|
|
|
|
Lettere e Filosofia
|
|
|
030519elpiAP
Dialetti nella ragnatela globale
Quale destino li aspetta?
Il dialetto
è destinato a scomparire?
Che conseguenze avrà Internet sul processo di declino delle parlate
regionali e delle culture che le esprimono? Abbiamo girato la domanda
a Giovanni Ruffino, preside della facoltà di Lettere e filosofia
e docente di Dialettologia
Le lingue che non hanno conosciuto la stampa
sono divenute dei dialetti o si sono addirittura estinte. E quanto
sostiene Antonio Zampolli, studioso di linguistica computazionale, secondo
il quale la stessa cosa può accadere alle lingue che non saranno
informatizzate. E non conosceranno il passaggio dallanalogico al
digitale del World wide web.
Cosa può accadere oggi al dialetto, già di per se marginalizzato?
Lo abbiamo chiesto al professore Giovanni Ruffino, preside della facoltà
di Lettere e filosofia e docente di Dialettologia. Un non frequentatore,
ne un appassionato - come lui stesso si definisce - della rete globale".
Nellera della grande ragnatela, le lingue regionali potranno mai
subire le stesse sorti del latino?
Il dialetto non ha alle spalle un impero politico e militare
- spiega Ruffino - ma una cultura: quella popolare. La decadenza del latino
è il risultato della frammentazione e della fine dellimpero
romano, quella dei dialetti - continua - del progressivo disfacimento
della cultura tradizionale. I dialetti si estinguono per la scomparsa
della cultura che li esprime - sottolinea - e non per la diffusione di
nuove tecnologie di comunicazione. Scompaiono i mestieri, la cultura alimentare,
contemporaneamente all'affermazione della società industriale.
Si compie così - aggiunge - la parabola della cultura dialettale:
le nuove forme di comunicazione si imbattono in un processo cominciato
da tempo e di fatto inarrestabile.
I dialetti sono per loro natura codici orali, la loro forza - spiega
Ruffino - sta nelloralità e non nella scrittura. Una lingua
senza letteratura - ha il prestigio che le riservano i suoi parlanti.
Questo non significa che non ci siano documenti letterari ma è
un momento successivo, secondario - continua - a differenza di una lingua
colta e ufficiale che non può fare a meno della componente scritta.
I dialetti sono quindi marginalizzati sia perché godono di minor
prestigio sia perché la componente scritta è solo un approdo
secondario. Ma moriranno?
Non possiamo fare delle prognosi - sostiene Ruffino -. Il declino
è iniziato con lunificazione nazionale, a prescindere da
Internet, che può accelerare questo processo come del resto - spiega
- potrebbe anche avere degli esiti positivi.
Il web mette, infatti, nellorbita del globale iniziative locali,
che altrimenti resterebbero sconosciute. Esistono tanti siti sulla
cultura dialettale, e le varietà linguistiche minoritarie - sottolinea
- possono avvantaggiarsi di questa nuova rete di comunicazione. Non cè
unemarginazione drastica e totale da parte della rete. Potrebbe
anche accadere - aggiunge - che mentre nella pratica comunicativa quotidiana
il dialetto sindebolisce, attraverso Internet si trovino nuove forme
di valorizzazione.
La rete e la cultura dialettale appaiono come due mondi molto lontani
tra loro: La prima è il prodotto più eclatante del
mondo industriale postmoderno mentre la seconda - continua - è
propria della civiltà contadina. Appartengono a due concezioni
del tutto antitetiche, ma non sono necessariamente incompatibili. Al massimo
possono esserci delle difficoltà di adattamento.
Quello che è importante sottolineare, secondo il preside di Lettere
è che il dialetto è un bene culturale come lo è
un monumento, un quadro o una scultura. E in quanto tale - conclude -
non è inconciliabile con le forme nuove della comunicazione. Non
cè unincompatibilità pratica ma una lontananza
culturale tra i mondi che esprimono luna e laltra cosa.
Elisa Pizzillo
rev cave
(19 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|