Università di Palermo

Ufficio Stampa
Tel. 091.6075843
Tel./Fax 091.6114188

Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline-aol.it
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

 > Prima pagina <

LE SEZIONI

Attualità
> News
>
L'edicola online
>
Novità in mediateca
>
I grandi temi

Cronaca universitaria
> L'editoriale
>
L'opinione
>
Università
> e mondo del lavoro
>
Dentro l'Ateneo
>
I Dipartimenti
>
Le Facoltà
>
Il Policlinico Universitario
>
La ricerca universitaria
>
La voce degli studenti
>
L'Opera universitaria
>
Il sito www.unipa.it

Sport, viaggi
e tempo libero

> Sport | CUS
> Turismo |
CTS
> Tempo libero |
CRAL

Cultura e spettacoli
> Attività culturali
> e congressuali
>
Cinema, radio, tv
>
Musei e mostre
>
Teatro
>
Musica
>
Fumetti e animazione

Rubriche
> Secolo postmoderno
>
Media e dintorni

 

Economia

030409mari
Guerra: borse su, petrolio giù
Il petrolio crolla mentre le Borse corrono al rialzo. Abbiamo chiesto a Giovanni Agnello, professore di Economia monetaria e creditizia della facoltà di Economia di Palermo quali effetti abbiano sortito le operazioni militari sull’economia americana

Scriveva Geminello Alvi, sul Corriere della Sera qualche giorno fa, che la guerra in Iraq alla fine si rivelerà un pessimo affare per l’America. Infatti, anche se l’Iraq ritornasse alla produzione di 3 milioni di barili di petrolio al giorno con un incasso annuo di 25 miliardi di dollari, per ricostruirlo ce ne vorrebbero 100, cui si aggiungerebbero i 300, reclamati dai paesi creditori di Saddam. Pertanto la conclusione cui giunge Alvi è che “la ricostruzione sarà in perdita”. Eppure, ieri, i mercati azionari, Wall Street in testa, hanno avuto un’impennata paurosa. Segno che la fine della guerra è vicina? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Agnello, docente di Economia monetaria e creditizia alla facoltà di Economia. “I mercati azionari sono delle entità economiche estremamente sensibili che sono in grado di anticipare gli avvenimenti in base alle aspettative”. In questo caso, l’occupazione da parte dei tank americani e inglesi di Bagdad e Bassora è stata interpretata dalle borse come un segno che la pace è vicina e pertanto sono andate al rialzo. Tornando alla tesi di Alvi, pare allora piuttosto improbabile che l’America ci rimetta, soprattutto ora che i mercati si sono ripresi: +5,84% Francoforte, +3,44% Parigi, +3,18% Londra +2,29% Milano. “Sì - dice il nostro esperto - non c’è dubbio che la ripresa delle borse sia un segno positivo, soprattutto per gli Stati Uniti, perché sulla scia di Wall Street, con un effetto-onda si muovono tutti gli altri mercati ed è quello che è successo in questi ultimi giorni”.
Il pericolo di una recessione è dunque definitivamente scongiurato? “In verità, il rischio di una recessione non è mai realmente esistito. Per gli Stati Uniti è più corretto parlare di stagnazione, e la guerra alla fine potrebbe rivelarsi come un’opportunità per uscire da questa condizione - e, a questo punto Agnello delinea una tesi originale - la guerra potrebbe addirittura rifinanziare l’economia americana. Il costo del denaro non è mai stato così basso e se l’euro sale alla fine sarà proprio l’Europa a rimetterci e non l’America. Il perché è abbastanza intuibile. Se il costo dell’euro salirà, come conseguenza immediata si avrà l’aumento del costo dei prodotti europei sui mercati internazionali, ai quali probabilmente saranno preferiti quelli americani che costano di meno”. Si innescherà, dunque, un circolo vizioso da cui però l’America uscirà tutt’altro che danneggiata. Il prezzo del petrolio ha, invece, fatto un tonfo e difficilmente supererà il costo di 20-25 dollari al barile. Questi dati ci confermano un fatto. Gli Stati Uniti usciranno vincitori da questa guerra, non soltanto da un punto di vista politico, ma anche economico. E’ indubbio che la ricostruzione dell’Iraq avrà un costo non indifferente, ma molte compagnie si sono già prenotate per procedere con i lavori. Queste compagnie sono tutte americane.

Maria Catena Salerno

(9 aprile 2003)

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina