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Ap - Medicina
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Medicina
infantile: migliora la diagnosi
delle nefropatie
L'ecografia con nuovi reagenti, l'esame del Dna e la medicina nucleare
rendono più veloce la prevenzione e la cura delle patologie renali.
Per Enrico De Grazia, chirurgo pediatra, si tratta di "tecniche conosciute
da anni, ma solo ora applicate in questo campo". Se ne è parlato
ad un corso d'aggiornamento per pediatri e chirurghi pediatri, organizzato
dal dipartimento Materno infantile dell'Università di Palermo
Le
patologie dellapparato urinario e dei reni sono fra le più
frequenti anomalie prenatali e rappresentano la seconda causa di malformazioni
nel neonato. Oggi la medicina infantile ha compiuto grandi passi avanti
nella cura di tali malattie grazie a migliori tecniche diagnostiche, che
hanno ridotto i tempi di prevenzione e di trattamento. La novità
è rappresentata dallutilizzo di mezzi, quali lecografia,
e di approcci diagnostici, come quello della medicina nucleare, che consentono
un monitoraggio rapido e preciso delle vie urinarie e dei reni, sia nel
feto che nel neonato. A ciò si aggiunge lesame del Dna, che
permette di risalire direttamente alle cause genetiche di tali anomalie.
Queste nuove frontiere della diagnostica sono state al centro del secondo
incontro di un corso daggiornamento per pediatri e chirurghi pediatri,
tenutosi giovedì 8 maggio presso laula Albanese dellIstituto
materno infantile (Imi), di via cardinale Rampolla, a Palermo. Il corso
è organizzato dal dipartimento Materno infantile dellUniversità
di Palermo e vede la partecipazione di specialisti nelle diverse aree
disciplinari interessate.
L'ecografia prenatale. Sul tema, è intervenuto il professore
Francesco Orlandi, direttore del Centro di diagnosi prenatale dellOspedale
Civico, che ha precisato i tempi tecnici e le possibilità del monitoraggio
ecografico: Nelle prime quattordici settimane di vita del feto,
l'ecografia mostra distintamente la vescica. Mentre il rene è visibile
a partire dal secondo trimestre. In questo periodo, il liquido amniotico
costituisce un indicatore importante per l'ecografo. "Il liquido
è per buona parte urina fetale - spiega Orlandi - se in esso riscontriamo
una perdita di sali vuol dire che il rene è in idronefrosi".
L'esame del Dna. La particolarità delle nefropatie è
quella di avere uneziologia multifattoriale. Tra le cause, vi può
essere unalterazione cromosomica o genetica. Qui interviene il genetista,
il cui approccio diagnostico è stato illustrato dal professore
Giovanni Corsello, genetista e pediatra presso il Dipartimento materno
infantile. Prima, il lavoro del genetista si affiancava a quello del pediatra,
poiché la diagnosi delle nefropatie poteva essere fatta solo dopo
la nascita del bambino. Oggi, invece, si può riscontrare la presenza
di anomalie congenite già in età prenatale.
Il primo compito del genetista - ci dice Corsello - è quello
della prevenzione, che non può attuarsi senza una diagnosi corretta.
Nel ricercare le cause delle malformazioni, occorre accertarsi che non
vi siano portatori sani fra i parenti del bimbo o particolari fattori
genetici di rischio nei genitori, come una gravidanza in tarda età.
Quindi si procede allindagine preventiva con lesame molecolare
del Dna, che ci consente di scoprire patologie legate allalterazione
di un singolo gene. Ma il compito più delicato è quello
della consulenza, con cui - conclude - il genetista è chiamato
a comunicare alla famiglia la diagnosi.
La medicina nucleare. Una volta diagnosticata lanomalia nel
nascituro, le possibilità dintervento intra-uterino sono
modeste. Il bambino, quindi, va seguito anche dopo la nascita.
La medicina nucleare è uno degli approcci più innovativi
per il monitoraggio post natale. Nata negli anni 60, da poco tempo
ha trovato applicazione nella diagnosi delle nefropatie, sostituendo la
radiografia. Il monitoraggio avviene attraverso la somministrazione di
farmaci che reagiscono allirradiamento. Ad illustrare le potenzialità
della medicina nucleare, è stata la dottoressa Daniela Masone:
Con le nostre tecniche - ha detto - siamo in grado di controllare
lattività funzionale di ogni singolo rene, dal terzo giorno
di vita.
Chirurgia. Dalla diagnosi al trattamento chirurgico delle uropatie.
Ne abbiamo parlato con Silvio Maringhini, primario di Nefrologia pediatrica
allOspedale G. Di Cristina: Negli anni 60, la tendenza
era quella dellinterventismo. Negli anni 80 e 90 si
è capito che non sempre la correzione chirurgica è necessaria
per la cura. Oggi prevale un attendismo esagerato, che spesso finisce
col compromettere la salute del bambino".
Il professore Enrico De Grazia, direttore della cattedra di Chirurgia
pediatrica all' lOspedale E. Albanese ha concluso sottolinenado
come "la diagnostica delle uropatie e delle nefropatie, negli ultimi
cinque anni, ha subito grandi cambiamenti. Ecografia con nuovi reagenti,
medicina nucleare e esame molecolare sono tecniche conosciute da più
di dieci anni, ma soltanto adesso applicate in questo campo.
Fabio Giacalone
rev-rova/sian
(nell'immagine, l'Istituto materno infantile)
(15 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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