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Scienze della formazione
- Attualità
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Le nuove coppie "sfidano" la famiglia
tradizionale
Un seminario, coordinato da Angela Maria Di Vita, docente di Psicodinamica
dello sviluppo, ha affrontato la complessa problematica del rapporto tra
genitori e figli. Viaggio fra nuovi stili di vita: dalle coppie di fatto
a quelle omossesuali, per finire alla genitorialità adottiva. Per
scoprirne i disagi e le difficoltà
Che la famiglia tradizionale sia in crisi non è una novità.
La conferma arriva dal sempre maggior numero di divorzi e separazioni
che si registrano nel nostro Paese. Ma la cosa interessante è che
a "sfidare" i vecchi modelli familiari sono le coppie del nuovo
millennio. Dalle famiglie di fatto a quelle omosessuali, alla ricerca
di un riconoscimento giuridico e una tutela legislativa; per continuare
con le famiglie "fallite" perché incapaci di procreare,
o perché scelgono di separarsi. La società di oggi vede
ormai costantemente ridefiniti ruoli e relazioni tra gli individui. Nuovi
tipi di coppia vanno ad aggiungersi alla famiglia tradizionale, portando
con sé compiti e funzioni diverse e, com'è naturale, un
bagaglio di problemi tutto da esplorare. Quali ostacoli deve affrontare
la coppia di oggi? O meglio, le nuove tipologie di coppia che si affacciano
nel nuovo millennio? E quali mezzi offre la società per aiutare
a risolverli? Di questo si è parlato al seminario "Nuovi scenari
e tipologie di disagio della coppia, un approccio psicogiuridico",
coordinato da Angela Maria Di Vita del dipartimento di Psicologia, che
si è tenuto nella facoltà di Scienze della formazione.
Tema di urgente attualità che rimanda ai processi di cambiamento
che investono oggi il sistema coppia, sia al suo interno che in rapporto
alla società. Oggi, molto più che in passato, la vita media
di un matrimonio si è notevolmente ridotta. Sono superati i tempi
in cui due genitori stavano insieme per il bene dei figli, anche perché,
forse, oggi è vero il contrario. Molte coppie si separano o divorziano,
e questa si rivela anche la migliore soluzione per un figlio, quando le
tensioni familiari sono esasperate.
La separazione è un momento drammatico per una coppia
spiega lavvocato Maria Taormina - è il riconoscimento di
una crisi, di scelte sbagliate degli errori commessi in due. E come fonte
ulteriore di disagi si aggiunge laffidamento, il momento dellaggressione.
Lo psicologo sottolinea - svolge un ruolo cruciale nel processo
di disfacimento familiare, perché dialoga con la coppia, preparandola
ad una buona separazione. Come utile - aggiunge - si rivela un lavoro
congiunto con lavvocato, ai fini dellaffidamento dei figli.
Sempre più spesso molte coppie devono registrare il loro fallimento
nel desiderio di avere un figlio e di creare una famiglia. Genitori mancati
perché sterili, o perché sieropositivi o ancora perché
entrambi dello stesso sesso. Accanto alle tecniche di procreazione assistita,
l'adozione diventa una strada sempre più battuta, anche se disseminata
di ostacoli. Le coppie che oggi vogliono adottare un figlio vengono infatti
sottoposte a tutta una serie di test psicologici per "valutare",
anche se il termine non è dei migliori, il loro essere genitori.
Per molti, viene vissuto come un'ulteriore umiliazione della loro mancata
genitorialità. Anche se a volte può costituire
un momento catartico oltre che rivelatore. Molte coppie, infatti, soffrono
forme di sterilità psicogena e, una volta seguito un percorso di
elaborazione della sterilità e di avvio all'adozione, scoprono
improvvisamente di essere in attesa di un figlio. Sintomo di un disagio
psicologico, più che fisiologico, in un'epoca che vede costantemente
rimandato il momento del concepimento sia per le nuove esigenze sociali
sia per la costante ricerca di realizzazione professionale, che una gravidanza
potrebbe ostacolare. "Oggi, molte forme di sterilità sono
dovute a una reale impreparazione psicologica dei partner - spiega Maria
Rubino, ginecologa - la difficoltà procreativa riflette la difficoltà
di creare una famiglia". Essere genitore biologico, inoltre, spesso
induce a un rapporto sbagliato con i propri figli. "Il genitore adottivo
- spiega Maria Teresa Favaloro, operatore Asl - è invece più
portato a mettersi in discussione e a confrontarsi con un figlio. Bisognerebbe
ripensare sempre cosa significa essere genitori - aggiunge - i figli non
ci appartengono, i figli si dovrebbero 'adottare', purtroppo questo non
accade. La genitorialità adottiva - conclude - richiede indubbiamente
più cultura".
Elisa Pizzillo
rev sing
(4 giugno 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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