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Scienze matematiche fisiche e naturali

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A lezione si studiano i vulcani e le rocce d'Italia
Il corso di Petrografia regionale è cominciato lunedì 5 maggio nell'ambito della laurea triennale in Scienze geologiche. Terminerà i primi di giugno con escursioni e visite-studio a Pantelleria e sull' Etna. I ragazzi analizzeranno le rocce vulcaniche delle varie regioni italiane basando la loro conoscenza sullo studio dei reperti

Un corso per conoscere la Terra e le sue viscere attraverso lo studio delle rocce vulcaniche e delle regioni geologiche d'Italia. Petrografia regionale è il nome della materia del corso di laurea in Scienze geologiche, che studia questi elementi e che sarà l'argomento delle lezioni tenute dal professore Silvio Rotolo ordinario del dipartimento di Chimica e fisica della Terra.
Cosa studia la Petrografia regionale? "L' argomento del corso è lo studio delle rocce e delle loro condizioni di fomazione. Durante le lezioni - ha detto il professore Rotolo - ci si occupa prevalentemente di rocce vulcaniche. In particolare la materia si dice regionale perchè scende nel dettaglio di alcune situazioni locali esaminate nella loro unità d' ambiente geologico (regione geologica), per esempio il vulcanismo delle Isole Eolie, della Toscana, del Lazio, etc". Il corso è appena iniziato, questa è stata la prima settimana di lezioni, e si concluderà verso l'inizio di giugno. Per quella data gli alunni avranno acquisito le competenze di base sui sistemi di esplorazione del terreno, che permetteranno di analizzare le rocce prelevate nei siti vulcanici.
Gli argomenti trattati quest'anno saranno il vulcanismo in Italia secondo le varie "regioni" geologiche, le caratteristiche petrografiche delle Alpi, il metamorfismo "eo-alpino" e lepontino", la sutura insubrica ed il magmatismo ad essa connesso. Una parte del corso sarà dedicata al rilevamento geologico in campagna e nelle isole Eolie, dove verranno studiate le diversità petrologiche tra le varie isole e il magmatismo sottomarino del Tirreno. Infine Linosa, il Canale di Sicilia e Ustica per quanto riguarda il magmatismo alcalino.
Al termine delle lezioni i ragazzi faranno anche due "stage" esterni: uno a Pantelleria e uno sull' Etna. L' isola di Pantelleria verrà studiata particolarmente in dettaglio. Per giorno 7 giugno è fissata la partenza e da qui inizia il fitto programma di studi. "A Pantelleria si farà una ricognizione comune il primo giorno di escursioni - ha spiegato Rotolo -, successivamente gli studenti si divideranno in gruppi di 2 e lavoreranno in aree di 3-4 kmq loro assegnate. Avranno carte in scala 1:10.000 del territorio per rilevare e mappare i vari terreni e dovranno loro interpretare i dati di terreno in termini di evoluzione dell' attività vulcanica nel tempo". Scopo della visita la mappatura delle strutture vucanico-tettoniche, dei depositi di flusso piroclastico e di caduta. Inoltre, gli studenti studieranno anche le relazioni tra le caldere e l' attività esplosiva.
La partenza per l' Etna è, invece, prevista qualche giorno prima del 7 giugno, ma consiterà in una sola giornata di permanenza: "Sull' Etna faremo un escursione giornaliera , ma impegnativa: si tratterà di scendere dentro la Valle del Bove, dove si possono osservare gli edifici antichi dell' Etna, riconoscibili lungo la parete sud", conclude il professore. Al termine delle lezioni e dopo aver effettuato le analisi sui reperti e le rocce prelevate durante gli stage, ciascun alunno presenterà una relazione sul lavoro
affettuato, con foto di campagna, schizzi di terreno o altro, e che sarà presentata e discussa anche nel corso dell' esame.

Daniela Mogavero
rev-rova/sian
(8 maggio 2003)

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