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Primo piano - Interni
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Sars, l'Italia deroga gli accordi di Schengen
Controlli su tutti i voli provenienti dall'Estremo oriente che
fanno scalo nei Paesi Ue. Sirchia: "Siamo più avanti rispetto
all'Europa". La Russia chiude gli aeroporti alle tratte cinesi. Fobia
diffusa in Italia: a Biella un asilo deserto per paura del virus. Ma gli
ultimi dati medici internazionali inducono alla calma: "Non sembra
così difficile trovare un vaccino"
Per
contrastare l'emergenza Sars, l'Italia derogherà al trattato di
Schengen sulla libera circolazione dei cittadini dell'Ue: saranno effettuati
controlli sui passeggeri, anche di voli non diretti, provenienti dai Paesi
che aderiscono al trattato. L'autorizzazione alla deroga è arrivata
direttamente dalla presidenza del Consiglio.
Ad annunciarlo è stato ieri Guido Bertolaso, commissario per la
Sars, al termine della informativa sulla polmonite atipica presentata
dal ministro Sirchia alla conferenza Stato-Regioni.
Lo stesso ministro della Salute ha poi sollecitato tutti i Paesi europei
ad effettuare controlli più efficaci sui passeggeri dei voli provenienti
dalle zone a rischio. "In questo momento - ha detto Sirchia - l'Italia
è più avanti rispetto all'Europa". Intanto, ieri, in
un piccolo paese del Biellese è esplosa la fobia da virus: un intero
asilo è rimasto deserto soltanto perchè una delle bidelle
era rientrata da una vacanza in Thailandia.
La situazione nel mondo. Immediata la risposta della Russia alla
scoperta del primo caso di Sars: sono stati sospesi tutti i voli regolari
per e dalle aree a rischio, Cina in testa.
Mentre le istituzioni internazionali continuano la lotta al propagarsi
del virus, fra la popolazione mondiale dilaga la paura del contagio. Le
fobie diffuse, tuttavia, non sembrano essere giustificate dagli ultimi
aggiornamenti sul virus. A Pechino, nonostante un tasso di mortalità
fissato al 5 per cento, si riduce notevolmente il numero medio degli operatori
sanitari infettati negli ospedali cittadini: dai quindici al giorno ai
quattro di ieri. In Canada, il professor Donald Low, uno dei medici in
prima linea nella lotta alla Sars, è convinto che la crisi a Toronto
sia quasi superata, anche se restano ancora 42 ricoverati negli ospedali
della metropoli.
Ma i risultati più interessanti giungono da una ricerca dell'Istituto
del Genoma di Singapore, pubblicati sul sito online della rivista medica
britannica The Lancet: il virus della Sars non muta molto rapidamente,
cosa che può facilitare la ricerca di un vaccino.
Fabio Giacalone
rev sing/sage
(9 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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