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i030522inca
"A
Palermo da Palermo" per dei Liberi teatri
Stasera
alle ore 21 andrà in scena per la prima volta a Palermo
El
escopetero,
spettacolo di e con Maurizio Argàn del teatro della Centena di
Rimini. E' il primo appuntamento della "Libera rassegna" di
teatro da camera organizzata dal Teatro 30 di via Dante
Si
chiama El escopetero (l'uomo con il fucile) lo spettacolo inaugurale
della libera rassegna di teatro da camera in scena stasera al Teatro
30 di via Dante. Lo spettacolo è la risposta con cui l'associazione
Liberi Teatri di via Dante intende dare risposta al bisogno di
un ritorno di immagine del teatro sperimentale all'interno di un panorama
nazionale "a Palermo da Palermo".
"I progetti di produzione, diversi fra loro, rispondono ad una precisa
idea di teatro - dicono Dario Ferrari e Antonella Lombardino, organizzatori
della rassegna - ovvero quella di confermare nel tempo lo spazio
del teatro come un luogo di creazione artistica e di confronto far diverse
idee".
I tanti artisti che entrano in contatto con la struttura si riconoscono
attorno ad un principio comune di 'spostamento', di spinta in avanti per
il teatro; il dialogo che si crea produce, oltre lo spettacolo, cultura
in senso più generale, nuove ipotesi, a loro volta incubatrici
di altri progetti per il futuro.
In particolare, lo spettacolo è tratto dal testo di Carlos Liscano,
autore uruguaiano attivo anche nel campo narrativo e giornalistico. Prigioniero
politico per tredici anni nelle carceri della dittatura militare, Liscano
riconosce in questa il momento fondante del suo essere scrittore. "Quando
si vive da reclusi non si riesce a superare il desiderio del mondo reale,
del mondo degli uomini liberi - sono le parole dell'autore - Ed è
allora che si delinea una possibilità, anche se indiretta di ritornarci:
attraverso l'ironia e l'umorismo. Se si diventa oggetto stesso della propria
burla, ci si può salvare". Autoironia quindi è la parola
chiave che investe ogni personaggio del teatro di Liscano, essendone la
materia prima ed è ciò che da la possibilità alle
sue figure di proporsi in modo non convenzionale.
Maurizio Argàn, nascosto da un telone, ci racconterà la
nascita e l'aggregazione di un gruppo che rifiuta l'appoggio di giornali
e partiti, che lontano dall'aspirazione di accumulare tesori bancari,
si oppone alla strumentalizzazione del potere. Un gruppo che si costituisce
con il chiaro intento di fare del fucile mentale lo strumento di lotta
al sistema, contro quei pochi che governano il mondo e che lo portano
alla distruzione.
"L'uomo con il fucile non ha più niente - dice Fernanda Hrelia,
che ha curato la traduzione -. Ci parla di emarginazione e di disadattamento.
Il suo illusorio strumento di rivincita, il fucile mentale, concentra
un pessimistico bisogno di giustizia, che può nascondere però
la tentazione di far piazza pulita di tutto ciò che impedisce la
realizzazione di un individuo".
per partecipare allo spettacolo, che andrà in replica sabat oe
domenica, occore prenotare i posti (trenta in tutto quelli disponibili)
presso i Liberi Teatri di via Dante, 234. Per informazioni e prenotazioni
rivolgersi allo 091-6834166 oppure allo 328-1789950.
Carla
Incorvaia
rev alca/cave
(23 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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