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Cronaca universitaria


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Sicurezza e relazioni sociali nella metropoli globale
I diversi aspetti e i nuovi problemi delle nostre città, l'influenza dell'ambiente sulle società moderne. Questi i temi della sessione mattutina dei lavori del convegno "Uomo e Ambiente". La manifestazione si è conclusa con una tavola rotonda sull' impatto economico, sociale e ambientale che potrebbe derivare dalla costruzione del ponte sullo stretto di Messina

Cittadini invisibili, una vita senza dimora: si è aperta con un tema di scottante attualità sociale, la problematica dei senza fissa dimora, la seconda giornata del convegno Uomo e ambiente, in programma il 10 e l’11 aprile nella sede della fondazione Banco di Sicilia.
Ad aprire i lavori della sessione mattutina, dal tema generale Città, ambiente e sostenibilità, è stato Antonio La Spina, presidente del corso di laurea in Scienze della comunicazione di Palermo, in veste di chairman. La prima relazione della giornata è stata curata da Alessandra Dino, della facoltà di Scienze della formazione. Offrendo un quadro generale molto esaustivo, la relatrice ha tracciato un excursus sociologico della problematica, rifacendosi a numerose pubblicazioni sull’argomento e citando ricerche e dati statistici. “E’ la stessa situazione cittadina che ci abitua a relazionarci con l’altro non in termini di rapporti intersoggettivi, ma in una chiave intellettualistica e cognitiva”. Secondo la professoressa Dino “il fenomeno è strettamente legato alla città, più precisamente alla metropoli, infatti non si manifesta nei centri al di sotto dei 50 mila abitanti”.
Dalla città blindata alla città vigilata: le nuove paure urbane nella metropoli globale, è stato l’intervento di Fabio Lo Verde, della facoltà di Scienze della formazione. “La città si presenta come il risultato più complesso del rapporto fra uomo-ambiente e del processo di antropizzazione”: a partire da questa riflessione generale, il relatore si è soffermato sul problema, oggi sempre più scottante, della sicurezza urbana, divenuta, secondo Lo Verde, “proprietà dell’ambiente urbano”.
Durante la mattina si sono alternati al microfono Vincenzo Russo, dell’Università Iulm di Milano, che ha parlato di un “turismo accessibile a tutti”; Alberto Gasparini, dell’Università di Trieste, che ha relazionato sul tema La nuova società creata dall’ambiente; Massimo Scalia, dell’Università “La Sapienza” di Roma, ha tracciato “i limiti dello sviluppo”, in stretta relazione con il tema della “società sostenibile”.
L’amministrazione e l’ambiente avrebbe dovuto essere il titolo dell’intervento di Emanuele Sgroi, dell’Università di Palermo, che ha presieduto l’ultima parte della sessione in veste di chairman al posto di Guido Martinotti. A lui è toccata tirare le conclusioni della giornata.
La terza sessione del convegno ha avuto come oggetto di dibattito un tema di estrema attualità come l’impatto economico, sociale e ambientale che deriverebbe dalla costruzione del ponte sullo stretto di Messina.
E’ stato Salvatore Butera, presidente della fondazione Banco di Sicilia, ad aprire il dibattito. Lasciando agli ospiti più esperti il compito di affrontare i problemi economici e ambientali, ha posto, invece, l’accento sulla natura sociale che la costruzione del ponte avrebbe. “Non saranno due piloni a farci superare l’isolazionismo, che da sempre caratterizza la Sicilia, e poi- ha aggiunto provocatoriamente - la Calabria cosa ci guadagnerebbe da questo punto di vista”? Sebbene il ponte sulle stretto sia divenuto un argomento molto presente, a tutti i livelli, nelle conversazioni ufficiali e meno ufficiali ci sono ancora molti lati oscuri. Come si costruirà? In che tempi? Chi lo costruirà? Si dice che il ponte sorgerà grazie a dei finanziamenti privati, ma Roberto della Seta, presidente di Legambiente smentisce “non tutti i costi necessari alla realizzazione di quest’opera sarebbero sostenuti dai privati, almeno il 40% sarebbe affrontato dallo Stato” e allora in mezzo a tutto questo gran parlare che si fa intorno al ponte Della Seta ha sottolineato quella che egli stesso considera una banalità “Per quale motivo in una realtà come quella siciliana, funestata da mille problemi, primo fra tutti l’acqua, la costruzione di un ponte, tanto criticata e tanto deprecata, dovrebbe costituire una priorità”?
Pierangela Maniscalchi - Maria Catena Salerno

(14 aprile 2003)

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