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Cronaca universitaria

030402alca
Policlinico, come coniugare
l'offerta formativa con l'assitenza

Struttura universitaria ma anche azienda ospedaliera: un binomio non sempre gestibile a causa di un budget troppo legato alle esigenze di mercato e poco a quelle formative. Ne parla il professore Alfredo Salerno, direttore sanitario
 
L'Azienda universitaria ospedaliera Policlinico "Paolo Giaccone" conta attualmente 12 dipartimenti assistenziali che non hanno una perfetta corrispondenza con i dipartimenti universitari. "E' stato necessario costituire i dipartimenti - spiega il professore Alfredo Salerno, direttore sanitario - perchè dal 2000 l'Azienda ha adottato come strumento di programmazione il budget, con l'obiettivo di coordinare ed integrare unità assistenziali diverse e fisicamente lontane, come l'Imi o le strutture di via La Loggia". Il dipartimento diventa, dunque, la sede per creare uno spazio comune di dialogo tra esigenze di didattica, ricerca e assistenza, e di relazione tra le attività amministrative e di gestione.
Il Policlinico è una struttura dinamica che ha seguito lo sviluppo delle attività mediche,  indirizzando la propria offerta sul piano specialistico. Tra le peculiarità dell'Azienda universitaria vi è la necessità di coniugare l'offerta assistenziale con l'attività formativa, cercando di tenere conto delle risorse finanziarie.Bisogna offrire una formazione di base generalista senza perdere di vista la necessità di potenziare la specialistica sia sulla base di una valutazione asistenziale - la domanda del territorio - che per la offerta sempre più ampia di percorsi specialistici.
La recente apertura di un reparto di cardiochirurgia è una risposta alla domanda sanitaria ma, essendo per l'Azienda Policlinico l'assistenza strumentale alla didattica ed alla ricerca, consentirà l'attivazione di una Scuola di specializzazione che venga incontro alle richieste dei neolaureati senza obbligarli a migrazioni in altre sedi universitarie.
I risultati, in termini economico-gestionali, sono positivi: è stata ridotta la degenza media ospedaliera (da 8 giorni del '98 a 5 del 2002); a parità di costo, sono aumentati i ricoveri; sono stati ridotti i posti letto in regime ordinario (da 823 a 716), incrementando quelli in day hospital (da 110 a 217). Una maggiore attenzione è stata rivolta alla medicina e alla chirurgia di urgenza, al pronto soccorso ed alle unità di oncologia, sia chirurgica che medica."Avendo un organico predeterminato per numero e funzione - continua Salerno - abbiamo dovuto ottenere dall'esterno alcuni servizi. Questo ha consentito una maggiore efficienza, ma ha anche determinato dei costi economici aggiuntivi". Le principali difficoltà nascono da carenze normative che coniughino la doppia funzione dell'Azienda universitaria: formativa ed assistenziale. Sarebbero necessari adeguati interventi di sostegno alle attività dell'Azienda per consentire una maggiore possibilità di risposta alle crescenti esigenze della didattica quali quelle derivanti dalla attivazione di numerose lauree brevi di area sanitaria.
La doppia funzione  - assistenziale e formativa - dovrebbe essere maggiormente sostenuta e consentire una unitarietà completa tra Facoltà ed Azienda pur nella distinzione dei ruoli: ciò è oggi difficile se consideriamo che una parte dei docenti della Facoltà medica non rientra nella struttura aziendale. "Sarebbe opportuno - ha aggiunto il direttore sanitario - stabilire un'intesa trilaterale che coinvolga l'Azienda, l'Università e la facoltà di Medicina e chirurgia per stabilire delle norme comuni nella salvaguardia dei principi universitari inseriti in un'ottica di gestione ospedaliera. Norme recepite anche come protocolli d'intesa con la Regione per risolvere i problemi legati alla doppia funzione".
Sono ancora tanti i progetti da realizzare nell'ottica di un ampliamento dell'offerta assistenziale e formativa.Tra questi l'attivazione, per gradi, di un'attività neurochirurgica.
Il percorso delineato necessita, però, di interventi che contribuiscano a dissipare dubbi, a dare certezze e tra questi i protocolli di intesa Università-Regione che devono essere definiti in tempi brevi.
Altri aspetti andranno affrontati per meglio definire gli ambiti di competenza tra Università, Facoltà ed Azienda sì da delineare un percorso libero da interpretazioni ambigue.
Alessia Cannizzaro

(2 aprile 2003)

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