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Cultrua e spettacolo
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La
memoria del Teatro Massimo in un clic
Una banca
dati multimediale contenente oltre 1600 bozzetti e figurini di scena. Questo
il risultato di un progetto avviato dalla società di formazione Mathesis
e approvato dallassessorato regionale al Lavoro. Sedici gli stagisti
coinvolti nelliniziativa, per loro la possibilità di conseguire
il titolo di archivista-documentalista
La cultura custodita e valorizzata nelle
sale dei musei e delle fondazioni, ma anche comunicata, resa accessibile
a un consumo di massa attraverso luso delle nuove tecnologie dellinformazione.
A questo obiettivo risponde il progetto I formati della memoria,
approvato dallassessorato regionale al Lavoro nellambito del
Por Sicilia 2000-2006 con un finanziamento di circa 269 mila euro. Un
progetto che ha coinvolto la società di formazione Mathesis e la
Fondazione Teatro Massimo di Palermo e che ha portato sia alla realizzazione
di un archivio multimediale dei bozzetti e dei figurini di scena, alcuni
dei quali firmati da nomi importanti come Guttuso, Zeffirelli o Fiume,
sia alla creazione di una nuova figura professionale, larchivista-documentalista.
Per circa due mesi, da marzo a maggio 2003, infatti, sedici allievi hanno
compiuto uno stage nella sede della Fondazione, il frutto del loro impegno
è raccolto in 93 cd rom contenenti 1614 figurini, realizzati dal
1942 al 1965, e 69 bozzetti che riguardano la stagione teatrale 2001-2002.
Gli stagisti una volta sostenuti gli esami, conseguiranno il titolo
di Archivista-documentalista - spiega Giuseppe Cannata, presidente
di Mathesis e direttore del progetto". Si tratta di una figura professionale
in grado di gestire in piena autonomia informazioni ed immagini, avvalendosi
dei moderni strumenti informatici. "Un ringraziamento speciale -
continua - va allUniversità degli studi di Palermo ed, in
particolare, alla preside di Scienze della formazione, Patrizia Lendinara
che ha sostenuto liniziativa, alla professoressa Gabriella De Marco
(docente di Storia dellarte contemporanea presso la stessa Facoltà)
che ci ha accompagnato durante tutto il percorso. E se piazza Florio
ha fornito alcune professionalità, non meno importante è
stata la collaborazione con il Teatro Massimo. Il progetto - spiega
Claudio Desderi, sovrintendente della Fondazione - ha due finalità:
da un lato crea allinterno del teatro una prospettiva occupazionale,
dallaltro contribuisce alleducazione del pubblico di domani.
In altri termini, I formati della memoria consentono ad un patrimonio,
temporalmente racchiuso nei limiti della rappresentazione contingente,
di essere fruito da un pubblico più ampio rispetto a quello degli
abituali frequentatori del teatro e, con lausilio del supporto multimediale,
di vincere la sua battaglia contro loblio. In tal modo professionisti
e studiosi, ma anche semplici utenti potranno usufruire di un inestimabile
testimonianza sul teatro dellItalia del dopoguerra.
La ricerca/intervento ha avuto come obiettivo a breve termine la verifica
della consapevolezza nei detentori del patrimonio del suo valore, nonché
la loro disponibilità ad un incremento della fruibilità
dei materiali. Dei 48 enti contattati, individuati tra quelli ritenuti
in possesso di archivi a vario titolo interessanti, solo sedici hanno
permesso di portare a termine le interviste. Quattro le macro categorie
utilizzate per le suddivisioni: teatri, musei, fondazioni ed altri enti
che nel loro statuto hanno come fine un ruolo culturale o sono già
di per sé, come nel caso dellArchivio storico del comune
di Messina, contenitori di informazioni. Dalle ricerche preliminari è
emerso che, a parte il Massimo, nessuna delle strutture teatrali esaminate
rende disponibili on line sul proprio sito per la consultazione materiali
documentari storici.
Un dato interessante riguarda poi lutilizzo di internet: tutti i
musei inseriti nella ricerca sono presenti in portali genericamente turistici,
ma nessuno ha un proprio sito, dimostrando in tal modo lesistenza
ancora di un orientamento ai contenuti, più che al mercato e al
pubblico. Quello che è stato realizzato a Palermo - conclude
Ester Bonafede, componente del consiglio dAmministrazione della
Fondazione - è un progetto pilota; lauspicio è che
possa servire da modello per altre realtà.
Insomma se i mutamenti nella struttura della società e nel sistema
produttivo trasformano il volto delle città e i modi stessi del
consumo e del tempo libero, il settore culturale sembra non voler assolutamente
restare indietro.
Rossana Lo Castro
rev alca/cave
(23 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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