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Attualità
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030409damo In
occasione della "Settimana dell'astronomia", organizzata dall'Osservatorio
astronomico, i ragazzi di alcuni istituti superiori palermitani hanno
potuto assistere alla presentazione ufficiale del progetto Eddington.
Un satellite che prenderà la via dello spazio l'universo nel 2007,
ma che ha coinvolto nel progetto e nei preparativi diversi ricercatori
già dal 2000. Circa 200 alunni si sono riuniti nell'aula magna
di Ingegneria per assistere a una breve conferenza sul tema: "Esistono
altri mondi come il nostro?". E' questo, infatti, lo scopo principale
del progetto Eddington, che prevede la costruzione di un satellite specializzato
che permetta di scoprire se nelle altre galassie esistano pianeti simili
al nostro o se la Terra è l'eccezione dell'intera galassia fino
ad ora conosciuta. Il progetto verrà presentato e spiegato durante
un covegno all'hotel La Torre che durerà tre giorni, a partire
da oggi, giorno 9 e si concluderà venerdì 11. Il palermitano
Fabio Favata, uno dei ricercatori che partecipa alla realizzazione della
missione in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea, ha spiegato
ai ragazzi le difficoltà incontrate nella storia dagli scienziati,
come Giordano Bruno e Galieo Galilei, che cercarono di cambiare le conoscenze
precedenti in materia di astronomia. "La domanda, se siamo soli nell'Universo
- ha detto Favata - risale alle origini della filosofia. Già Epicuro,
fondando il suo ragionamento solo su basi speculative, pensava che dovessero
esistere forme di vita su altri pianeti del tutto simili al nostro. Dal
1995, anno in cui un'equipe di scienziati scoprì il primo pianeta
extrasolare, però possiamo dire di aver dato un senso alla domanda
e possiamo rispondere dicendo che esistono altri pianeti, e siamo in grado
di cercare anche quelli abitati. In otto anni abbiamo scoperto migliaia
di corpi che però non sono paragonabili alla Terra, perchè
gassosi e più simili a Giove per la loro configurazione gigantesca
e per le temperature elevatissime". La difficoltà di trovare
luoghi che possano ospitare forme di vita, dipende dalla grandezza. Un
pianeta per essere abitabile deve avere una dimensione compresa tra metà
e il doppio della Terra, non deve essere né troppo caldo, né
troppo freddo (temperatura compresa tra 0 e 100 gradi), deve avere una
superficie solida e contenere acqua. Anche se la condizione indispensabile
perchè possa esistere la vita è l'esclusiva presenza di
acqua. "Esistono in natura - ha detto Favata -, germi, batteri e
anche vermi che riescono a sopravvivere sotto il mare, a pressioni incredibili
e con livelli di zolfo a cui non potrebbero resistere gli altri esseri
viventi. Trovare un pianeta è più difficile che individuare
una stella. Questa è più luminosa e più grande, mentre
il primo è un corpo che non produce luce propria e quindi è
rintracciabile solamente attraverso tracce indirette. Alcune delle prove
utilizzate per cercare l'esistenza di pianeti sono il movimento indotto
e il metodo dei transiti". La prima tecnica consiste nel misurare
lo spostamento indotto dal pianeta sulla stella attorno a cui ruota, la
seconda, invece, nel calcolare la quantità di luce offuscata dal
pianeta in transito. Eddington, il satellite specializzato, verrà
lanciato nello spazio con lo scopo preciso di scoprire l'esistenza di
corpi rocciosi che possano essere il più possibile simili alla
Terra e quindi ospitare forma di vita più o meno intelligenti.
Eddington, o Eddi come lo chiamano coloro che ne vedono ogni giorno i
passi avanti, pesa 1640 kg e rimarrà in orbita per tre anni a una
distanza di 1,5 milioni di km dalla Terra e studierà circa 100000
stelle. Il progetto avrà un costo complessivo di 180 milioni di
euro per 7 anni di lavoro. Tra circa 5 anni, allora, potremmo avere una
risposta alla domanda:"Siamo unici e soli nell'Universo? o siamo
solo una specie che sta alla perifiria di una delle mille galassie?".
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