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Scienze matematiche e fisiche

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Siamo soli nell'Universo? La risposta nel 2007
Fra quattro anni verrà lanciato nello spazio il satellite Eddington, frutto delle ricerche degli scienziati dell'Agenzia spaziale europea. La sofisticata macchina verrà presentata durante un
convegno di tre giorni presso l'hotel La Torre di Mondello, da oggi fino a venerdì 11 aprile

In occasione della "Settimana dell'astronomia", organizzata dall'Osservatorio astronomico, i ragazzi di alcuni istituti superiori palermitani hanno potuto assistere alla presentazione ufficiale del progetto Eddington. Un satellite che prenderà la via dello spazio l'universo nel 2007, ma che ha coinvolto nel progetto e nei preparativi diversi ricercatori già dal 2000. Circa 200 alunni si sono riuniti nell'aula magna di Ingegneria per assistere a una breve conferenza sul tema: "Esistono altri mondi come il nostro?". E' questo, infatti, lo scopo principale del progetto Eddington, che prevede la costruzione di un satellite specializzato che permetta di scoprire se nelle altre galassie esistano pianeti simili al nostro o se la Terra è l'eccezione dell'intera galassia fino ad ora conosciuta. Il progetto verrà presentato e spiegato durante un covegno all'hotel La Torre che durerà tre giorni, a partire da oggi, giorno 9 e si concluderà venerdì 11. Il palermitano Fabio Favata, uno dei ricercatori che partecipa alla realizzazione della missione in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea, ha spiegato ai ragazzi le difficoltà incontrate nella storia dagli scienziati, come Giordano Bruno e Galieo Galilei, che cercarono di cambiare le conoscenze precedenti in materia di astronomia. "La domanda, se siamo soli nell'Universo - ha detto Favata - risale alle origini della filosofia. Già Epicuro, fondando il suo ragionamento solo su basi speculative, pensava che dovessero esistere forme di vita su altri pianeti del tutto simili al nostro. Dal 1995, anno in cui un'equipe di scienziati scoprì il primo pianeta extrasolare, però possiamo dire di aver dato un senso alla domanda e possiamo rispondere dicendo che esistono altri pianeti, e siamo in grado di cercare anche quelli abitati. In otto anni abbiamo scoperto migliaia di corpi che però non sono paragonabili alla Terra, perchè gassosi e più simili a Giove per la loro configurazione gigantesca e per le temperature elevatissime". La difficoltà di trovare luoghi che possano ospitare forme di vita, dipende dalla grandezza. Un pianeta per essere abitabile deve avere una dimensione compresa tra metà e il doppio della Terra, non deve essere né troppo caldo, né troppo freddo (temperatura compresa tra 0 e 100 gradi), deve avere una superficie solida e contenere acqua. Anche se la condizione indispensabile perchè possa esistere la vita è l'esclusiva presenza di acqua. "Esistono in natura - ha detto Favata -, germi, batteri e anche vermi che riescono a sopravvivere sotto il mare, a pressioni incredibili e con livelli di zolfo a cui non potrebbero resistere gli altri esseri viventi. Trovare un pianeta è più difficile che individuare una stella. Questa è più luminosa e più grande, mentre il primo è un corpo che non produce luce propria e quindi è rintracciabile solamente attraverso tracce indirette. Alcune delle prove utilizzate per cercare l'esistenza di pianeti sono il movimento indotto e il metodo dei transiti". La prima tecnica consiste nel misurare lo spostamento indotto dal pianeta sulla stella attorno a cui ruota, la seconda, invece, nel calcolare la quantità di luce offuscata dal pianeta in transito. Eddington, il satellite specializzato, verrà lanciato nello spazio con lo scopo preciso di scoprire l'esistenza di corpi rocciosi che possano essere il più possibile simili alla Terra e quindi ospitare forma di vita più o meno intelligenti. Eddington, o Eddi come lo chiamano coloro che ne vedono ogni giorno i passi avanti, pesa 1640 kg e rimarrà in orbita per tre anni a una distanza di 1,5 milioni di km dalla Terra e studierà circa 100000 stelle. Il progetto avrà un costo complessivo di 180 milioni di euro per 7 anni di lavoro. Tra circa 5 anni, allora, potremmo avere una risposta alla domanda:"Siamo unici e soli nell'Universo? o siamo solo una specie che sta alla perifiria di una delle mille galassie?".
Daniela Mogavero


(9 aprile 2003)

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