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Scienze della formazione
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030520frad
Formazione a distanza e nuove lauree
La scommessa di Scienze dell'educazione
Il corso di laurea della
facoltà di Scienze della formazione sbarcherà presto su Internet
per sfruttarne le grandi potenzialità comunicative. Non mancano altre
novità, come il progetto della laurea
di secondo livello
in Formazione degli adulti. Ne abbiamo parlato con il presidente dei tre
corsi di studio afferenti alla classe 18, Epifania
Giambalvo
Studiare
ed imparare on-line, senza muoversi da casa. Quello che è il sogno
di ogni studente costretto a correre da un capo all'altro della città
per seguire le diverse attività didattiche, potrebbe presto diventare
realtà.
Il corso di laurea di primo livello in Esperto dei processi formativi
ed educatore professionale, che afferisce insieme ai corsi di laurea in
Educatore della prima infanzia e in Educatore interculturale alla classe
18 (Scienze dell'educazione e della formazione) sta infatti portando avanti
un progetto per la formazione a distanza, grazie a dei fondi messi a disposizione
dal Miur. Il programma, nelle intenzioni dalla presidente dei tre corsi
della facoltà di Scienze della formazione, Epifania Giambalvo,
mira, oltre la teledidattica, a un "colloquio continuo" con
gli studenti in sede e fuorisede. L'idea sarebbe costruire un web-site
dove porre al centro il rapporto tra il docente e gli studenti. Un posto
dove poter trovare facilmente appunti, programmi, dispense e affrontare
on-line tematiche relative ai programmi di studio .
La laurea in Esperto dei processi formativi ed educatore professionale
sintetizza e riprende, in un modello didattico modulare, i vecchi corsi
di laurea quadriennali in Esperto dei processi formativi e in Educatore
professionale. "Qui si richiede la flessibilità mentale del
docente e dello studente - afferma la Giambalvo - Modificare la didattica
tradizionale significa modificare il modo di pensare. Nel vecchio ordinamento
ogni docente svolgeva il suo programma, senza coordinarsi con gli altri
docenti, ora puntiamo sulla collegialità dell'insegnamento e sulla
compenetrazione delle conoscenze". Nasce, quindi, il bisogno di aprirsi
alla complessità dei saperi e alla mutevolezza dei tempi.
Il corso, che è di durata triennale per un totale di ventuno moduli,
non ha il numero chiuso. L'obiettivo è creare dei "formatori
professionali" attraverso un percorso di studi storico, pedagogico
e psicologico di ampio respiro. "La flessibilità - ha aggiunto
il presidente del corso - si raggiunge avendo innanzitutto una buona base
culturale, ed è su questa formazione umanistica di base su cui
bisogna puntare. Per raggiungere dei buoni livelli nella pratica bisogna
essere dei buoni teorici ha spesso ribadito il preside Lendinara".
La figura che verrà formata dovrà avere la capacità
di spendere la propria professionalità all'interno di strutture
private e di amministrazioni pubbliche nel campo della formazione professionale.
Un esperto, dunque, di riqualificazione umana e professionale del personale
su cui si andrebbero ad "innestare" le conoscenze specifiche
del settore in cui operare.
Un corso di laurea, quindi, che associa la formazione teorica alla pratica.
Esistono infatti delle convenzioni con le Usl, istituzioni culturali,
biblioteche, associazioni di volontariato e strutture private che permettono
agli studenti del terzo anno di provare in campo le conoscenze acquisite.
A tal proposito è stata creata un'apposita commissione di docenti
che assiste gli studenti durante il tirocinio.
Costituito all'interno delle strutture di Facoltà anche un ufficio
di tutoraggio, in cui operano studenti part-time, che si occupa dell'assistenza
agli iscritti nel proprio percorso di studi.
E' già stata attivata la laurea di secondo livello in Scienze pedagogiche.
In cantiere, invece, il progetto di attivare un secondo corso specialistico.
L'idea sarebbe quella di istituire una laurea biennale in Formazione degli
adulti. La figura professionale che taglierà il traguardo dei due
anni si dovrebbe occupare di riconvertire le abilità professionali
in base alle nuove esigenze del mercato del lavoro. Inoltre, potrebbe
essere sfruttato nel campo dell'analfabetismo, strutturale e di ritorno,
per la formazione dei soggetti interessati.
Si tratta di un titolo di studio spendibile in campo europeo che, per
la sua impostazione didattica e il suo piano di studi, prepara adeguatamente
agli esami di ammissione alla Sissis.
Francesco Distefano
rev-rova / sage
(20 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
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