|
|
|
|
Convegni e congressi
- Scienze della formazione
|
|
|
030505damo
I mostri sono buoni o cattivi? Oggi e domani la risposta
Fabelwesen, così si chiamano oggi, con un termine intraducibile,le
creature di cui si occuperanno gli studiosi che si incontreranno oggi
e domani per parlare del fantastico e del mostruoso nell immaginario
occidentale. Sul tema abbiamo intervistato Patrizia Lendinara, ordinario
di Filologia germanica

La filologia germanica e le discipline medievistiche sono
ancora attuali,
anche perché, i testi medievali possono offrire anche una
chiave di lettura di
quanto è accaduto nel mondo negli ultimi tempi, alludo ai
rapporti tra
Occidente e Oriente, tra chi si crede il centro delluniverso e chi
ne e
collocato al margine. Sono le parole di Patrizia Lendinara, professore
ordinario di filologia germanica, che con gli altri docenti di questa
disciplina
nellAteneo palermitano ha organizzato lincontro che si terrà
oggi e domani
presso la fondazione Banco di Sicilia, dal titolo Fabelwesen, mostri
e portenti nellimmaginario occidentale: medioevo germanico e altro.
Insieme al dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche ha contribuito
allorganizzazione del convegno la facoltà di Scienze della
formazione. Uno dei temi chiave della letteratura germanica è
leterna lotta del Bene contro il
Male, o meglio delluomo contro tutto ciò che è diverso-
continua Patrizia
Lendinara spiegando il titolo del convegno- per questo abbiamo voluto
invitare come primo relatore della giornata di oggi il professore Michael
Drout, del Wheaton College, che ha analizzato un poema anglosassone, Beowulf,
unopera che ben sintetizza gli elementi fondamenti della letteratura
germanica antica. Beowulf è un eroe che combatte con una
serie di mostri, nella prima parte del poema riesce a trionfare,
mentre nella seconda, muore lottando con un drago. Ma allora vince il
male? Non necessariamente. Uno degli intenti dell incontro
è di far luce sulla vera
natura dei portenti o mostri. Il drago in questo caso è soltanto
l altro, ma
non necessariamente il male. Anche per conoscere meglio questi
aspetti della questione il convegno prevede gli interventi di docenti
di altre discipline,
dalla letteratura comparata, che ci può fornire coordinate di analisi
più ampie, alla psicologia, per chiarire gli aspetti prettamente
legati alla psiche umana, dice ancora la Lendinara. A che punto
è la ricerca filologica nel campo del Fabelwesen? Negli anni
Settanta e Ottanta sono stati scritti molti lavori che trattano il tema
del mostruoso, in particolare in America, dove gli studiosi hanno preso
in considerazione il mondo anglosassone, e in particolare il Beowulf ritenendo
che fosse l elemento e il momento più importante. In realtà
il Medioevo non ha inventato nulla, i mostri, o esseri fantastici (i Fabelwesen)
nascono nella letteratura greca. Molti di questi recenti lavori
di critica, hanno perso il contatto con i testi, e quindi i loro risultati,
anche se validi, non possono essere presi a modello - risponde Lendinara
- E importante non staccarsi mai dal testo, sia che si tratti di
un poema, sia di una carta geografica da interpretare e da leggere seguendo
le linee della proiezione del subconscio umano, di un disegno o solamente
di uno scorcio di una cattedrale. Come sono fatti i mostri? Esistono
delle costanti che rimangono tali anche per mille anni, ne è un
esempio la mano adunca simile a quella dei rapaci. I portenti erano, secondo
l iconografia medievale, non necessariamente brutti, quanto piuttosto
fuori dallordinario, per dimensione o per abitudini. A partire da
autori greci come Ctesia, Megastene e anche Omero, circolano storie di
esseri che racchiudono in sé l essenza del mostruoso: sono
talora compositi, cioè metà uomini e metà animali,
attirano e terrorizzano, sono prevalentemente nudi e hanno abitudini alimentari
diverse dalle nostre, mangiano carne cruda, si nutrono dellodore
delle mele. Nei cataloghi elaborati a partire dal primo medioevo si trovano,
uno accanto allaltro il satiro, il blemma (con la testa nelle spalle
o nel torace), il cinocefalo (con testa di cane), lo sciapode (con un
unico enorme piede), l unicorno, l androgino. il ciclope e
cosi via. Ma tali mostri entrano anche nella letteratura, ad esempio
nei romance legati al ciclo di Alessandro Magno.I mostri femminili, cominciano
ad aumentare nel XII e
nel XIII secolo quando linflusso dellatteggiamento misogino
della Chiesa
diventa più forte. Nel medioevo invece, nella società germanica,
la donna aveva un ruolo paritetico e godeva di un grande rispetto.
Nel corso del
convegno si parlerà dei mostri e degli esseri fantastici e del
rapporto che gli
uomini hanno avuto con loro, non sempre di paura, anzi il timore,
nel senso più comune che diamo al rapporto con lorco o con
la strega inizia nel Cinquecento e nel Seicento- spiega Lendinara- In
precedenza, spesso il mostro era solo qualcosa di sorprendente da
catalogare e studiare, ma che, vivendo in luoghi lontani e remotissimi
non era in grado di portare alcuna reale minaccia.
Daniela Mogavero
rev
rova/cave
(5 maggio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|