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Convegni e congressi - Scienze della formazione

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I mostri sono buoni o cattivi? Oggi e domani la risposta

Fabelwesen, così si chiamano oggi, con un termine intraducibile,le creature di cui si occuperanno gli studiosi che si incontreranno oggi e domani per parlare del fantastico e del mostruoso nell’ immaginario occidentale. Sul  tema abbiamo intervistato Patrizia Lendinara, ordinario di Filologia germanica

“La filologia  germanica e le discipline medievistiche sono ancora attuali,
anche perché, i testi  medievali possono offrire anche una chiave di lettura di
quanto  è accaduto nel mondo negli ultimi tempi, alludo ai rapporti tra
Occidente e Oriente, tra chi si crede il centro dell’universo e chi ne e’
collocato al margine”. Sono le parole di Patrizia Lendinara, professore
ordinario di filologia germanica, che con gli altri docenti di questa disciplina
nell’Ateneo palermitano ha organizzato l’incontro che si terrà oggi e domani
presso la fondazione Banco di Sicilia, dal titolo “Fabelwesen, mostri e portenti nell’immaginario occidentale: medioevo germanico e altro”. Insieme al dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche ha contribuito
all’organizzazione del convegno la facoltà di Scienze della formazione. “Uno dei temi chiave della letteratura germanica è l’eterna lotta del Bene contro il
Male, o meglio dell’uomo contro tutto ciò che è diverso- continua Patrizia
Lendinara spiegando il titolo del convegno- per questo abbiamo voluto invitare come primo relatore della giornata di oggi il professore Michael Drout, del Wheaton College, che ha analizzato un poema anglosassone, “Beowulf”, un’opera che ben sintetizza gli elementi fondamenti della letteratura germanica antica”. Beowulf è un eroe che combatte con una serie di mostri, nella prima parte del poema riesce a trionfare,
mentre nella seconda, muore lottando con un drago. Ma allora vince il male? “Non necessariamente. Uno degli intenti dell’ incontro è di far luce sulla vera
natura dei portenti o mostri. Il drago in questo caso è soltanto l’ altro, ma
non necessariamente il male”. “Anche per conoscere meglio questi aspetti della questione il convegno prevede gli interventi di docenti di altre discipline,
dalla letteratura comparata, che ci può fornire coordinate di analisi più ampie, alla psicologia, per chiarire gli aspetti prettamente legati alla psiche umana”, dice ancora la Lendinara. A che punto è la ricerca filologica nel campo del Fabelwesen? “Negli anni Settanta e Ottanta sono stati scritti molti lavori che trattano il tema del mostruoso, in particolare in America, dove gli studiosi hanno preso in considerazione il mondo anglosassone, e in particolare il Beowulf ritenendo che fosse l’ elemento e il momento più importante. In realtà il Medioevo non ha inventato nulla, i mostri, o esseri fantastici (i Fabelwesen) nascono nella letteratura greca. Molti di questi recenti  lavori di critica, hanno perso il contatto con i testi, e quindi i loro risultati, anche se validi, non possono essere presi a modello - risponde Lendinara - E’ importante non staccarsi mai dal testo, sia che si tratti di un poema, sia di una carta geografica da interpretare e da leggere seguendo le linee della proiezione del subconscio umano, di un disegno o solamente di uno scorcio di una cattedrale”. Come sono fatti i mostri? “Esistono delle costanti che rimangono tali anche per mille anni, ne è un esempio la mano adunca simile a quella dei rapaci. I portenti erano, secondo l’ iconografia medievale, non necessariamente brutti, quanto piuttosto fuori dall’ordinario, per dimensione o per abitudini. A partire da autori greci come Ctesia, Megastene e anche Omero, circolano storie di esseri che racchiudono in sé l’ essenza del mostruoso: sono talora compositi, cioè metà uomini e metà animali, attirano e terrorizzano, sono prevalentemente nudi e hanno abitudini alimentari diverse dalle nostre, mangiano carne cruda, si nutrono dell’odore delle mele. Nei cataloghi elaborati a partire dal primo medioevo si trovano, uno accanto all’altro il satiro, il blemma (con la testa nelle spalle o nel torace), il cinocefalo (con testa di cane), lo sciapode (con un unico enorme piede), l’ unicorno, l’ androgino. il ciclope e cosi’ via. Ma tali mostri entrano anche nella letteratura, ad esempio nei romance legati al ciclo di Alessandro Magno.I mostri femminili, cominciano ad aumentare nel XII e
nel XIII secolo quando l’influsso dell’atteggiamento misogino della Chiesa
diventa più forte. Nel medioevo invece, nella società germanica, la donna aveva un ruolo paritetico e godeva di un grande rispetto”. Nel corso del
convegno si parlerà dei mostri e degli esseri fantastici e del rapporto che gli
uomini hanno avuto con loro, non sempre di paura, anzi “il timore, nel senso più comune che diamo al rapporto con l’orco o con la strega inizia nel Cinquecento e nel Seicento- spiega Lendinara- In precedenza, spesso il mostro era solo qualcosa di sorprendente  da catalogare e studiare, ma che, vivendo in luoghi lontani e remotissimi non era in grado di portare alcuna reale minaccia”.
Daniela Mogavero


rev rova/cave
(5 maggio 2003)

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