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Terremoto in Algeria, più di mille morti e quasi 7000 feriti
Le cifre potrebbero salire nelle prossime ore. Continuano i soccorsi per estrarre le persone dalle macerie. Drammatica la situazione dei senza tetto: mancano acqua, cibo e servizi essenziali. Arrivano gli aiuti dagli altri paesi. Cordoglio da Ciampi e dal Papa

Le vittime sono 1.092, i feriti 6.782. E' questo, finora, il bilancio del terremoto che mercoledì sera ha colpito l'Algeria. Il ministero dell'Interno algerino ha però precisato che le cifre potrebbero salire, con il passare delle ore, visto l'elevato numero di persone che si trovano ancora sotto le macerie. Tuttavia, le speranze per chi è rimasto intrappolato non sono perse del tutto. Ieri un anziano è stato salvato dopo quasi 24 ore a Boumerdes, una delle città che ha subito più danni. Ad individuarlo è stato un vicino, che scavava in cerca della propria moglie. Mentre le operazioni di soccorso continuano freneticamente, decine di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case e hanno passato la scorsa notte all'aperto.
Le autorità, infatti, hanno invitato la popolazione a non tornare nelle case, di cui deve essere accertata la sicurezza. Inoltre, è stato consigliato di tenere una radio a portata di mano, così da ricevere gli annunci più importanti. Una delle preoccupazioni maggiori, in questi casi, è quella dello sciacallaggio: le forze dell'ordine hanno assicurato alla popolazione che faranno di tutto per impedire i saccheggi.
Oltre ai soccorsi, altre due emergenze vengono fronteggiate in queste ore: la mancanza di cibo e acqua e la situazione dei senzatetto. "Stiamo ancora aspettando che le autorità ci forniscano
latte per i bambini. Le persone stanno ricevendo inoltre poche tende", dice Djamel, 45 anni. Il primo ministro Ahmed Ouyahia ha dichiarato: "Posso assicurarvi che tutte le persone rimaste senza tetto avranno al più presto una sistemazione decente". Le cose vanno peggio nelle aree più colpite dal sisma, dove sono saltati l'energia elettrica, il gas e i servizi telefonici.
La macchina degli aiuti internazionali, intanto, si è già messa in moto. Il governo italiano ha inviato in Algeria delle unita' di soccorso coordinate dal Dipartimento della Protezione civile. Lo rende noto la presidenza del Consiglio dei ministri. Si tratta di nove unità ed un fuoristrada dei vigili del fuoco di Pisa e quattro unità cinofile delle organizzazioni di volontariato di Protezione civile della regione Veneto. La Russia ha deciso ieri, attraverso il ministero della Protezione civile l'invio di un team di soccorritori in Algeria, del quale faranno parte anche medici e infermieri. Dalla Gran Bretagna, giungeranno 42 pompieri della "Fire Brigade" di Manchester con due cani, addestrati per trovare persone sepolte sotto le macerie. Anche il Portogallo sta mandando trenta uomini con otto cani, che rimarranno sul posto per cinque giorni. Diversi i messaggi di cordoglio e di sostegno giunti alle autorità e al popolo algerino dai capi di stato internazionali. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato un messaggio al presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, mentre il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha voluto confermare al collega algerino, Abdelaziz Belkhadem, i "profondi legami di amicizia che uniscono Italia e Algeria." Anche la Santa Sede ha inviato un telegramma con le parole del Papa, destinato dal nunzio apostolico in Algeria. Il Santo Padre ha espresso la sua solidarietà alle autorità civili, impegnate nei soccorsi e ai familiari di chi è stato colpito dal sisma.
Fabio Giacalone
rev sing/cave

(23 maggio 2003, ore 11,30)

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