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Noa: "Sono per la pace ma non contro la guerra"
La cantante israeliana che ha cantato ieri l'inno nazionale del suo Paese prima della partita per le qualificazioni agli Europei tra Israele e Francia, si dice pacifica e non pacifista, perchè ha vissuto la paura della guerra sulla sua pelle. Stasera inaugurerà il suo tour italiano cantando al Metropolitan

"Non sono pacifista ma vivo e canto per la pace", così risponde Noa, la cantante israeliana, quando le si chiede cosa pensa della guerra. Ieri sera ha cantato l'inno nazionale del suo paese prima della partita di calcio tra Israele e Francia nello stadio Renzo Barbera di Palermo. Intonando "Hatikva", così si intitola l'inno nazionale che in ebraico significa speranza, "ho pensato che la speranza esiste sempre ed è l'unico motivo per cui ancora credo che alla fine sarà la parte buona di ognuno di noi a trionfare", dice. Achinoam, in arte Noa, significa "sorella di pace" e da sempre la cantante di origini israeliane si batte contro i conflitti nel mondo e nella sua terra d'origine. Proprio per un conflitto, la guerra in Iraq, la squadra di calcio del suo paese ha dovuto giocare contro la Francia a Palermo. Quando le si chiede cosa pensa di questo conflitto, però, Noa tiene a precisare che lei è "pacifica e non pacifista, (peacefull, not pacifist) perché credo nella pace come valore e spero sempre che i conflitti tra i popoli si possano risolvere con il dialogo, ma sono cosciente che non è sempre possibile", dice la cantante che ha riscoperto le sue radici israeliane solo verso l'adolescenza. All'età di un anno si era trasferita con i suoi genitori in America dove ha vissuto fino al momento in cui ha deciso di seguire quello che sarebbe stato il suo futuro marito, anche lui israeliano e con cui è andata a vivere in Medio Oriente. "Non so dare una mia opinione definitiva sulla guerra in Iraq - afferma Noa - non ho tutte le notizie necessarie per decidere se sia giusto o meno, so soltanto che in questo momento non riesco a pensare a un altro modo per fermare Saddam". "Il conflitto nella mia terra, però è diverso - continua la musicista - sono convinta che la crisi che da anni coinvolge palestinesi e israeliani si può risolvere con la diplomazia senza ricorrere all'uso delle armi". Nel suo passato, anche il servizio militare nell'esercito israeliano, dove aveva la qualifica di "sergente cantante". Ma combatterebbe per il suo Paese?: "Se vedessi i miei figli, il mio popolo, i miei cari che soffrono per la guerra, allora reagirei e se questo significasse difendermi con le armi, allora sì, potrei anche combattere - risponde Noa - So che lo farei perché ogni giorno vivo e ho vissuto la sensazione di essere in pericolo e di dover difendere la mia famiglia". Noa si trova a Palermo per inaugurare il suo tour italiano e stasera si esibirà al teatro Metropolitan. "Mi sento fortunata. In un momento come questo posso cantare e fare la mia parte per gli altri. Io e la mia band abbiamo un ruolo, una missione: dare gioia, serenità e speranza alle persone che in questo momento non credono nella pace", dice Noa. Nella canzone "Dance of hope", che fa parte del nuovo album della cantante "Now", presentato alla fine di settembre, Noa canta la voglia di danzare insieme per la speranza e "slegarsi dai nodi che imprigionano le nostre mani e ci impediscono di agitarle libere nell'aria per manifestare la gioia". Durante il concerto, la musicista e cantante di origini yemenite presenterà altri brani inediti del nuovo cd e canterà canzoni più celebri come "Beautiful that day", scritta per il film di Roberto Benigni "La vita e' bella".
Daniela Mogavero

(25 febbraio 2003)

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