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Cronaca universitaria

030327alca
Policlinico: trovati alcuni cani morti
La Lav denuncia e scatta la caccia all'uomo

Negli ultimi giorni, studenti e degenti hanno notato tra i viali dell’ospedale alcune carcasse di cani, morti probabilmente per avvelenamento. La Lega anti vivisezione ha aperto una "caccia" all’uomo e chiede a chiunque fosse a conoscenza di qualche elemento di farsi avanti

Dopo il ritrovamento di numerosi cani morti tra i viali dell’azienda ospedaliera universitaria Policlinico “Paolo Giaccone”, la Lav, Lega anti vivisezione, ha lanciato un appello e chiede la collaborazione di tutti, degenti, studenti, medici, professori e personale ausiliario: “Chi sa o ha visto qualcosa deve farsi avanti”.
I giardini del Policlinico erano diventati da tempo la casa di decine di cani randagi. Circolavano liberamente tra i viali, riposavano all’ombra degli alberi o sui marciapiedi, in attesa di coccole e attenzione da parte dei passanti. Al posto delle carezze, spesso, i cani erano vittime di maltrattamenti e violenze. Adesso qualcuno è andato oltre. Ieri mattina, un altro randagio è stato soccorso da alcuni volontari della Lav che da giorni controllavano la zona. “Il veleno - ha affermato Giovanni Guadagna, responsabile nazionale della Lav - è stato distribuito intorno alle 6 del mattino, quando i vialetti del Policlinico sono frequentati da pochissime persone, in genere medici e infermieri. Chi uccide conosce le abitudini degli animali”. I cani trovati morti, infatti, facevano parte dello stesso branco, frequentavano un preciso luogo dell’ospedale ed erano abituati a mangiare sempre nello stesso posto. Le loro abitudini sono note a molti frequentatori, in quanto “molti esemplari che vivono al Policlinico - ha affermato una studentessa del terzo anno del corso di laurea in Medicina e chirurgia - sono nati qui e da anni fanno sempre le stesse cose. Anche per questo sono innocui: sono abituati alla presenza dell’uomo. Non aggredirebbero mai qualcuno senza un motivo”. Ma i fatti di cronaca degli ultimi tempi avevano riportato notizie di aggressioni da parte di randagi, anche nei pressi del Policlinico. Gli studenti che frequentano il Policlinico sono, però, tutti d’accordo nel sostenere che i cani che vivono tra i viali non sono affatto aggressivi e mordaci così come vengono descritti dai giornali. “Purtroppo, ho visto molte volte che alcune persone sono infastidite dalla presenza degli animali - ha detto uno studente del quarto anno - e reagiscono come se fossero pericolosi. Qualcuno li prende pure a calci, ma non ho mai visto che un cane rispondesse alla violenza con altra violenza; spesso si alzano e se ne vanno da qualche altra parte”. Nonostante questo, chi ha somministrato il veleno, continua tuttora a farlo. “I cani hanno incominciato a morire intorno alle 10 del mattino con chiari segni di avvelenamento da esterofosforici - ha aggiunto Guadagna - in genere questi veleni, purtoppo facilmente reperibili, fanno effetto dopo pochissime ore. I sintomi, però, compaiono in ritardo per intervenire, ad esempio, con una lavanda gastrica. Si può, infatti, correre ai ripari solo con la somministrazione, in vena, dell’antidoto, nella speranza che il cane si salvi e rimanga esente da gravi menomazioni”.
La caccia all’uomo è ufficialmente aperta. È stata aumentata la sorveglianza tra i viali dell’ospedale e molti dei volontari della Lav perlustrano la zona, sin dalle prime ore del mattino. “Sicuramente l’avvelenatore dei cani del Policlinico deve essere una persona conosciuta. Invitiamo - ha concluso - chi fosse in possesso di segnalazioni di comunicarle, anche in forma anonima, al centralino della Lav, al numero telefonico 06 4461325”.

Alessia Cannizzaro

(27 marzo 2003)

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