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Facoltà di Agraria

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Corso in Agricoltura biologica
"Per un futuro senza pesticidi
"
La laurea triennale attivata alla facoltà di Agraria mira a formare tecnici "in grado di ridurre al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura - spiega il presidente del corso, Giovanni Liotta (nella foto) - e di ripristinare le tecniche di coltura a basso impatto ambientale". Tanti gli sbocchi lavorativi per un mercato, quello del biologico, in continua espansione

Imparare a liberare i prodotti agricoli dai residui tossici dei pesticidi e tutelare l’equilibrio biologico. Questo l'obiettivo della laurea triennale in Agricoltura biologica, come spiega il presidente del corso, Giovanni Liotta: “Il nostro percorso formativo nasce proprio per rispondere ad un’esigenza che si è diffusa presso l’opinione pubblica negli ultimi anni - dice Liotta - e cioè avere dei prodotti agricoli puliti e liberi dai residui tossici, che inevitabilmente i pesticidi lasciano sulla frutta e la verdura che mangiamo. Inoltre, i cosiddetti ‘biocidi’ rischiano di alterare irrimediabilmente l’equilibrio biologico. L’Ateneo di Palermo non poteva rimanere insensibile a questi problemi e ha deciso, quindi, di formare dei tecnici che siano capaci di ridurre al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura e ripristinare le tecniche di coltura a basso impatto ambientale”.
I pesticidi, infatti, non hanno la capacità di distinguere gli insetti dannosi per le piante da quelli non nocivi, ma colpiscono indistintamente tutti gli organismi. Se la dose del pesticida non è letale, ma "sub-letale", l’insetto può sopravvivere, rafforzandosi, e il ciclo riproduttivo farà in modo che nel giro di qualche tempo si arrivi alle selezione di un ceppo resistente, che non subisce più l’azione dell'agente chimico. Ciò determina uno squilibrio biologico perché specie che prima non erano pericolose per le piante, diventano, invece, dannose.
Il corso, attivato dalla facoltà di Agraria, è ad accesso libero e si articola in tre anni accademici: lo studente deve quindi acquisire 180 crediti formativi universitari (cfu). L’attività didattica comprende insegnamenti monodisciplinari o integrati in moduli. Le discipline sono essenzialmente scientifiche dal momento che l’obiettivo è quello di dare allo studente una buona conoscenza nei settori della matematica, della fisica, della biologia e della chimica, orientate verso gli aspetti applicativi delle produzione agricole biologiche. E’ previsto anche un esame, sia scritto che orale, di lingua straniera, a scelta dello studente, tra quelle dell’Unione Europea.
Varie sono le attività di laboratorio, le esercitazioni e le visite tecniche. Nel laboratorio della Facoltà sono disponibili una quarantina di microscopi e varie celle per l’allevamento di insetti, anche quelli impollinatori. E’ possibile usufruire, come campi sperimentali, anche di strutture esterne alla Facoltà, ad esempio l’azienda Pietranera nel territorio di Santo Stefano di Quisquina, in provincia di Agrigento, di proprietà della Fondazione "A. e S. Lima – Mancuso”. Sono state stipulate, inoltre, varie convenzioni con aziende agricole del Palermitano. Durante l’ultimo anno, lo studente svolgerà in queste strutture un tirocinio pratico applicativo obbligatorio, della durata di 270 ore.
Il laureato in Agricultura biologica dovrà possedere conoscenze e competenze nella gestione biologica degli agro-ecosistemi ed essere in grado di svolgere attività di assistenza tecnica nel settore agrario, anche nell’ambito degli organismi nazionali ed internazionali di controllo delle produzioni biologiche.
Gli sbocchi occupazionali sono molto promettenti. In particolare, si potrà lavorare in imprese che attuano coltivazioni a regime biologico, un settore in grande espansione visti i finanziamenti concessi dall’Unione Europea e dalla Regione Sicilia, e un mercato che richiede sempre di più prodotti biologici. Non mancano neanche le opportunità nella pubblica amministrazione: ad esempio presso gli assessorati all’Agricoltura o nei settori legati alla cura del verde cittadino. Un’altra possibilità, infine, è quella di insegnare negli istituti tecnici, sia agrari che industriali.
Erminia Guastella
rev moma / sage

(10 giugno 2003)

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