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Facoltà di Ingegneria

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Ingegneria chimica, trovare lavoro non è un problema
Svariati gli sbocchi occupazionali: dal comparto delle produzioni e trasformazioni chimiche, ai settori di punta delle produzione dell’industria elettronica, aerospaziale, automobilistica, agro-alimentare, farmaceutico, cosmetico fino a quello più recente delle nanotecnologie. Giuseppe Filardo, presidente del cdl in Ingegneria chimica: “Il corso è proiettato alla percezione dei cambiamenti che stanno avvenendo nelle strutture produttive”

Notevole impegno nello studio e sicuri sbocchi occupazionali. Sono queste le peculiarità che contraddistinguono il corso di laurea in Ingegneria chimica dell’Ateneo palermitano.
“Gli ingegneri chimici – spiega Giuseppe Filardo, presidente pro tempore del corso di laurea e ordinario di Fondamenti di chimica industriale – sono chiamati ad esercitare la loro professione in comparti molto diversificati tra loro. Questa caratteristica, insieme al numero esiguo annuale di laureati, circa 50, rende il bilancio tra domanda e offerta di lavoro sbilanciato dal punto di vista della domanda”. La formazione culturale dell’ingegnere chimico - che deve caratterizzarsi per il possesso di elevate capacità analitiche e sintetiche - permette l’inserimento professionale sia nel consolidato comparto delle produzioni e trasformazioni chimiche, sia nei settori di punta delle produzioni speciali dell’industria elettronica, aerospaziale e automobilistica, oltre che nei settori agro-alimentare, farmaceutico, cosmetico e nel più recente settore delle nanotecnologie. La specificità della formazione permette di includere tra gli ambiti professionali, quello della gestione e del controllo dell’ambiente e della sicurezza.
“Se si vuole definire la specificità dell’ingegnere chimico - continua Filardo - occorre sicuramente dare più peso al sostantivo "ingegnere" piuttosto che all’aggettivo "chimico". E tuttavia proprio in relazione alla specificità della sua formazione chimica si deve la sua capacità di affrontare e risolvere problemi posti su una scala che va da piccolissime entità, gli atomi e le molecole, fino alla progettazione di strutture e impianti che producono i beni di consumo più svariati. La peculiarità del corso di laurea consiste nell’avere strumenti metodologici capaci di affrontare tutto ciò. Per tale motivo è vivo, dinamico e proiettato nella percezione dei cambiamenti che in questo momento stanno avvenendo nelle strutture produttive”.
Il corso di laurea, che partecipa al progetto CampusLike, ha un unico profilo curriculare che si articolerà nelle lauree specialistiche indirizzate ai settori della produzione tecnologica industriale, di materiali per applicazioni speciali, delle produzioni agroalimentari e biotecnologie e farmaceutico-biomediche.
Il corso fornisce i saperi di base indispensabili per la frequenza di master professionalizzanti (Materiali compositi, Corrosione) e del dottorato di ricerca in Tecnologie chimiche e dei nuovi materiali.
Per un ingegnere chimico non esiste dunque il problema della ricerca di un posto di lavoro: il tasso di collocazione sul mercato è maggiore al 98% dopo sei mesi dalla laurea.
“Circa il 75% degli ingegneri chimici – specifica il professore Filardo - va a lavorare nell’Italia del Nord e in Europa, il rimanente 25% rimane in Sicilia. Questo ci costringe a dover confrontare la nostra offerta formativa con il mercato nazionale e internazionale”.
La maggior parte dei docenti del corso di laurea svolge la sua attività di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica che è uno dei più coinvolti nei rapporti con il mondo delle imprese.
“Si tratta di un corso di laurea impegnativo – spiega il professore Filardo -. Per completare il percorso di studi, i ragazzi devono presentare una tesi sperimentale, che spesso viene condivisa con le imprese con cui si hanno interessi in comune”. Con il nuovo ordinamento, inoltre, il tirocinio è diventato un aspetto indispensabile nella formazione. A settembre, - dice Filardo - quando si avvierà il terzo anno del corso di laurea, metteremo in atto un piano, già predisposto nelle linee generali, per effettuare il tirocinio nelle imprese”.
Il corso di laurea svolge un’intensa attività di collegamento con gli istituti di istruzione superiore “. I nostri laboratori – spiega Filardo - sono aperti alle scuole, ai licei scientifici, ma non solo. Gli studenti dell’ultimo anno frequentano i nostri laboratori come osservatori coinvolti. Affiancati ai nostri laureandi prendono parte alle attività di ricerca”.
Intensa e proficua anche la mobilità degli studenti del corso di laurea, grazie a più progetti europei, tra cui Erasmus, che permettono un importante scambio di conoscenze ed esperienze.
Antonella Mulé

(4 giugno 2003)
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