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Giro d'Italia, la sesta tappa è per i velocisti
Stamattina partenza da Maddaloni e arrivo in volata ad Avezzano. Petacchi difende la maglia rosa mentre Cipollini cerca il primo successo. E domani si scala il Terminillo. Pubblico numeroso, entusiasmo alle stelle. La corsa rosa ricorda il campione del passato Van Steenbergen, morto ieri in Belgio

Dopo il riposo di ieri, il Giro d'Italia riparte oggi, con la sesta tappa da Maddaloni, in provincia di Caserta, ad Avezzano: in tutto 222 chilometri. Per le caratteristiche del percorso, la giornata odierna per i velocisti si annuncia favorevole: l'arrivo prevede, infatti, 600 metri senza curve e in leggera discesa. Prima di giungere ad Avezzano, i corridori affronteranno due gran premi della montagna, a Canistro e a Monte San Salviano, entrambi non molto impegnativi. Sono solo un'anticipazione della tappa di domani, che vedrà l'arrivo in salita al Terminillo: un'occasione che, secondo i commentatori, porterà un primo scossone alla classifica.
Intanto Alessandro Petacchi della Fassa Bortolo, attuale maglia rosa, si dice fiducioso per la tappa di oggi e fa un'anticipazione sulla condotta di gara che terrà domani: "Il Terminillo non è alla mia portata. Farò il gregario, in maglia rosa, a Frigo e a Gonzales".
Chi spera di trarre il massimo risultato dall'arrivo in volata ad Avezzano è Mario Cipollini, campione del mondo in carica, che in questo 86esimo Giro è ancora a secco di vittorie. Il Re Leone, ieri, ha preferito non rilasciare dichiarazioni ai giornalisti, manifestando di sentire addosso un po' di stress. Tuttavia è sempre lui il più gettonato dai tifosi per i bagni di folla attorno ai corridori.
Proprio il pubblico è la nota caratteristica di questa prima settimana di giro al Sud. Ieri l'arrivo a Maddaloni è stato accolto da una miriade di bambini. Tanta gente e tanto entusiasmo che soddisfa gli organizzatori e fa bene alla manifestazione. Mentre in Italia si corre, in Belgio un pezzo di storia del giro se n'è andato. Ieri, ad Anversa, è morto Henri Van Steenbergen, ciclista fiammingo tre volte campione del mondo. Aveva 78 anni e nella sua carriera da grande velocista aveva conquistato ben 15 successi al Giro, arrivando secondo alla corsa rosa del '51, dietro Fiorenzo Magni.
Fabio Giacalone

(16 maggio 2003)
rev trupi/cave

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