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Attualità
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030415mari Laccademia dei Georgofili, prestigiosa istituzione nata a Firenze nel 1753, ad opera di menti aperte e desiderose di offrire il loro prezioso contributo al miglioramento del mondo, compie 250 anni. Un anniversario importante, che la nostra Università ha voluto ricordare, organizzando un incontro allo Steri cui hanno preso parte il Rettore Giuseppe Silvestri, il presidente dellaccademia Franco Scaramuzzi, Riccardo Sarno, ordinario di Agronomia presso la facoltà di Agraria e Francesco Crescimanno, che oltre ad insegnare alla facoltà di Agraria è responsabile della sezione dei Georgofili, che opera nella zona sud-orientale del Paese e che ha sede temporanea a Palermo, presso il Dipartimento di colture arboree. Grande assente, invece, il presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro. I Georgolili, letteralmente gli amanti della terra, con la loro accademia, hanno avuto il grande merito di condurre, per più di due secoli, una serie di studi, ricerche e analisi di quello che costituisce il primo comparto produttivo della società: lagricoltura. Lo ha fatto scrupolosamente sottolinea Crescimanno - prestando sempre una particolare attenzione nei confronti dellambiente e dellalimentazione. Non ci sarebbe stato nessun progresso e nessuno sviluppo nel mondo senza la partecipazione dellagricoltura. Così ha esordito il presidente dei Georgofili di Sicilia, Calabria e Campania, durante la manifestazione ospitata allo Steri, che lontana dallavere semplicemente un intento celebrativo, ha visto siglare un accordo importante fra le due istituzioni presenti, lAccademia e lUniversità degli Studi di Palermo. Visto il particolare interesse che le attività scientifiche di diverse facoltà e dipartimenti dellUniversità, in special modo la facoltà di Agraria, manifestano per le problematiche agricole, ambientali e alimentari ha spiegato il Rettore è sembrato importante sottoscrivere un accordo, che sancisse la comune intesa fra le nostre due istituzioni. Laccordo, che avrà una durata biennale a partire dal 10 aprile 2003 e che potrà essere rinnovato alla sua scadenza, stabilisce la promozione e lattivazione di una serie di programmi, volti a dare impulso ad attività culturali congiunte, che contribuiscano al progresso delle scienze e delle loro applicazioni nei settori dellagricoltura, della tutela ambientale, della sicurezza alimentare e non ultimo dello sviluppo del mondo rurale. LUniversità e lAccademia, si sono impegnate, attraverso la sottoscrizione di un simile accordo, a dare la massima diffusione a tutte le iniziative che svolgeranno in collaborazione. Organizzeranno, inoltre, una serie di studi e seminari sui temi di interesse comune attraverso un efficace scambio di informazioni tecniche e scientifiche, sotto forma di pubblicazioni o di altri documenti. Cosa che assume un importanza decisiva se pensiamo a quanto poco spirito di collaborazione esista, oggi, nel settore della ricerca scientifica. Lobiettivo precipuo rimarrà, comunque, quello di incentivare lo sviluppo del patrimonio culturale, storico ed economico della Regione. Obiettivo lodevole in una realtà come quella siciliana, in cui il settore agricolo ha rappresentato per un lungo periodo e rappresentava fino a non molto tempo fa, il settore trainante della sua economia e che oggi invece arranca a fatica. Maria Catena Salerno
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