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Convegni e congressi
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030408mari
Luno
e il molteplice, categorie per interpretare il mondo
Luniversale e lindividuale sono da sempre le categorie
filosofiche attorno cui ruota e si sviluppa il dibattito sulla natura
dellessere. Il tema è stato ampiamente discusso nel corso
di un convegno allo Steri , durante il quale sono intervenuti esperti
delle Università di Palermo e Madrid
Può
la ricerca di un concetto filosofico, quale luniversale ermeneutico,
avere un corrispettivo nella realtà presente? Sicuramente sì,
soprattutto oggi che il bisogno di una visione autenticamente pluralista
dei rapporti umani si pone come base per una convivenza democratica fra
popoli e culture diverse. Questo è il messaggio che tutti i relatori,
intervenuti allo Steri, in occasione del convegno sulluniversale
ermeneutico hanno voluto veicolare alla platea presente. Luniversale
ermeneutico è un concetto complesso, a partire dal quale il Dipartimento
di filosofia, storia e critica dei saperi dellUniversità
di Palermo e il Dipartimento di filosofia I dellUniversità
Complutense di Madrid stanno conducendo una ricerca, che ha come fine
quello di superare leterna dicotomia fra luniversale e lindividuale.
Largomento può sembrare asetticamente filosofico -
ha introdotto il moderatore Franco Lo Piparo - ma se pensiamo alle cronache
dei nostri giorni, in modo particolare alla guerra, ci accorgiamo che
così non è. Cosa condividono le culture del mondo? Un universale
cui tutto fa capo, un universale che però non si ricerca più.
Come colloquiare con le altre culture in assenza di un autentico relativismo?
Se consideriamo la nostra cultura occidentale come la cultura per eccellenza
come possiamo aprirci alla comunicazione e al pluralismo interculturali?
Le circostanze attuali rendono difficile gestire questo tema - prova
a rispondere Leonardo Samonà, docente di Ermeneutica filosofica
e di Filosofia teoretica presso il Dipartimento di filosofia, storia e
critica dei saperi - perché cè chi considera la guerra
preventiva un mezzo efficace per la risoluzione dei conflitti, cosa che
si pone in forte contrasto con il dialogo interculturale fra i popoli.
Si sta registrando in questi ultimi anni una crescita esponenziale della
diffidenza nei confronti delluniversalità di contro ad una
tendenza, a volte esagerata, a totalizzare e globalizzare ogni cosa.
Come si pone la filosofia nei confronti di tali atteggiamenti? Lungi dai
metodi classici che si identificavano con lallontanamento ascetico
e contemplativo, che hanno caratterizzato tutto limpianto della
ricerca filosofica nel passato, oggi la filosofia procede con rigore scientifico
e continua a ricercare luniversale di contro ad ogni forma
di supremazia dellunità sulla diversità e vede lunità
come presupposto imprescindibile della molteplicità - continua
Samonà - In un epoca come la nostra che rifiuta luno
il concetto di universale diventa però estremamente fragile.
Interessante e ricco di molteplici spunti di riflessione il contributo
offerto da Jan Manuel Navarro Cordòn, docente presso lUniversità
Complutense di Madrid, il quale ha tracciato un illuminante percorso che
identifica la matrice delluniversale ermeneutico nel connubio inscindibile
fra essere e linguaggio. Ripercorrendo alcune tappe fondamentali del pensiero
filosofico da Aristotele ad Hegel afferma: Luniversale ermeneutico
altro non è se non la traducibilità di un linguaggio in
un altro e ciò è possibile perché esiste un sostrato
comune fra le culture - E aggiunge - Difficilmente si potrebbe arrivare
alla comprensione se non esistessero delle categorie universalmente intese,
un terreno comune su cui incontrarsi. Luniversale ermeneutico ha,
perciò, una matrice trascendentale, ovvero una struttura ontologico-linguistica
data dalla relazione tra lingua e mondo. Infatti, come diceva Platone,
il mondo esiste solo se esiste un linguaggio capace di spiegarlo.
Maria Catena
Salerno
(8
aprile 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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