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Farmacia
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Obesità: una patologia o
un vantaggio?
L'importanza di un proprio stile di vita
Grassi o magri?
Meglio sani. L'importante è seguire un stile di vita
personale che non si lasci influenzare dalla mode, dalle
pubblicità e da quello che troviamo nei supermercati.
Oggi, anche la politica anziché nutrire i cittadini
sceglie di alimentare le industrie e l'economia. Ma il
nostro stile alimentare può, se vuole, condizionare e
indirizzare l'offerta. Questa, la tesi sostenuta di Giuseppe
Giammanco, ordinario di Igiene dell'Ateneo
catanese
"Qui ci si diverte e, che vi
piaccia o no, dovete divertirvi
".
La società dell'abbondanza (per pochi) e del
consumismo (per molti) nella gara dei bisogni indotti
obbliga a rincorrersi nella folle danza dell'acquisto.
"Non mangiamo ciò che ci piace, ma ciò che
rende alle industrie alimentari: ci costringono a comprare
ciò che troviamo sul bancone e ci convincono pure che
ci piace". Indifesi e in balìa di una balia che ci
allatta coi suoi veleni? Forse no, a condizione di acquisire
un proprio stile di vita. Lo sostiene il professore Giuseppe
Giammanco, ordinario d'Igiene dell'Università di
Catania, nell'ambito del II Convegno nazionale dell'Aisf
sull'obesità, sottolineando l'importanza di uno stile
di vita.
"Anche il nostro stile alimentare può infatti
condizionare e indirizzare l'offerta del commercio - ha
evidenziato il docente -. La politica stessa potrebbe
aiutare in questa direzione, se adottasse un indirizzo
nutrizionale anziché alimentare. Oggi la politica
è invece fondamentalmente antistorica: mira solo a
incentivare la produzione e a far girare l'economia,
alimentando una domanda pari all'offerta e disinteressandosi
della salute e del vero benessere dei cittadini", ha
aggiunto Giammanco.
L'attuale stile di vita nei paesi industrializzati presenta
diversi aspetti negativi: l'assunzione eccessiva di calorie
con gli alimenti, un forte consumo di carni e di grassi di
origine animale, ridotta attività fisica, per finire
ai consumi volontari di massa, tabacco, abuso di alcol. E
ancora, sovrappeso e obesità: i figli del consumismo.
Ma essere grassi è sempre stata una patologia? "Fino
a non molti anni fa - ha spiegato Giammanco - il sovrappeso
era considerato una caratteristica positiva". Ancora oggi,
nel nostro linguaggio familiare si dice "è bello
grasso". Non si è mai sentito "è bello magro".
Qualche chilo in più, quindi, rappresentava un
vantaggio. Per riuscire a sopravvivere siamo stati
programmati per accumulare grasso. Nel corso di milioni
anni, infatti, il problema principale per la specie umana e
l'uomo è stata la sopravvivenza nei periodi di
scarsità di cibo. La selezione naturale ha dunque
favorito gli individui capaci di accumulare energia sotto
forma di grasso corporeo da utilizzare al bisogno nei
periodi di scarsità. Attualmente, il sovrappeso
è invece considerato un fattore di rischio per la
salute. Ciò spiega perché, mode a parte, le
diete siano cosi popolari. Chi, almeno una volta nella vita,
non ha seguito una dieta! "Solo pesce, solo carne, solo
frutta: Ma il termine dieta, nella sua etimologia - ha
spiegato il docente catanese - mette a nudo il suo vero
significato: stile di vita. Seguire una dieta implica avere
un proprio stile di vita e se si è in sovrappeso
occorre adottarne uno che non si lasci ingannare dalle diete
miracolose. Bisogna respingere i modelli consumistici ed
estetici che la televisione c'impone. E' vero che l'eccesso
di peso è un fattore a rischio ma lo è anche
l'essere sottopeso, per la salute mentale e l'efficienza
fisica. Giammanco ha poi sottolineato la diffusa
disinformazione in campo sanitario, evidenziando le
non-verità della pubblicità, che approfitta
dell'ignoranza della gente, e invitando gli studenti di
Farmacia a svolgere una ruolo attivo d'informatori: "non
siete bottegai - ha detto. - L'industria farmaceutica coglie
al volo i risultati delle sperimentazioni sugli alimenti e
dei loro principi nutrizionali, e subito ce li propone in
pillole. La gente è diseducata: perché
ingoiare una pillola, se è più gradevole
mangiare una carota o un'arancia? Anche l'uso degli
integratori può rivelarsi nocivo se propagandato a
gente che non ne ha bisogno. Oggi - ha continuato il docente
- c'è poi la convinzione che se un prodotto presenta
un elemento in più (latte più vitamine,
minerali ecc) vuol dire che serve: costa di più, ma
è più buono e fa bene. In realta - ha spiegato
- basta mangiare un po' di tutto per avere la giusta
quantità di ciò che ci serve".
Svelato anche un altro luogo comune: uno studio su 14 acque
minerali, con un ampio raggio di contenuto salino, ha
mostrato che l'effetto diuretico è identico a quello
dell'acqua di rubinetto. "Altro che 'tin tin'
prendiamo
delle acque prive di sali e poi andiamo in farmacia a
comprare gli integratori!"
"Bisogna essere gelosi delle proprie scelte - ha concluso
Giammanco - padroni di se stessi e del proprio stile di
vita, respingendo i condizionamenti che ci vengono dal
commercio e dalla moda. A una merendina preferisco una fetta
di pane olio e un pizzico di sale: è più sana,
e mi piace".
Elisa Pizzillo
(10 aprile 2003)
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