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Cronaca universitaria - Scienze politiche

030415buteAp
Studenti di Scienze politiche si interrogano
Quale futuro per l'Europa
?
I nuovi scenari che si apriranno in Europa a partire dalla guerra in Iraq e dalla Costituzione europea. Questi i temi al centro dell'assemblea organizzata dai responsabili del sito collegiosanrocco.it. Antonello Miranda: "In futuro occorrerà una classe dirigente molto preparata e padrona delle lingue straniere”

“Quale futuro per l’Europa?” Questa la domanda che molti degli studenti di Scienze politiche si sono fatti nel corso dell'ultima assemblea alal sala Borsellino. Cosa, infatti, cambierà per l’Europa (ma non solo per l’Europa) dopo la fine del conflitto in Medio Oriente? Quali saranno i nuovi scenari politici anche alla luce dell’approvazione della Costituzione europea che dovrebbe ridisegnare le istituzioni del vecchio continente?
L’assemblea, organizzata dal sito “ombra” della facoltà di Scienze politiche collegiosanrocco.it ha visto la partecipazione di Antonello Miranda, docente di Sistemi giuridici comparati alla facoltà di Scienze politiche, e Michelangelo Ingrassia, docente di Storia delle dottrine politiche presso l’Istituto di giornalismo.
Il dibattito ha preso spunto dalla bozza della Costituzione europea elaborata dalla Convenzione, presieduta da Giscard d’Estaing, con particolare riferimento agli articoli 29 e 30 del progetto che prevedono rispettivamente l'esistenza di un ministro degli esteri che rappresenti l'Europa nelle organizzazioni internazionali, incluso il Consiglio di sicurezza dell'Onu, e l'utilizzo di mezzi militari e civili per attuare una politica di difesa.
“Ho scelto questo punto perché mi sono chiesto se prevarranno il desiderio e la necessità di un Europa unita, come si auspicano molti cittadini europei, o certe ambizioni di leadership politica ed economica", afferma Alessandro Arcobasso, responsabile e webmaster del sito collegiosanrocco.it. Ovviamente da un tema del genere si è scivolati quasi impercettibilmente sulla guerra in Iraq e gli studenti hanno evidenziato la necessità che in quel Paese non si crei un protettorato Usa, ma che in qualche modo si formino dei contrappesi di garanzia che conducano l’Iraq definitivamente fuori dal regime e dalle sue atrocità.
Non è mancata la polemica nei confronti del movimento pacifista. “Perché – si sono chiesti alcuni – non c’erano pacifisti a manifestare contro la guerra in Kosovo o contro le guerre che continuamente flagellano l’Africa?”
Miranda ha sottolineato il fatto che per creare un’Europa unita è necessario prima di ogni cosa conoscere e capire le differenze culturali tra i vari Paesi ed ha portato l’esempio dell'Inghilterra, una nazione che pur essendo tra i fondatori dell’Unione non ha ancora aderito per motivi culturali alla moneta unica. Riferendosi all’Italia Miranda ha, invece, fatto notare che sarà necessaria “una futura classe dirigente molto preparata e padrona delle lingue straniere”, perciò è necessario che vi sia una formazione quanto più completa e di qualità, ed ha concluso il suo intervento lanciando un triplice appello ai ragazzi: ”Studiate, Studiate, Studiate!”.
Michelangelo Ingrassia ha affrontato la questione da un punto di vista più filosofico e quasi in maniera provocatoria, ha provato a fare una distinzione, all’interno dell’Europa, tra paesi "freddi" (proprio da un punto di vista climatico) e paesi dell'"area solare", quelli del Mediterraneo, e si è auspicato che protagonisti della futura Europa siano proprio queste nazioni forse rimaste un po’ indietro sul piano economico e sullo sviluppo ma che possiedono delle risorse umane di assoluta rilevanza.
Salvatore Butera
salvobutera@libero.it

rev rova/cave

(15 aprile 2003)

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