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Sicilia
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La
Sicilia riavrà il Satiro danzante
I boss volevano metterci le mani
La scultura bronzea raffigurante un satiro, ripescata nel '98 a
Mazara del Vallo e oggi a Montecitorio, cinque anni fa entrò nelle
mire della mafia trapanese. A rivelarlo un collaboratore di giustizia
La
statua del satiro danzante dovrebbe finalmente tornare in Sicilia nel
mese di luglio. Il reperto di epoca ellenistica, realizzato in bronzo
e attribuibile allo scultore greco Prassitele, è attualmente in
esposizione nella Sala della Regina di Montecitorio.
La famosa statua è tornata in questi giorni di estrema attualità,
perché al centro delle dichiarazioni di un pentito di mafia. Concetto
Mariano, ex vigile urbano al servizio della cosca di Marsala e ora collaboratore
di giustizia, ha parlato ai magistrati della Procura di Palermo di un
piano per trafugare la statua, che si sarebbe dovuto realizzare cinque
anni fa. Un furto al quale anche lui avrebbe dovuto partecipare.
Ad ordinare l'azione sarebbe stato Matteo Messina Denaro, boss trapanese
inserito nella lista dei superlatitanti, che avrebbe agito per conto di
un misterioso committente straniero.
All'epoca - era il '98 - la statua del satiro, dopo essere stata ripescata
nelle acque di Mazara del Vallo venne posta nei locali del Municipio.
Da lì i ladri avrebbero dovuta sottrarla, ma un rafforzamento delle
misure di sicurezza pochi giorni prima del colpo mandò il piano
in fumo. In seguito il satiro fu trasferito presso l'Istituto centrale
di restauro di Roma dove è rimasto per quattro anni, fino al due
giugno scorso. Ora, dopo la 'passerella romana', si attende il suo rientro
a Mazara del Vallo.
Fabio Giacalone
rev fati/cave
(7 maggio 2003)
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