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Scienze della formazione

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Formazione a distanza e nuove lauree
La scommessa di Scienze dell'educazione

Il corso di laurea della facoltà di Scienze della formazione sbarcherà presto su Internet per sfruttarne le grandi potenzialità comunicative. Non mancano altre novità, come il progetto della laurea di secondo livello in Formazione degli adulti. Ne abbiamo parlato con il presidente dei tre corsi di studio afferenti alla classe 18,
Epifania Giambalvo

Studiare ed imparare on-line, senza muoversi da casa. Quello che è il sogno di ogni studente costretto a correre da un capo all'altro della città per seguire le diverse attività didattiche, potrebbe presto diventare realtà.
Il corso di laurea di primo livello in Esperto dei processi formativi ed educatore professionale, che afferisce insieme ai corsi di laurea in Educatore della prima infanzia e in Educatore interculturale alla classe 18 (Scienze dell'educazione e della formazione) sta infatti portando avanti un progetto per la formazione a distanza, grazie a dei fondi messi a disposizione dal Miur. Il programma, nelle intenzioni dalla presidente dei tre corsi della facoltà di Scienze della formazione, Epifania Giambalvo, mira, oltre la teledidattica, a un "colloquio continuo" con gli studenti in sede e fuorisede. L'idea sarebbe costruire un web-site dove porre al centro il rapporto tra il docente e gli studenti. Un posto dove poter trovare facilmente appunti, programmi, dispense e affrontare on-line tematiche relative ai programmi di studio .
La laurea in Esperto dei processi formativi ed educatore professionale sintetizza e riprende, in un modello didattico modulare, i vecchi corsi di laurea quadriennali in Esperto dei processi formativi e in Educatore professionale. "Qui si richiede la flessibilità mentale del docente e dello studente - afferma la Giambalvo - Modificare la didattica tradizionale significa modificare il modo di pensare. Nel vecchio ordinamento ogni docente svolgeva il suo programma, senza coordinarsi con gli altri docenti, ora puntiamo sulla collegialità dell'insegnamento e sulla compenetrazione delle conoscenze". Nasce, quindi, il bisogno di aprirsi alla complessità dei saperi e alla mutevolezza dei tempi.
Il corso, che è di durata triennale per un totale di ventuno moduli, non ha il numero chiuso. L'obiettivo è creare dei "formatori professionali" attraverso un percorso di studi storico, pedagogico e psicologico di ampio respiro. "La flessibilità - ha aggiunto il presidente del corso - si raggiunge avendo innanzitutto una buona base culturale, ed è su questa formazione umanistica di base su cui bisogna puntare. Per raggiungere dei buoni livelli nella pratica bisogna essere dei buoni teorici ha spesso ribadito il preside Lendinara".
La figura che verrà formata dovrà avere la capacità di spendere la propria professionalità all'interno di strutture private e di amministrazioni pubbliche nel campo della formazione professionale. Un esperto, dunque, di riqualificazione umana e professionale del personale su cui si andrebbero ad "innestare" le conoscenze specifiche del settore in cui operare.
Un corso di laurea, quindi, che associa la formazione teorica alla pratica. Esistono infatti delle convenzioni con le Usl, istituzioni culturali, biblioteche, associazioni di volontariato e strutture private che permettono agli studenti del terzo anno di provare in campo le conoscenze acquisite. A tal proposito è stata creata un'apposita commissione di docenti che assiste gli studenti durante il tirocinio.
Costituito all'interno delle strutture di Facoltà anche un ufficio di tutoraggio, in cui operano studenti part-time, che si occupa dell'assistenza agli iscritti nel proprio percorso di studi.

E' già stata attivata la laurea di secondo livello in Scienze pedagogiche. In cantiere, invece, il progetto di attivare un secondo corso specialistico. L'idea sarebbe quella di istituire una laurea biennale in Formazione degli adulti. La figura professionale che taglierà il traguardo dei due anni si dovrebbe occupare di riconvertire le abilità professionali in base alle nuove esigenze del mercato del lavoro. Inoltre, potrebbe essere sfruttato nel campo dell'analfabetismo, strutturale e di ritorno, per la formazione dei soggetti interessati.
Si tratta di un titolo di studio spendibile in campo europeo che, per la sua impostazione didattica e il suo piano di studi, prepara adeguatamente agli esami di ammissione alla Sissis.
Francesco Distefano
rev-rova / sage

(20 maggio 2003)

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