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Cronaca universitaria
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030331alca
Policlinico, intitolata
ad un santo
laula di Anatomia patologica
San Giuseppe Moscati, anatomo-patologo vissuto tra il 1880 e il 1927,
ha fatto del suo lavoro una missione. Lintitolazione dellaula
è stata officiata dal vescovo vicario, monsignor Salvatore Di Cristina.
Tra i presenti, il preside della facoltà di Medicina e chirurgia,
Elio Cardinale, e il postulatore della causa di beatificazione, padre
Gaetano Marranzini
Porterà
il nome di San Giuseppe Moscati laula di Anatomia Patologica del
Policlinico Paolo Giaccone. È la prima volta
- afferma Elio Cardinale, preside della facoltà di Medicina e chirurgia
- che si intitola una struttura dellospedale ad un santo; abbiamo
aule, padiglioni e biblioteche intitolate a figure che hanno avuto una
valenza principalmente scientifica. Prima della benedizione dellaula
autoptica, docenti delle università di Palermo e di Napoli e personalità
del mondo religioso hanno presentato la figura di San giuseppe Moscati,
un uomo che ha dedicato la sua vita per aiutare il prossimo e che ha fatto
del suo lavoro una vera e propria missione.
La facoltà ha sostenuto, sin dallinizio, questa iniziativa
- continua il preside - perché la medicina del XXI secolo, per
poter adeguarsi ai tempi, deve riequilibrare la componente antropologica
con quella tecnologica; oggi la scienza medica si trova fortemente sbilanciata
a favore di questultima. La medicina è unarte pura,
ovvero una scienza che ha per oggetto un soggetto: luomo nella sua
completezza, intellettuale, umana, spirituale, e così via.
Non si può, dunque, esercitare la professione prescindendo dal
rapporto umano con il paziente.
La perfetta integrazione tra scienza e fede è il risultato di una
profonda meditazione sulla scienza medica, che opera sullaspetto
fisico e tangibile, e sulla fede, che egli definisce la scienza
dellal di là, ovvero di ciò che va oltre la
dimensione terrena, ma che ne è la parte complementare: lanima.
Le scelte di Moscati confermano questo duplice aspetto della pratica medica:
scientifico e umano.Lasciò linsegnamento - aggiunge
padre Gaetano Marranzini, postulatore della causa di beatificazione -
e ritornò negli ospedali, proprio perché privilegiò
laspetto umano e assistenziale del rapporto con il malato.
Egli ha, infatti, definito la cura dei pazienti come la sublime
missione del medico, vedendo nei malati limmagine di
Cristo. Molti sciagurati, delinquenti, bestemmiatori - ha,
infatti, scritto Moscati in un suo appunto - vengono a capitare in ospedale
per disposizione ultima della misericordia di Dio, che li vuole salvi!
Negli ospedali la missione delle suore, dei medici, degli infermieri è
di collaborare a questa infinita misericordia, aiutando, operdonando,
santificandosi. I suoi scritti sono stati accuratamente conservati
dalla sorella Nina, definita da padre Marranzini, sua fedele compagna
e collaboratrice.
Tra i presenti vi erano anche Federico Aragona, direttore dellIstituto
di Anatomia patologica, e Emiliano Maresi, responsabile delle attività
autoptiche, oltre ad alcuni gesuiti di Napoli. Al termine della presentazione,
monsignor Salvatore Di Cristina ha benedetto laula e gli strumenti
e intitolato la sala a San Giuseppe Moscati, santo patrono degli anatomo-patologi.
IL SANTO
San
Giuseppe Moscati nasce a Benevento il 25 luglio 1880. Dopo la laurea in
Medicina e chirurgia, presta servizio presso lOspedale degli incurabili.
Nel 1911, vince il concorso di Coadiutore ordinario negli Ospedali riuniti
di Napoli. In seguito, ottiene la Libera docenza in Chimica fisiologica
e diventa direttore dellIstituto di Anatomia patologica. Lasciato
linsegnamento, diventa primario nellOspedale degli incurabili.
Muore il 12 aprile 1927. Nel 31 iniziano i Processi informativi
e nel 73 viene dichiarato venerabile. Due anni dopo, Papa Paolo
VI lo dichiara Beato. Nel 1987, Papa Giovanni Paolo II ha stabilito la
sua canonizzazione.
Alessia Cannizzaro
(31 marzo 2003)
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al n. 10 del 1/6/2001
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