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Agraria

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Corso di laurea in Viticoltura ed enologia
Giovane ma già pieno di problemi
In virtù di una convenzione stipulata fra il consorzio universitario della provincia di Trapani e la provincia stessa, il corso di laurea ha sede presso l'istituto tecnico agrario Abele Damiani di Marsala: "Una struttura rivelatasi nel tempo inadeguata e carente sotto molti punti di vista", dice Salvatore Tudisca, preside di Agraria. L'Ateneo stipulerà un nuovo accordo per porre rimedio alla situazione

Ha poco più di 2 anni di vita ma ha già decine di problemi. E' il corso di laurea in Viticultura ed enologia, attivo dall'anno accademico 2001-2002 presso la facoltà di Agraria con sede a Marsala. Il primo a lamentarsene è il preside della facoltà di Agraria, Salvatore Tudisca, responsabile ad interim del corso di laurea in attesa che venga nominato un suo presidente.
"I quasi 150 studenti iscritti svolgono le attività didattiche in condizioni veramente precarie a causa della struttura carente dei locali che li ospita - dice Tudisca - aule piccole, niente biblioteca, niente aule per il ricevimento dei docenti, niente riscaldamento".
La storia del corso di laurea in Viticoltura ed enologia "inizia nel 1997 con la stipula di una convenzione fra il Consorzio universitario della provincia di Trapani e l'amministrazione provinciale trapanese - spiega Tudisca, "accordo, che prevede all'articolo 1 l'impegno da parte del consorzio a fornire locali adeguati per lo svolgimento delle attività didattiche degli allora iniziali 25 studenti iscritti". Questi locali, che solo temporaneamente furono concessi all'interno dell'istituto tecnico agrario Abele Damiani, da sei ospitano i futuri enologi. Nell'articolo due era, inoltre, stabilito che eventuali modifiche di adeguamento dei locali o spese di manutenzione necessarie sarebbero state a carico del consorzio, che avrebbe provveduto, però, solo in seguito all'ottenimento del consenso a procedere da parte della provincia". E' proprio da questa clausola che nascono i problemi. "Infatti, nel tempo gli spazi si sono rivelati inadeguati -prosegue Tudisca -anche strutturalmente, in quanto il numero degli studenti è cresciuto, passando dai 25 iniziali agli ormai quasi 150 iscritti e i locali sono rimasti sempre gli stessi: tre aule di cui una con una capienza di 50 posti e le altre due ancora più piccole. I ragazzi non dispongono di una biblioteca, (esiste solo un piccolo armadio in corridoio con pochi volumi e qualche rivista), non c'è uno spazio riservato al ricevimento dei docenti, non c'è l'impianto di riscaldamento (le aule sono riscaldate durante la stagione invernale tramite stufe, cosa poco sicura e certamente non a norma di legge). Il fatto più penoso di tutta questa situazione è che l' ufficio tecnico dell' Università di Palermo, sulla base di quel contratto di comodato stipulato unicamente fra il consorzio universitario e la provincia di Trapani, non può assolutamente intervenire. Lo spiega Maurizio Sidoti, vice dirigente responsabile gestionale del polo di Trapani: "Quella di Marsala è la storia di un'anomalia - dice - in quanto la convenzione quadro stipulata fra il consorzio e la provincia trapanese, da cui discendono poi tutte le altre relative a questi locali, lega le mani all' Università di Palermo, che pur volendo intervenire per garantire ai suoi iscritti un servizio decoroso, non ha la potestà di farlo". Come risolvere quest'anomalia? "Occorre sottoscrivere una nuova convenzione - prosegue Sidoti - che coinvolga direttamente il nostro Ateneo e l'istituto Abele Damiani, che dal 1995 gode di autonomia amministrativa e finanziaria. In questa maniera potremmo procedere con l'adeguamento dei locali e avviare la costruzione di nuovi servizi igenico-sanitari, che attualmente versano veramente in condizioni precarie così da offrire agli studenti locali idonei allo svolgimento di tutte le attività previste per il conseguimento del loro diploma di laurea".
Il preside Tudisca confida che i problemi del corso di Viticultura ed Enologia siano risolti al più presto. "L'Università di Palermo si sta attivando anzitutto per dare legittimità ad una situazione anomala - dice Sidoti - e farà di tutto affinché questo nuovo accordo sia siglato in tempi rapidi".
Maria Catena Salerno

(23 ottobre 2003)

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