|
|
|
|
Scienze della formazione
|
|
|
030507elpi
Insegnamento, non più solo teoria
Si passa a tirocini e laboratori
Adesso l'arte di insegnare non si impara più solo sui libri.
Gli aspiranti insegnanti possono avvalersi di una formazione universitaria
che include molte occasioni in cui sperimentare concretamente i saperi già
acquisiti. E il corso di laurea in Scienze della formazione primaria propone
un'articolazione tra pratica e teoria. Ce ne parla Piera Messina, responsabile
dellUfficio del tirocinio
Manuali, fotocopie e dispense. Oggi la
professione non simpara più soltanto sulle pagine dei libri.
Sempre più cruciale si rivela per la formazione lesigenza
di momenti in cui alla teoria si affianchi la pratica. E i percorsi accademici
si adeguano. Il corso di laurea in Scienze della formazione primaria è
stato uno dei primi a coniugare in modo originale e produttivo la pratica
alla teoria e allepistemologia, attraverso il tirocinio e i laboratori
didattici.
"Nello spirito del quadro formativo - spiega Piera Messina, responsabile
dellUfficio del tirocinio - rispetto agli altri corsi di laurea,
il tirocinio e i laboratori fanno la differenza, perché vengono
abbattute le tradizionali barriere esistenti tra i vari anelli del sapere.
Epistemologia, teoria e pratica - continua - si trovano a dialogare e
a interagire in una correlazione permanente, in cui i risultati di un
livello si integrano nelle acquisizioni dellaltro.
Lobiettivo del corso di laurea, rimasto indenne dalla recente riforma
dei cicli, è di formare insegnanti di scuola materna ed elementare,
capaci - sottolinea la responsabile del tirocinio - di trasformare
le conoscenze acquisite nelle materie teoriche in attività didattiche.
Apprendere, dunque, sì, ma con in più un'ulteriore e fondamentale
responsabilità: imparare come insegnare quanto si è appreso.
E a questo scopo rispondono i laboratori, dove le discipline vengono smontate
nei loro epistemi (principi fondanti) per poi adeguarli allattività
didattica.
E un lavoro analitico oltre che critico su quello che si è
studiato, perché dopo averlo fatto proprio si è chiamati
a renderlo in un altro linguaggio per adattarlo alle strutture
di significato dei bambini. Costruendo così quella che viene definita
unità didattica. Il laboratorio è il luogo dove
si simula e si struttura lattività didattica, si problematizzano
le situazioni e si costruiscono delle lezioni fittizie.
E il momento che prepara al tirocinio. Questultimo, cruciale
per lo sviluppo delle competenze professionali, si divide in due fasi:
indiretto e diretto. Nel primo, sotto la supervisione di un tutor, si
discute e si riflette sullorganizzazione dellattività
didattica, si preparano quelle griglie di osservazione che gli studenti
applicheranno nel tirocinio diretto. E anche un momento di riflessione
e confronto sulle esperienze svolte dai singoli tirocinanti durante il
tirocinio diretto nelle classi.
A questobiettivo mira anche il diario di bordo, che
offre un autentico momento di meta-cognizione. Come in una vera e propria
navigazione, lo studente è chiamato ad annotare passo passo le
sue emozioni durante lattività svolta in classe: uno spunto
e uno stimolo per la riflessione sulla crescita e le scoperte che hanno
caratterizzato la storia del quadriennio. Uno strumento che permette di
tenere sotto controllo il processo formativo e unoccasione anche
per esercitarsi a scrivere.
Grazie al tirocinio si realizza laccoglienza, che consente lavvio
di una relazione e permette di far stare bene insegnante e alunni.
"E dimostrato che un buon rapporto tra docente e discente migliora
lapprendimento - continua la Messina -. Cosa ancor più vera
in unetà dove si apprende tramite processi dimmedesimazione.
Ecco quindi un corso di laurea dove si studia, ci si esercita nei laboratori
e, infine, si lavora sul campo, in classe con i bambini.
Un percorso completo che necessita però di modifiche. Un
nuovo corso di laurea - conclude la reponsabile dell'Ufficio tirocinio
- ha bisogno di una mentalità matura per valorizzare al meglio
tutte le attività che lo connotano. Negli anni ciascun tutor ha
visto crescere il numero dei suoi studenti (il rapporto è 1 a 20),
a demerito della qualità dellattività svolta. I laboratori,
poi, dovrebbero essere migliorati per esaltarne tutte le potenzialità".
Elisa Pizzillo
rev cave-sage
(7 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|