aol.it
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

LE SEZIONI


Notiziario

>Esteri

>Interni

>Sicilia

>Palermo

>Sport e tempo libero

>News

>L'edicola online

>Rassegna stampa

>I grandi temi



Convegni e congressi - Facoltà di Giurisprudenza - attualità

030616madiAPgiu
Polizia senza frontiere contro il crimine organizzato
La cooperazione fra gli investigatori nell'Unione europea è l'arma più efficace contro i traffici illeciti internazionali. Il professor Antonio Scaglione e il dirigente della Squadra mobile di Palermo Giuseppe Cucchiara ne hanno parlato a Giurisprudenza

Gli ultimi anni sono stati segnati da una crescente e preoccupante cooperazione fra forze criminali appartenenti a Stati diversi. E gli attentati terroristici che hanno sconvolto il mondo ne sono solo l'esempio più eclatante. In risposta alla minaccia di un crimine "globalizzato", le forze di polizia degli stati membri dell'Unione europea sono corse ai ripari incrementando la collaborazione e lo scambio dei dati.
L'occasione per fare il punto su questo tema è stato il seminario su Tecniche e organi di contrasto alla criminalità organizzata nazionale e internazionale, tenutosi alla facoltà di Giurisprudenza nell'ambito del dottorato di ricerca in Procedura penale. Durante l'incontro, il dirigente della Squadra mobile di Palermo, Giuseppe Cucchiara, e il direttore del Dipartimento di Discipline processuali penalistiche, Antonio Scaglione (nella foto), hanno parlato degli strumenti legislativi grazie ai quali le forze di polizia italiane e transnazionali possono combattere il crimine. Particolare attenzione è stata riservata da entrambi i relatori all'applicazione concreta delle norme che disciplinano la lotta alle organizzazioni criminali.
"Per quanto riguarda la situazione italiana - ha spiegato Antonio Scaglione - l'esigenza di modificare le norme che regolano la lotta alla mafia è stata sentita con forza dopo le stragi di Capaci e di via d'Amelio. Oltre a rendere più incisive tali norme (in particolare quella sulla gestione dei pentiti e quella sul trattamento carcerario dei mafiosi detenuti), il legislatore ha istituito nuovi organi che negli anni hanno ricevuto diversi assestamenti". Uno degli ultimi importanti provvedimenti è la legge del 6 marzo 2001, il cosiddetto Pacchetto sicurezza che, fra le altre cose, ha dotato di maggiore autonomia la Polizia giudiziaria e le ha anche fornito spazi operativi più ampi".
Per quanto riguarda lo scenario internazionale, la cooperazione fra le forze di polizia è senza dubbio l'arma più efficace contro le organizzazioni malavitose. Giuseppe Cucchiara ha sottolineato che "anche se resta ancora molto da fare, gli obiettivi da raggiungere sono stati individuati da tempo: già il trattato di Maastricht indicava quali ambiti comuni sarebbero dovuti essere coordinati dalle diverse forze di polizia. Il traffico internazionale di droga e il terrorismo innanzitutto. Per realizzare la cooperazione, l'accordo di Maastricht prevedeva l'istituzione di ciò che in seguito sarebbe divenuto l'Europol, l'Ufficio europeo di polizia".
In questi anni in cui in ambiti molto diversi si fa sempre più strada l'idea di pensare globalmente agendo localmente, alle singole sezioni degli uffici di pubblica sicurezza non è lasciata completa autonomia: "Al momento non è possibile che lo scambio di informazioni fra le sedi locali avvenga in modo diretto, senza essere mediato dai relativi uffici centrali". Se questo da una parte serve a coordinare il traffico delle informazioni per evitare che diversi uffici di polizia possano svolgere indagini parallele, dall'altro lato ha lo svantaggio di irrigidire e rallentare l'acquisizione dei dati.
Giuseppe Cucchiara ha concluso il suo intervento passando in rassegna gli organi di polizia nazionali ed europei impegnati nella lotta alla criminalità organizzata e si è soffermato in particolar modo su Dia, Europol, Interpol, sul funzionamento della Squadre mobili e sulle differenze fra le mansioni e gli status degli ufficiali di collegamento e degli esperti antidroga, nelle indagini internazionali sul narcotraffico. In chiusura, Antonio Scaglione ha sottolineato l'importanza di una eventuale "istituzione di uno spazio giuridico europeo nella lotta al crimine organizzato".
Mauro Di Gregorio
rev-anme

(16 giugno 2003)

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina