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030507damo
I
mostri: "Vi spaventiamo perchè vi vogliamo bene"
E' la battuta di uno dei mostri
del cartone animato "Monster & Co", ma è anche la
natura degli esseri fantastici dei nostri giorni, forse brutti, ma non
cattivi, che vivono dentro e intorno a noi. Se ne è parlato durante
la seconda giornata del convegno
Fabelwesen,
organizzato
dalla facoltà di Scienze della formazione e dal dipartimento di
Scienze filologiche e linguistiche
La Sicilia è sempre stata terra di leggende e di storie sui mostri,
e identificata anche come la terra dei Ciclopi nei poemi omerici. Alcune
scoperte paleontologiche avevano in un primo periodo suffragato le storie
fantastiche degli abitatori dell'isola. "Errate interpretazioni dei
fossili di elefante trovati nelle caverne di Erice e di Alcamo hanno portato
alla creazione di leggende sempre più incredibili sui giganti",
ha detto Valerio Agnesi, direttore del Dipartimento di Geologia e Geodesia
e del museo Gemmellaro, che ha aperto l'ultima sessione dei lavori del
convegno Fabelwesen, organizzato dalla facoltà di Scienze
della formazione e dal dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche
presso la fondazione Banco di Sicilia. "Le verifiche scientifiche
però hanno permesso di affermare che la Sicilia più che
terra di giganti fu terra di elefanti, in particolare di origine asiatica",
conclude Agnesi. Gog e Magog sono stati invece i protagonisti della
relazione di Filippa Alcamesi, assegnista di ricerca di Filologia germanica
presso l' Università di Palermo, che ha trattato questi due personaggi
fantastici attraverso i testi che dall'antichità fino al VII secolo
tramandano la leggenda di questi mostri o popoli che verranno con l' Anticristo
e che sono stati interpretati in modi diversi ogni volta con il nome del
nuovo nemico da offrontare.
"Il mostruoso immaginario infantile" è stato il titolo
dell'intervento della professoressa Alida Lo Coco (nella foto),
docente di Psicologia, che ha parlato dei mostri come delle alterazioni
dal normale e dall' ordinario o come le reazioni a situazioni esterne.
"Sono mostri anche i bambini troppo taciturni che preferiscono il
loro mondo interiore a quello esterno - dice Lo Coco - Ma gli esseri fantastici
sono anche il modo con cui il bambino indifeso reagisce alla paura della
morte. Per riappriopriarsi della figura della madre che non soddisfa i
suoi bisogni il bambino proietta nei mostri il pericolo e dirige verso
questi la sua aggressività". Ma i mostri in fondo sono buoni
e lo erano anche nel passato, "la lertice per esempio - dice
Patrizia Lendinara, preside della facoltà di Scienze della formazione,
che ha parlato nel suo intervento "Schedare e rileggere i portenti"-
è un animaletto che per un certo periodo non ha avuto neanche un
nome, forse per la sua natura indefinita, un po' pecora, un po' rapace
e un po' asino, ma con un visetto così dolce che potrebbe sembrare
una pecora che si è montata un po' la testa". Terminati gli
interventi dalle conclusioni è emerso il legame indissolubile tra
ricerca e testi, sia scritti che iconografici e la continua discussione
anche con materie come la scienza e la psicologia che aiutano a comprendere
aspetti nuovi dei manoscritti e del mondo fantastico dei Fabelwesen.
Daniela Mogavero
030506gili -
Il 'Mostro' negli occhi di un cittadino medievale
rev.nifi/sian
(7 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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