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Cronaca universitaria

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"Riformare la riforma"
Quale futuro per Campus One?
Al ministero dellIstruzione, università e ricerca è in corso l'elaborazione di un progetto di riforma che dovrebbe cambiare diversi aspetti dell'ordinamento universitario, tra cui il contratto dei docenti. Previste l'abolizione della figura del ricercatore e modifiche nei curricula delle lauree triennali. Ne ha parlato Alessandro Bianchi, rettore dell'Università di Reggio Calabria, al convegno su Campus, in cui ha evidenziato il rischio della lesione dell'autonomia universitaria e della possibile interruzione del progetto

CampusOne. Ha appena due anni di vita e già si pensa a una riforma. Al ministero dell'Istruzione, università e ricerca sono in corso una serie d'iniziative "che possono togliere significato al progetto rischiando persino di interromperlo. Si arriverà alla fine di questa sperimentazione? Cosa sta bollendo negli uffici del Ministero?" Sono questi gli interrogativi posti dal rettore dell'Ateneo di Reggio Calabria, Alessandro Bianchi, che circolano nell'ambiente accademico lasciando forti dubbi e perplessità.
Con Campus l'intento è stato quello di rivoluzionare il funzionamento dell'Università. Una sana scossa per rinnovare e inaugurare un percorso all'insegna del dialogo col territorio, superando i limiti e i difetti del passato recente. "Pioggie di critiche spesso fuori posto - spiega Bianchi - troppi facili giudizi su punti deboli, che è sciocco mascherare ma troppo ovvio criticare, facendo di tutta l'erba un fascio. Né tantomeno si è mai posto il problema di modificare l'immagine trasmessa all'esterno. L'Università - aggiunge - deve imparare a essere più trasparente, farsi leggere e comprendere. Bisogna cambiare atteggiamento e isolare quelle sacche non virtuose che esistono all'interno dell'Università e credere alla sua vocazione di servizio pubblico".
Veniamo alla riforma. Nel recente progetto proposto da Letizia Moratti si vuole abolire la figura del ricercatore, dando all'Università la possibilità di stabilire dei contratti a tempo determinato con esperti per un periodo di cinque anni, rinnovabili una sola volta. Identico discorso per i docenti associati, che verrebbero assunti con un contratto a tempo determinato della durata di tre anni, rinnovabile anch'esso una volta. Viene lasciata alla singola università la possibilità di convertire in qualsiasi momento il contratto a breve termine in un contratto a lungo termine. "La volontà ministeriale sarebbe quella di rendere meno ingessati i rapporti tra l'Università e i suoi docenti. Ma la formula non sembra così efficace", sottolinea Bianchi.
Novità anche sul fronte dei concorsi. Il nuovo progetto di riforma azzera le vecchie regole per ritornare ai concorsi banditi dal ministero con cadenza biennale. Le commissioni, inoltre, tornerebbero a essere nazionali. "Ma - chiede il rettore dell'Ateneo di Reggio - riportare tutto nelle mani del Ministero può di fatto rappresentare la panacea di tutti i mali dell'Università? Cosa è cambiato al ministero da farlo pensare? Secondo il mio personale giudizio - aggiunge - questa soluzione non porta da nessuna parte. Verrebbero, invece, insidiata l'autonomia e le decisioni riportate al centro".
Le novità apportate all'ordinamento universitario vorrebbero rivolvere la contraddizione del 3+2, per cui alla fine del triennio si potrebbe indifferentemente decidere di continuare con la laurea specialistica o inserirsi nel mondo del lavoro, con lo stesso curriculum di base. Nel progetto di riforma proposto dalla Moratti verrebbe inserita una base comune nel percorso formativo sia che si voglia proseguire sia che si voglia iniziare a lavorare.
Riforma della riforma, quindi, e Università con meno autonomia. "Per garantirla non possiamo portare avanti una guerra di resistenza - ribadisce Bianchi -. Dobbiamo difenderla con la capacità di programmarla e graduarla attraverso rigorosi meccanismi di valutazione. Autonomia, innovazione e valutazione questi i termini da rispolverare per la difesa della nostra Università".
"Campus One resta in ogni caso un punto fermo - ha commentato il rettore dell'Ateneo palermitano, Giuseppe Silvestri - quale che sia la meta che verrà raggiunta doterà l'Università di strumenti che le permetteranno di interagire col mondo esterno".
Elisa Pizzillo

(27 marzo 2003)

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