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030403damo
Noa: "Sono per la pace ma non contro la guerra"
La cantante israeliana che ha cantato ieri l'inno nazionale
del suo Paese prima della partita per le qualificazioni agli Europei tra
Israele e Francia, si dice pacifica e non pacifista, perchè ha
vissuto la paura della guerra sulla sua pelle. Stasera inaugurerà
il suo tour italiano cantando al Metropolitan
"Non
sono pacifista ma vivo e canto per la pace", così risponde
Noa, la cantante israeliana, quando le si chiede cosa pensa della guerra.
Ieri sera ha cantato l'inno nazionale del suo paese prima della partita
di calcio tra Israele e Francia nello stadio Renzo Barbera di Palermo.
Intonando "Hatikva", così si intitola l'inno nazionale
che in ebraico significa speranza, "ho pensato che la speranza esiste
sempre ed è l'unico motivo per cui ancora credo che alla fine sarà
la parte buona di ognuno di noi a trionfare", dice. Achinoam, in
arte Noa, significa "sorella di pace" e da sempre la cantante
di origini israeliane si batte contro i conflitti nel mondo e nella sua
terra d'origine. Proprio per un conflitto, la guerra in Iraq, la squadra
di calcio del suo paese ha dovuto giocare contro la Francia a Palermo.
Quando le si chiede cosa pensa di questo conflitto, però, Noa tiene
a precisare che lei è "pacifica e non pacifista, (peacefull,
not pacifist) perché credo nella pace come valore e spero sempre
che i conflitti tra i popoli si possano risolvere con il dialogo, ma sono
cosciente che non è sempre possibile", dice la cantante che
ha riscoperto le sue radici israeliane solo verso l'adolescenza. All'età
di un anno si era trasferita con i suoi genitori in America dove ha vissuto
fino al momento in cui ha deciso di seguire quello che sarebbe stato il
suo futuro marito, anche lui israeliano e con cui è andata a vivere
in Medio Oriente. "Non so dare una mia opinione definitiva sulla
guerra in Iraq - afferma Noa - non ho tutte le notizie necessarie per
decidere se sia giusto o meno, so soltanto che in questo momento non riesco
a pensare a un altro modo per fermare Saddam". "Il conflitto
nella mia terra, però è diverso - continua la musicista
- sono convinta che la crisi che da anni coinvolge palestinesi e israeliani
si può risolvere con la diplomazia senza ricorrere all'uso delle
armi". Nel suo passato, anche il servizio militare nell'esercito
israeliano, dove aveva la qualifica di "sergente cantante".
Ma combatterebbe per il suo Paese?: "Se vedessi i miei figli, il
mio popolo, i miei cari che soffrono per la guerra, allora reagirei e
se questo significasse difendermi con le armi, allora sì, potrei
anche combattere - risponde Noa - So che lo farei perché ogni giorno
vivo e ho vissuto la sensazione di essere in pericolo e di dover difendere
la mia famiglia". Noa si trova a Palermo per inaugurare il suo tour
italiano e stasera si esibirà al teatro Metropolitan. "Mi
sento fortunata. In un momento come questo posso cantare e fare la mia
parte per gli altri. Io e la mia band abbiamo un ruolo, una missione:
dare gioia, serenità e speranza alle persone che in questo momento
non credono nella pace", dice Noa. Nella canzone "Dance of hope",
che fa parte del nuovo album della cantante "Now", presentato
alla fine di settembre, Noa canta la voglia di danzare insieme per la
speranza e "slegarsi dai nodi che imprigionano le nostre mani e ci
impediscono di agitarle libere nell'aria per manifestare la gioia".
Durante il concerto, la musicista e cantante di origini yemenite presenterà
altri brani inediti del nuovo cd e canterà canzoni più celebri
come "Beautiful that day", scritta per il film di Roberto Benigni
"La vita e' bella".
Daniela Mogavero
(25 febbraio 2003)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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